Sodano solidale con Balsamo, ma tace sulla possibile intimidazione nei miei confronti e di Report Sicilia: Per noi neppure una parola

7 min di lettura

Il sindaco di Agrigento esprime solidarietà al primo cittadino di Licata e all’assessore Federico dopo il danneggiamento delle tombe di famiglia. Ma quando ho denunciato ai Carabinieri un episodio inquietante davanti al mio ufficio, da parte sua non è arrivato neppure un pensiero pubblico. Eppure da quindici anni denuncio quello che definisco il Sistema Agrigento.

Caro Michele Sodano,

ho letto il tuo messaggio di solidarietà al sindaco di Licata Angelo Balsamo e all’assessore Giuseppe Federico, dopo il grave danneggiamento delle tombe delle rispettive famiglie nella notte di Ognissanti.

Hai parlato di intimidazione, hai espresso la solidarietà tua e della città di Agrigento e hai scritto che le amministrazioni impegnate nella legalità non devono essere lasciate sole.

Non contesto la tua solidarietà. Anzi, anche io condanno fermamente quanto accaduto e manifesto vicinanza alle persone e alle famiglie coinvolte.

Ma oggi voglio farti una domanda.

Perché per Angelo Balsamo hai trovato parole di solidarietà e per me e per Report Sicilia, dopo quanto accaduto davanti al mio ufficio, non hai trovato neppure un pensiero?

Ecco a chi hai espresso solidarietà, mentre io continuo a denunciare

Caro Michele, voglio ricordarti che Report Sicilia si è occupata a lungo delle vicende giudiziarie che hanno interessato l’amministrazione di Licata.

Ho pubblicato articoli, documenti e ricostruzioni delle intercettazioni riguardanti il sindaco Angelo Balsamo, l’onorevole Roberto Di Mauro e altri soggetti coinvolti nelle indagini.

Ho approfondito le conversazioni relative alla gestione dei finanziamenti pubblici, ai possibili intrecci tra politica e incarichi professionali e alle vicende riguardanti le forniture di calcestruzzo.

In uno degli articoli ho riportato il contenuto di una telefonata tra Di Mauro e Balsamo, nella quale emergeva una discussione sulle modalità di gestione delle risorse e sulle procedure di gara.

In un altro ho esaminato la relazione del GIP relativa alle ipotesi investigative sui rapporti tra amministratori, professionisti e imprenditori.

Sono vicende sulle quali sarà la magistratura a stabilire eventuali responsabilità, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

Ma mentre io pubblicavo quei documenti e denunciavo ciò che ritenevo meritevole di approfondimento, tu dov’eri?

Oggi esprimi pubblicamente solidarietà al sindaco di Licata.

Ripeto: hai il diritto e, come rappresentante delle istituzioni, anche il dovere morale di condannare un gesto tanto grave.

Ma perché quella stessa sensibilità non l’hai manifestata nei miei confronti?

Due ore dopo l’episodio ero dai Carabinieri. La notte successiva non è stata serena

Nei giorni scorsi, davanti all’ingresso laterale del mio ufficio, quello che si affaccia su via Nicone, si è verificato un episodio che mi ha fatto temere una possibile intimidazione.

Spero ancora oggi, con tutto il cuore, che sia stata soltanto una bravata.

Non attribuisco responsabilità a nessuno. Saranno gli investigatori a chiarire quanto accaduto.

Ma appena due ore dopo l’episodio mi sono recato alla caserma Biagio Pistone dei Carabinieri di Agrigento per presentare denuncia.

È stata la notte successiva a non essere serena.

Una notte trascorsa a pensare a quanto accaduto, al possibile significato di quel gesto e soprattutto alla tranquillità della mia famiglia.

Perché quando da quindici anni denunci pubblicamente presunte irregolarità, presenti esposti e affronti attacchi personali, non metti in discussione soltanto la tua serenità.

Le preoccupazioni finiscono inevitabilmente per coinvolgere anche le persone che ami.

Eppure, caro Michele, da parte tua non è arrivata neppure una parola pubblica di vicinanza.

Ho ringraziato chi mi è stato vicino. Ma non posso tacere sul tuo silenzio

Dopo quanto accaduto, ho ricevuto numerosi messaggi di solidarietà da cittadini, lettori e rappresentanti del mondo politico e associativo.

