Scuola Pirandello, la Regione conferma la non agibilità: Report Sicilia aveva lanciato l’allarme già nel luglio 2025

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Prima l’atto sulle «criticità statiche», poi la protesta dei genitori e le contraddizioni tra determina e comunicati. Adesso, a poche settimane dall’inizio delle lezioni, il Comune cerca ancora le aule. E l’edificio sarebbe stato utilizzato persino come seggio elettorale

AGRIGENTO – Adesso arriva la conferma che rende ancora più inquietante tutto ciò che Report Sicilia aveva scritto e documentato già nel febbraio scorso.

La Regione Siciliana avrebbe escluso l’agibilità dell’edificio di via Acrone che ospita la scuola media “Luigi Pirandello”. Il giudizio, secondo quanto riferito dall’attuale assessore comunale all’Edilizia scolastica Eleonora Sciortino, sarebbe contenuto in una relazione arrivata nell’aprile 2026 e successivamente confermata dagli uffici regionali, nonostante le contestazioni avanzate dalla precedente amministrazione.

Oggi, a poche settimane dall’apertura del nuovo anno scolastico, il Comune di Agrigento non avrebbe ancora individuato una sistemazione definitiva per gli studenti e starebbe effettuando una ricognizione delle aule disponibili negli altri istituti cittadini.

Una corsa contro il tempo che, però, non nasce all’improvviso.

Report Sicilia aveva sollevato per primo il problema, aveva pubblicato l’atto ufficiale, aveva raccolto la preoccupazione delle famiglie e aveva evidenziato le contraddizioni tra quanto scritto nelle determine e quanto sostenuto nei comunicati politici.

Adesso non resta che chiedere: perché non si è intervenuti quando il problema era già emerso chiaramente?

Il primo allarme già nel luglio 2025

La vicenda era stata affrontata dal nostro giornale già il 31 luglio 2025, con l’articolo dal titolo “Agrigento, emergenza scuole: Liceo Politi e media Pirandello verso il trasferimento”.

Report Sicilia evidenziava una contraddizione evidente: il Liceo “Raffaello Politi” veniva progressivamente trasferito a causa delle criticità strutturali riscontrate nell’edificio di via Acrone, mentre la scuola media Pirandello continuava a rimanere nello stesso complesso.

Due scuole nello stesso edificio, ma dipendenti da enti differenti per quanto riguarda l’edilizia scolastica: il Politi dal Libero Consorzio comunale e la Pirandello dal Comune di Agrigento.

Il problema, dunque, era noto da tempo. Eppure la situazione della scuola media non venne definita prima dell’inizio dell’anno scolastico 2025-2026.

Il 10 febbraio Report Sicilia pubblica l’atto choc

Il 10 febbraio 2026 Report Sicilia pubblicò l’articolo dal titolo:

“Scuola Pirandello, atto ufficiale choc: ‘criticità statiche’. E gli studenti sono ancora lì dentro”

Non si trattava di indiscrezioni, segnalazioni anonime o semplici preoccupazioni. Il nostro giornale aveva trovato e pubblicato una determinazione ufficiale del Comune di Agrigento.

Nella determinazione dirigenziale numero 256 del 6 febbraio 2026 si leggeva testualmente:

«A seguito di una verifica tecnica della stabilità del fabbricato sito in via Acrone, sede della Scuola Secondaria di Primo Grado “Pirandello”, sono emerse criticità statiche tali da imporre nell’immediato la ricerca di locali ad uso scuola».

Erano parole inequivocabili:

  • verifica tecnica della stabilità;
  • criticità statiche;
  • necessità immediata di trovare altri locali.

Non le aveva scritte Report Sicilia. Le aveva messe nero su bianco il Comune di Agrigento in un atto amministrativo firmato.

Per questo ponemmo domande semplici e precise: perché gli studenti continuavano a frequentare quell’edificio? Chi aveva autorizzato la prosecuzione delle attività didattiche? Esisteva una relazione tecnica che, nonostante le criticità statiche, certificasse la sicurezza della struttura? Chi si assumeva formalmente la responsabilità di lasciare i ragazzi all’interno?

