San Leone, il lungomare delle Dune continua a cedere: Sicurezza a rischio, cosa stanno facendo Comune e Genio Civile?

7 min di lettura

Marciapiedi dissestati, terreno eroso, protezioni provvisorie e tratti della passeggiata sul mare in condizioni preoccupanti. Le immagini documentano una situazione che richiede interventi urgenti. L’amministrazione Sodano ha un piano per mettere in sicurezza il lungomare e contrastare l’erosione della costa?

AGRIGENTO, 1 novembre 2026 – Uno dei tratti più suggestivi del litorale agrigentino continua a mostrare i segni di un degrado che non può più essere affrontato soltanto con transenne, reti arancioni e delimitazioni provvisorie.

Parliamo del lungomare delle Dune, a San Leone, dove le fotografie raccolte da Report Sicilia documentano una situazione particolarmente preoccupante, sia per la conservazione del litorale sia per la sicurezza di cittadini, residenti, sportivi e turisti.

Le immagini parlano chiaro: tratti della pavimentazione deformati, cedimenti lungo il margine della passeggiata, terreno sottostante visibilmente eroso, strutture di protezione compromesse e barriere metalliche accompagnate da reti di plastica arancione, alcune delle quali appaiono deteriorate o non adeguatamente tese.

Ma c’è un particolare ancora più preoccupante.

In diversi punti la passeggiata si trova immediatamente sopra un versante eroso, con porzioni di terreno e materiale di sostegno che sembrano aver perso continuità.

Una condizione che impone verifiche tecniche sulla stabilità del percorso pedonale, soprattutto in prossimità dei tratti maggiormente danneggiati.

Il rischio per l’incolumità pubblica

Il lungomare delle Dune non è un luogo abbandonato o isolato. È un percorso frequentato da persone che passeggiano, corrono, praticano attività sportiva o semplicemente desiderano godere del mare.

Le fotografie mostrano persone che transitano proprio accanto alle delimitazioni.

Ed è questo il punto centrale della nostra denuncia.

Non basta collocare qualche transenna per considerare risolto un problema di sicurezza, soprattutto quando il fenomeno potrebbe interessare il terreno che sostiene il marciapiede.

La presenza di reti e barriere dimostra che alcune criticità sono state individuate e che si è tentato di delimitare le zone interessate. Ma resta da capire se tali misure siano sufficienti e, soprattutto, da quanto tempo siano presenti.

Chi ha verificato la stabilità del marciapiede? Esiste una relazione tecnica aggiornata? Sono state individuate le porzioni effettivamente percorribili in sicurezza?

Sono domande alle quali l’amministrazione comunale deve rispondere.

Non possiamo attendere che si verifichi un incidente per scoprire che un tratto del lungomare avrebbe dovuto essere interdetto o consolidato.

L’erosione costiera: il problema non si risolve con le reti arancioni

Il secondo aspetto, ancora più importante, riguarda la tutela della costa.

Le immagini riprese dalla spiaggia mostrano un versante in cui risultano visibili fenomeni di erosione, materiali disgregati, blocchi e porzioni di strutture che necessitano di una valutazione tecnica.

È evidente che il problema non riguarda soltanto l’estetica del lungomare.

Occorre comprendere quanto incidano l’azione del mare, il deflusso delle acque meteoriche, le caratteristiche del terreno e le eventuali carenze delle opere di protezione.

Sarebbe irresponsabile attribuire una causa precisa senza un’indagine geologica e ingegneristica. Ma sarebbe altrettanto irresponsabile ignorare ciò che le fotografie documentano.

San Leone ha bisogno di un progetto organico di difesa della costa, non di una successione interminabile di interventi provvisori.

E un progetto del genere richiede il coinvolgimento degli enti competenti, a cominciare dal Comune di Agrigento e dal Genio Civile, ciascuno nell’ambito delle proprie attribuzioni.

Un milione e 400 mila euro per proteggere il litorale: a che punto siamo?

La questione diventa ancora più significativa alla luce degli atti ufficiali che Report Sicilia ha ricostruito.

Il 27 marzo 2026, il Comune di Agrigento annunciava un tavolo tecnico presso la Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico, alla presenza dell’allora sindaco Francesco Miccichè, del soggetto attuatore Sergio Tumminello e dei tecnici del Genio Civile.

Oggetto dell’incontro: i lavori di protezione della fascia costiera e della sede stradale di viale delle Dune.

