Sulla tabella davanti la caserma della polizia municipale il comandante è sempre Di Giovanni

Davanti alla caserma, sede del comando della Polizia Municipale, nel cuore di Villaseta il tempo sembra essersi fermato. Qui il comandante del corpo è ancora lui, Gaetano Di Giovanni, almeno a giudicare da quello che si legge sul tabellone in cui si comunicano gli orari di accesso al pubblico, tabellone affisso alla ringhiera di recinzione. Peccato però che Gaetano Di Giovanni non sia più alla guida della polizia locale da diversi mesi, dopo che il gup del tribunale di Palermo, Paolo Magro, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, gli ha inflitto la condanna 4 anni e 8 mesi di reclusione. L’altissimo burocrate venne arrestato il mese di aprile dell’anno scorso per corruzione dai carabinieri di Partinico, nel contesto di un’inchiesta su un presunto giro di tangenti che ha coinvolto altre 11 persone raggiunte da misura cautelare. Il pubblico ministero della Procura di Palermo, Giulia Falchi, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto cinque anni di reclusione. Disposte furono anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’incapacità a contrarre in perpetuo con la pubblica amministrazione. Deciso, infine, un risarcimento di 5.000 euro in favore del Comune di Santa Elisabetta.

Il Comune di Agrigento, dopo avere ricevuto un risarcimento da parte del suo ex alto dirigente, aveva ritirato la costituzione. “Non ho mai preso soldi, in quei fascicoli non c’erano banconote ma solo documenti”, aveva detto Di Giovanni nelle udienze prima delle sentenza. Al posto di Di Giovanni è stato nominato un comandante ad interim, nella persona del carabiniere in pensione Vincenzo Lattuca, il cui nome non compare in alcun tabellone all’ingresso della caserma. Dopo otto mesi quelli del Comune avrebbero avuto tutto il tempo di rimuovere almeno il nome del vecchio comandante, il cui incarico cessò nel peggiore dei modi possibili. Ma ad Agrigento si pensa ad altro anche in settori in cui la precisione e la trasparenza dovrebbero regnare sovrani, anche nelle “piccole cose”.