Domande alle quali, ancora oggi, bisogna dare risposte documentate.

Dopo il nostro articolo la protesta dei genitori

Il giorno successivo, 11 febbraio 2026, Report Sicilia tornò sulla vicenda raccontando la reazione delle famiglie.

Il titolo era altrettanto chiaro:

“Dopo l’articolo di Report Sicilia scatta la rivolta dei genitori: ‘Non manderemo più i nostri figli alla Pirandello’”

Dopo avere appreso dell’esistenza dell’atto comunale, alcuni genitori manifestarono la volontà di non mandare più i figli a scuola fino all’individuazione di una soluzione sicura.

Una madre dichiarò:

«Non manderemo più i nostri figli a scuola fino a quando non sarà trovata una soluzione».

Le famiglie sostenevano che il problema fosse conosciuto già dall’estate precedente e lamentavano l’assenza di una sede alternativa e di documenti tecnici pubblici capaci di garantire l’assenza di pericoli.

La protesta non nacque da una ricostruzione allarmistica. Nacque dalla lettura di un atto ufficiale nel quale lo stesso Comune parlava di criticità statiche e di ricerca immediata di altri locali.

La contraddizione tra determina e comunicato

Il 12 febbraio 2026, dopo la riunione convocata a Palazzo di Città, Report Sicilia pubblicò un terzo approfondimento:

“Scuola Pirandello, tra determine e comunicati: chi dice la verità?”

La domanda nasceva dalla distanza evidente tra due versioni provenienti dallo stesso Comune.

Nella determina del 6 febbraio si parlava di:

«criticità statiche tali da imporre nell’immediato la ricerca di locali ad uso scuola».

Nel comunicato diffuso dopo il vertice, invece, si affermava che:

«la sede in questione non presenta problematiche tali da far ritenere necessaria una immediata soluzione alternativa».

Da una parte, dunque, un atto amministrativo firmato digitalmente parlava di criticità statiche e urgenza. Dall’altra, una comunicazione politica sosteneva che non fosse necessario trasferire immediatamente gli studenti.

Report Sicilia chiese allora quale fosse la versione ufficiale dell’ente e quale documento tecnico consentisse la prosecuzione delle lezioni.

Non mettevamo in discussione le competenze dei tecnici e non pretendevamo di sostituirci agli organi preposti. Chiedevamo soltanto una cosa: chiarezza.

Perché sulla sicurezza di una scuola non possono esistere due verità.

Ad aprile la Regione avrebbe escluso l’agibilità

Adesso emerge un passaggio decisivo.

Secondo quanto dichiarato dall’assessore Eleonora Sciortino, nell’aprile 2026 sarebbe arrivata una relazione della Regione Siciliana con la quale veniva esclusa l’agibilità dell’edificio.

La precedente amministrazione Miccichè avrebbe contestato le conclusioni del documento, chiedendo chiarimenti agli uffici regionali. Ma successivamente sarebbe giunta la conferma del giudizio già espresso.

Se questa ricostruzione sarà confermata dagli atti, occorrerà chiarire:

  • in quale data la relazione è stata trasmessa al Comune;
  • quale ufficio comunale l’ha ricevuta;
  • quali amministratori ne siano stati informati;
  • quali siano le precise motivazioni tecniche della non agibilità;
  • con quale atto la precedente amministrazione abbia contestato la relazione;
  • quando sia arrivata la conferma regionale;
  • quali provvedimenti siano stati adottati dopo quella conferma.

Soprattutto, bisognerà spiegare perché, davanti a un giudizio regionale di non agibilità, non sia stata individuata per tempo una sede alternativa.

L’edificio utilizzato come seggio elettorale

C’è poi un altro elemento che non può essere ignorato.

Dopo l’arrivo della relazione regionale, l’edificio di via Acrone sarebbe stato utilizzato anche come seggio elettorale per le consultazioni amministrative.