Il progetto disponeva già di 1.400.000 euro, attraverso la linea di finanziamento MASE 2025, e si trovava nella fase di valutazione esecutiva, propedeutica all’acquisizione degli eventuali ulteriori pareri e alla gara d’appalto.

Non solo.

Il Genio Civile aveva già adottato, il 5 settembre 2025, atti relativi alla progettazione dell’intervento, identificato dal CUP G46F25000250006. Il 12 dicembre 2025 era stato inoltre costituito il gruppo di verifica del progetto.

Dunque non siamo davanti a un problema scoperto oggi.

Esistono atti, un progetto, una dotazione finanziaria e un percorso amministrativo avviato.

E allora la domanda al sindaco Michele Sodano diventa inevitabile: che cosa è accaduto dal suo insediamento, l’11 giugno 2026, a oggi?

A che punto si trova il progetto da 1,4 milioni di euro? La verifica è stata conclusa? È stata bandita la gara? Esiste una data per l’avvio dei lavori?

Le fonti consultate non consentono di confermare l’attuale stato della procedura. Proprio per questo chiediamo che il Comune e il Genio Civile rendano pubblici gli aggiornamenti.

Il precedente crollo e gli interventi di somma urgenza

La gravità della situazione è confermata anche dalla cronaca.

Il 2 settembre 2026 veniva segnalato un ulteriore crollo della pista ciclopedonale lungo viale delle Dune. Sul posto interveniva la Protezione civile comunale per verificare i danni e le condizioni di sicurezza.

Eppure già nel 2024 il Genio Civile aveva disposto lavori di somma urgenza per contrastare l’erosione provocata dalle mareggiate, affidati all’impresa ISOR Costruzioni di Favara.

Interventi che evidentemente non hanno eliminato il fenomeno erosivo lungo il litorale.

Adesso occorre verificare quali opere siano state effettivamente realizzate, quali risultati abbiano prodotto e se le nuove criticità interessino le stesse aree.

Sindaco Sodano, la sicurezza dei cittadini non può aspettare

Il sindaco Michele Sodano è alla guida della città da quasi cinque mesi.

Non gli attribuiamo responsabilità per fenomeni erosivi che si trascinano da anni. Ma dal momento del suo insediamento ha assunto la responsabilità politica e amministrativa di affrontare le criticità esistenti, nei limiti delle competenze comunali.

E la sicurezza pubblica è certamente una priorità.

Vogliamo sapere se il sindaco abbia richiesto un sopralluogo tecnico aggiornato, se abbia incontrato i responsabili del Genio Civile e della struttura commissariale e quali provvedimenti intenda adottare per evitare ulteriori cedimenti.

La presenza delle transenne non può trasformarsi in una soluzione permanente.

Se il percorso è sicuro, siano rese note le verifiche che lo dimostrano. Se invece esistono tratti instabili, si adottino immediatamente le misure necessarie per impedire che cittadini ignari si espongano al pericolo.

E se il progetto finanziato è pronto per passare alla fase operativa, si comunichino tempi certi.

Salvare San Leone significa intervenire prima che scompaiano altri tratti di costa

San Leone non può continuare a perdere porzioni del proprio litorale mentre si susseguono annunci, riunioni e procedure.

Il rischio è duplice: da un lato la progressiva compromissione delle infrastrutture pubbliche, dall’altro la perdita di spiaggia e di un patrimonio ambientale e turistico fondamentale per Agrigento.

Report Sicilia chiede quindi al Comune, al Genio Civile, alla Regione Siciliana e alla Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico di chiarire pubblicamente lo stato degli interventi programmati e le misure di sicurezza attualmente adottate.

Le fotografie che pubblichiamo oggi, 1 novembre 2026, documentano una situazione che non merita altre risposte generiche.

Non vogliamo sapere soltanto chi abbia sistemato le transenne.

Vogliamo sapere chi sta lavorando concretamente per salvare il lungomare delle Dune, quali risorse saranno impiegate, quando inizieranno i lavori e soprattutto chi garantisce, oggi, la sicurezza di chi continua a percorrerlo.

Sindaco Sodano, il Genio Civile e gli uffici competenti hanno già un piano operativo con tempi definiti oppure San Leone dovrà attendere il prossimo cedimento?

Report Sicilia continuerà a seguire la vicenda, chiedendo risposte documentate e verificando gli sviluppi amministrativi e gli interventi sul territorio.

Lascia un commento