Li ho ringraziati e continuo a farlo.

Non ho chiesto a nessuno di condividere le mie opinioni o le mie battaglie.

Ho apprezzato il riconoscimento di un principio fondamentale: chi denuncia e svolge attività giornalistica deve poterlo fare liberamente.

Ma non posso tacere sul silenzio del sindaco della mia città.

Tu, Michele Sodano, sei anche il mio sindaco.

Sei il sindaco dei giornalisti e dei collaboratori di Report Sicilia.

Sei il sindaco anche di chi non ti ha votato e continua a criticare le tue scelte amministrative.

Non pretendevo una telefonata o una visita.

Sarebbero bastate due righe, anche soltanto per auspicare che quanto accaduto venisse chiarito.

Ma quelle due righe non sono arrivate.

Prima mi accusi di essere una macchina del fango, poi rimani in silenzio

C’è un altro aspetto che rende questa vicenda particolarmente amara.

Negli ultimi mesi hai rivolto pesanti attacchi a me e al giornale che ho fondato, rappresentandomi come un nemico di Agrigento e accusandoci di alimentare una presunta macchina del fango.

Ma la mia attività si fonda sulla pubblicazione di documenti, atti amministrativi, denunce e richieste di verifica.

L’ho dimostrato anche con il caso Crosta.

Quando ho sollevato le questioni relative all’immobile di Zingarello dell’allora tuo vicesindaco, hai attaccato me e Report Sicilia.

Poi sono arrivate la revoca delle deleghe e le dimissioni di Giovanni Crosta.

Quelle dimissioni non costituiscono una prova di responsabilità, ma dimostrano che la vicenda aveva una rilevanza politica che non poteva essere liquidata come una campagna denigratoria.

Io non ho bisogno di inventare nulla. Continuo a pubblicare documenti e a chiedere risposte.

Caro Michele, non ti attribuisco alcuna responsabilità per quanto accaduto davanti al mio ufficio.

Ma ritengo che un sindaco debba prestare particolare attenzione alle parole che utilizza nei confronti di chi esercita il diritto di critica.

Perché definire qualcuno un nemico della città, a mio giudizio, rischia di alimentare un clima di ostilità che non aiuta il confronto democratico.

La solidarietà non può dipendere dalla convenienza politica

Caro Michele, tu hai manifestato solidarietà ad Angelo Balsamo e Giuseppe Federico.

Hai fatto bene.

Ma allora perché non hai ritenuto di manifestare la stessa attenzione verso di me, che nella tua città ho denunciato un possibile episodio intimidatorio?

Perché un amministratore di un altro Comune merita la tua vicinanza pubblica e io, che da quindici anni denuncio quello che definisco il Sistema Agrigento, non merito neppure due righe?

La solidarietà istituzionale non dovrebbe dipendere dai rapporti politici, dalle simpatie personali o dalla convenienza del momento.

E non dovrebbe essere negata a chi critica il sindaco.

Continuerò a contestare quelle scelte della tua amministrazione nelle quali riconosco le stesse logiche politiche e amministrative che combatto da anni.

Continuerò a denunciare presunte irregolarità, pubblicare documenti e chiedere trasparenza.

Ma oggi voglio parlare soprattutto del rispetto umano e istituzionale che ritengo dovuto a ogni cittadino.

Non ti chiedo di condividere le mie battaglie. Ti chiedo di ricordare che rappresenti anche me e chi non la pensa come te.

Continuerò a ringraziare tutte le persone che mi sono state e mi sono vicine.

Continuerò a confidare nel lavoro delle forze dell’ordine e a sperare che quanto accaduto sia stata soltanto una bravata.

E continuerò a svolgere il mio lavoro senza farmi condizionare dagli attacchi personali.

Caro Michele Sodano, per Balsamo e Federico hai trovato parole di solidarietà. Per me e per Report Sicilia, dopo un episodio denunciato ai Carabinieri, neppure un pensiero pubblico.

Non contesto la solidarietà che hai espresso a Licata.

Contesto quella che è mancata ad Agrigento.

Perché la solidarietà non dovrebbe essere selettiva. E il rispetto istituzionale non dovrebbe avere colori politici.


Approfondimenti di Report Sicilia

Lascia un commento