Se la Regione aveva già escluso l’agibilità della struttura, sulla base di quale certificazione è stato autorizzato l’accesso ai locali?

Chi ha valutato la sicurezza dell’edificio prima di consentire l’ingresso di presidenti di seggio, scrutatori, rappresentanti di lista, forze dell’ordine ed elettori?

Esiste un documento tecnico successivo alla relazione regionale che dichiarava quei locali utilizzabili? Oppure l’edificio è stato aperto nonostante il giudizio di non agibilità?

Sono domande che richiedono risposte immediate e documentali.

La soluzione di via Bac Bac non si è concretizzata

Già nel febbraio scorso il Comune aveva indicato una possibile alternativa: recuperare i locali comunali di via Bac Bac, ex scuola Matteotti, concessi al Centro Servizi Educativi e utilizzati dall’Accademia di Belle Arti “Michelangelo”.

La determina numero 256 disponeva l’avvio della procedura di risoluzione del contratto per morosità e dichiarava l’interesse pubblico del Comune a recuperare urgentemente l’immobile per destinarlo alla Pirandello.

Report Sicilia segnalò subito anche le possibili difficoltà logistiche della soluzione: assenza di parcheggi adeguati, viabilità complessa, traffico nel centro storico e centinaia di studenti, docenti e genitori da concentrare quotidianamente nella zona.

Ma, al di là di quelle criticità, a distanza di oltre sei mesi quella soluzione non risulta essere diventata operativa.

Adesso il Comune cerca aule negli altri istituti

La nuova amministrazione guidata dal sindaco Michele Sodano sostiene di avere trovato sul tavolo una serie di emergenze, tra le quali il dossier Pirandello.

Gli assessori Eleonora Sciortino ed Elisa Torregrossa hanno avviato un confronto con l’Ufficio scolastico e stanno verificando la disponibilità di aule negli altri istituti cittadini.

Al momento, però, non sarebbe stata individuata una soluzione definitiva.

Questo significa che famiglie, studenti, docenti e personale scolastico, a poche settimane dall’inizio delle lezioni, non sanno ancora dove comincerà il nuovo anno.

La nuova amministrazione non ha prodotto il problema, ma oggi ha il dovere di risolverlo rapidamente e, soprattutto, di rendere pubblica tutta la documentazione ricevuta.

Report Sicilia aveva raccontato tutto

La cronologia non lascia spazio a equivoci.

Il 31 luglio 2025 Report Sicilia aveva segnalato che, dopo il trasferimento del Politi, anche la permanenza della Pirandello nello stesso complesso risultava compromessa.

Il 10 febbraio 2026 aveva pubblicato l’atto ufficiale sulle «criticità statiche».

L’11 febbraio aveva raccolto la protesta dei genitori, preoccupati per la sicurezza dei propri figli.

Il 12 febbraio aveva denunciato la contraddizione tra la determina che imponeva la ricerca immediata di altri locali e il comunicato che escludeva la necessità di una soluzione alternativa urgente.

Ad aprile, secondo quanto dichiarato oggi, la Regione avrebbe escluso l’agibilità della struttura e avrebbe successivamente confermato quel giudizio.

Oggi tutti parlano della scuola Pirandello. Ma Report Sicilia aveva affrontato la problematica per primo, quando porre domande significava anche esporsi alle accuse di allarmismo.

Adesso quelle domande tornano con ancora maggiore forza.

Se la non agibilità era stata comunicata ad aprile, perché si arriva alla fine di agosto senza una sede alternativa? Chi ha deciso di utilizzare ugualmente l’edificio come seggio elettorale? Dove inizieranno le lezioni gli studenti? E, soprattutto, chi conosceva la situazione, da quanto tempo e quali atti ha adottato?

Non servono nuove rassicurazioni. Servono la relazione regionale, le certificazioni tecniche, le date, i protocolli e gli atti amministrativi.

Perché sulla sicurezza dei ragazzi non può esserci spazio per comunicati contraddittori, ritardi o verità raccontate soltanto quando l’emergenza non può più essere nascosta.

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