Via Discesa Mirate, discarica per mesi: ora il sequestro. Ma chi paga? Sempre gli agrigentini

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Una discarica a cielo aperto, cresciuta giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese.
Siamo in via Discesa Mirate, ad Agrigento.

La prima foto risale al 2 novembre.
Da allora, quasi quotidianamente, lo stato dei luoghi è stato documentato: sacchetti accumulati, cartoni, rifiuti domestici, ingombranti, materiali misti, odori insopportabili, pericolo sanitario.

Per mesi nulla è cambiato.

Solo oggi, come mostrano le immagini, l’area è stata sottoposta a sequestro dalla Polizia Locale – Nucleo Ambientale, con tanto di nastro e cartello “Area sottoposta a controllo”.

Una domanda sorge spontanea:

👉 Perché si è arrivati a questo punto?
👉 Perché non si è intervenuti prima?


Una discarica annunciata

Quella di via Discesa Mirate non è una discarica improvvisa.
È una discarica tollerata nel tempo.

Le foto dimostrano una progressione chiara: da pochi sacchetti a un accumulo strutturato.
Un fenomeno visibile, sotto gli occhi di tutti.

Eppure:

  • nessuna bonifica immediata;

  • nessuna videosorveglianza efficace;

  • nessuna azione preventiva;

  • nessuna comunicazione pubblica;

  • nessuna rendicontazione dei controlli.

Si è lasciato crescere il problema fino al punto di dover ricorrere, ancora una volta, alla bonifica a spese della collettività.


Ora si sequestra. Ma prima cosa si è fatto?

Il sequestro è un atto dovuto.
Ma arriva dopo mesi di inerzia.

E allora le domande che l’amministrazione deve agli agrigentini sono semplici e legittime:

  • Quanti verbali sono stati elevati in questi mesi?

  • A chi?

  • In quali date?

  • In quali importi?

  • Quanti trasgressori sono stati realmente sanzionati?

Perché senza numeri, senza dati, senza atti pubblici, il sequestro rischia di diventare solo un gesto simbolico, utile più alla comunicazione che alla soluzione del problema.


Bonifica in danno: il solito copione

Ora si procederà con la bonifica.
E la bonifica sarà pagata, come sempre, dagli agrigentini onesti.

Non da chi ha sporcato.
Non da chi ha abbandonato.
Non da chi ha violato le regole.

Ma dai cittadini che rispettano la raccolta differenziata, che pagano la Tari, che subiscono il degrado.

E allora la domanda è inevitabile:

👉 Non sarebbe stato meglio prevenire anziché curare?
👉 Non sarebbe stato meglio colpire i responsabili anziché scaricare i costi sulla collettività?


Il vero problema: l’assenza di governo del territorio

Qui non siamo davanti solo all’inciviltà.
Siamo davanti a una assenza di governo del territorio.

Un’amministrazione è eletta per:

  • prevenire i problemi,

  • organizzare i servizi,

  • far rispettare le regole,

  • tutelare i cittadini.

Non per rincorrere le emergenze create dalla propria inerzia.

Via Discesa Mirate è l’ennesima prova che:

  • i controlli non sono sistematici;

  • le sanzioni non sono dissuasive;

  • la prevenzione non esiste;

  • la programmazione è assente.


Basta politica con i soldi dei cittadini

Agli amministratori comunali va detto con chiarezza:

👉 Non fate politica con i soldi degli agrigentini.
👉 Fate il vostro dovere.

Siete stati eletti per risolvere i problemi, non per certificare il degrado a posteriori.

Oggi via Discesa Mirate è sotto sequestro.
Domani sarà bonificata.
Ma dopodomani, senza un cambio di metodo, tornerà ad essere una discarica.

Perché senza prevenzione, senza sanzioni reali, senza controllo costante, Agrigento continuerà a pagare due volte:
prima con il degrado, poi con le bonifiche.


La richiesta di Report Sicilia

Report Sicilia chiede all’amministrazione comunale:

  1. Il numero ufficiale dei verbali elevati per abbandono rifiuti dal 2 novembre ad oggi;

  2. L’importo complessivo delle sanzioni;

  3. I costi previsti per la bonifica di via Discesa Mirate;

  4. Il piano concreto per evitare che l’area torni ad essere una discarica.

Perché la città non ha bisogno di nastri bianco-rossi.
Ha bisogno di governo, responsabilità e rispetto.

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