Sul dissalatore della discordia è calata una coltre di silenzio, dopo mesi di dubbi e polemiche

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E’ calato il silenzio su dissalatore di Porto Empedocle. Il comitato Mare Nostrum aveva inviato al sindaco empedoclino Calogero Martello una pec per stilare insieme un ricorso amministrativo avverso alla costruzione dell’impianto in zona Enel, sulla spiaggia della “Pilaya”, ma al momento tutto tace. Come nessun intervento si registra su altri fronti, con i lavori di posa della condotta per l’espulsione al largo della salamoia prodotta dall’impianto che dovrebbero proseguire normalmente. Siamo a metà marzo e c’è la nettissima sensazione che su questo enorme affare economico, circa 40 milioni messi sul tavolo, ci sia una sorta di “piano” per fare calare il silenzio. La stagione estiva è prossima e con essa si tornerà criminosamente a parlare di crisi idrica, dopo una delle stagioni autunno-inverno più piovose della storia, facendo tornare in auge la presunta indispensabilità di un impianto nato soprattutto per dare acqua ad Agrigento, nell’anno di Capitale italiana della cultura. Anno concluso come noto con il più grande fallimento della storia agrigentina e non solo, ma che non ha sortito la tanto attesa svolta sul fronte dell’abbattimento dei turni di erogazione. Anche perchè l’acqua si perde lungo le strade, i vicoli e le traverse delle città, senza che Aica sia capace di dotarsi di un servizio manutenzione degno di un’azienda seria, pronta a parlare di rispetto della legalità, solo quando è ora di incassare le bollette e leggere i contatori degli utenti. Tornando al dissalatore, la situazione registra dunque una fase di silenzio decisamente sospetta, come del resto nulla è stato fatto sul fronte del preannunciato accertamento da parte del Comune empedoclino sul presunto abusivismo dell’impianto. Non risulta eseguito alcun controllo, nè tanto meno l’esito di esso, sia negativo che positivo. Ci sono state ben due infuocate sedute straordinarie del consiglio comunale, ma alla resa dei conti sono state due esibizioni gratuite, per uno spettacolo sempre più tragicomico. La cera intanto squaglia, chi deve guadagnarci ci guadagna senza problemi, tra la totale indifferenza della popolazione che pare essersi dimenticata di una vicenda ricca di zone grigie. Il tutto in attesa di ascoltare i primi che parleranno di “crisi idrica in provincia di Agrigento” e raccontare la solita supercazzola buona per tutte le stagioni. E giustificare un dissalatore buono (per ora) solo per chi lo ha costruito.

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