Test antidroga, Di Rosa passa dalle parole ai fatti: pubblicato il risultato. “Io l’ho fatto davvero”

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Agrigento – Dalla proposta lanciata all’Assemblea Regionale Siciliana dal deputato Ismaele La Vardera al gesto concreto sul territorio. Dopo l’appello pubblico rivolto ai candidati sindaci e consiglieri comunali di Agrigento, Giuseppe Di Rosa compie il passo successivo: si sottopone al test tossicologico e ne rende pubblico l’esito.

L’iniziativa, partita proprio da La Vardera con l’obiettivo di dare un segnale forte ai giovani e restituire credibilità alla politica, aveva già visto un primo banco di prova all’ARS, dove il presidente Gaetano Galvagno è stato il primo a sottoporsi al test, seguito però solo da circa il 50% dei deputati regionali. Un’adesione parziale che ha acceso il dibattito sulla reale volontà della politica di essere fino in fondo trasparente.

Ed è proprio su questo punto che Di Rosa aveva deciso di rilanciare, portando la sfida direttamente ad Agrigento.

Adesso, però, non si tratta più di parole.

“Lo avevo detto: io lo faccio. E oggi mantengo quell’impegno davanti ai cittadini”, afferma il candidato sindaco.

Di Rosa ha infatti effettuato un test tossicologico su urine, rendendone pubblico il risultato e allegando la documentazione. Nel referto – di cui sono stati oscurati i dati sensibili e l’intestazione del laboratorio per motivi di privacy – emerge chiaramente che il campione è stato prodotto in presenza di un operatore del centro analisi, elemento fondamentale che certifica la regolarità della procedura.

Il risultato è netto: tutte le sostanze analizzate risultano negative, dalla cocaina alle anfetamine, dall’ecstasy agli oppiacei, fino a marijuana e benzodiazepine.

“Non si tratta di un gesto simbolico – sottolinea Di Rosa – ma di un atto concreto di trasparenza. Quando si chiede fiducia ai cittadini, bisogna dimostrare con i fatti di meritarla” .

Il candidato sindaco chiarisce anche che questo è solo un primo passo:

“Ho iniziato con il test su urine, ma sono pronto a sottopormi anche ad altre tipologie di esame, come quello del capello, se necessario. La trasparenza non può essere a metà” .

E rilancia la sfida agli altri candidati:

“Adesso tocca agli altri. Io l’ho fatto, rendendo pubblico il risultato. Chi ha davvero a cuore la credibilità della politica faccia lo stesso. I cittadini hanno il diritto di sapere” .

Una presa di posizione che segna un ulteriore passaggio nella campagna elettorale agrigentina, spostando il confronto non solo sui programmi, ma anche sulla coerenza personale di chi si candida a guidare la città.

“Io ci ho messo la faccia. E voi?”

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