Tutto bellissimo (secondo loro): cala il sipario su Agrigento Capitale 2025

Una cerimonia di quasi tre ore piuttosto noiosa, con una regia molto istituzionale e barocca al Teatro Comunale Luigi Pirandello ha posto fine ad un anno che tanta parte dell’opinione pubblica locale (e non solo locale), insieme a molti operatori culturali e turistici, ha giudicato fallimentare, l’anno cioè di Agrigento Capitale della Cultura 2025.
Prima del passaggio del testimone al Sindaco di L’Aquila, Capitale italiana della Cultura per il 2026, il presentatore dell’evento, Davide Sardo, ha chiamato sul palco il Sindaco di Agrigento, l’Assessore regionale ai beni culturali, il Presidente del Libero Consorzio dei Comuni, il Prefetto, Presidente e direttore della Fondazione Agrigento Capitale. Abbiamo ascoltato soprattutto (con rare eccezioni) una lunga litania di ringraziamenti e altisonanti autocompiacimenti narcisistici per l’impegno profuso, personalmente e insieme ad altri, nell’organizzazione degli eventi e per i presunti successi ottenuti. Non un sospiro, non un accenno di autocritica.
Solo S.E. il Prefetto ha per due volte usato l’espressione “accidentato” per ricordare che il percorso di Agrigento Capitale non è stato sempre così splendido e di grande effetto, come hanno provato a far credere dal palco del Teatro comunale molti altri relatori.
La presidente della Fondazione ha ricordato che vi sono stati dei ritardi all’inizio, ma poi tutto sarebbe finito in Gloria (sic!).
Il Sindaco di Agrigento e altri protagonisti di questo anno da dimenticare hanno promesso che non è finita qui (qualche spiritoso potrebbe pensare sia una “minaccia”) e che molti progetti continueranno a vivere nel 2026 e anche dopo. Ha sottolineato che abbiamo avuto lavori pubblici che hanno dato alla città importanti servizi e infrastrutture e altre meraviglie avviate vedremo ad Agrigento. Questo e altri interventi hanno avuti gli applausi molto moderati del disincantato pubblico invitato.
Riguardo ai progetti di Agirgento Capitale, il direttore della Fondazione Agrigento Capitale ha precisato che si tratta di 22 progetti ma ha aggiunto che dovranno autosostenersi. Non c’è più un euro insomma.
La cosa non ha sorpreso una platea, dove non poche erano le sedie vuote e dove erano presenti meno di una decina di Sindaci della provincia agrigentina (si è notata in particolare l’assenza del Sindaco di Lampedusa).
Alla fine della cerimonia Agrigento ha passato il testimone al Sindaco di L’Aquila, nuova Capitale italiana della Cultura, che molti pensano sia molto fortunato: difficilmente potrà fare peggio di Agrigento.

