Più che una buca stradale, uno “scavo archeologico” da proporre all’attenzione dell’Unesco

Tra i residenti del Villaggio Mosè cresce l’idea di inviare all’Unesco una lettera con la quale il quartiere chiedere in autonomia l’inserimento della “buca-recinto-vergogna” che da mesi campeggia al centro del viale Cannatello. Una scandalosa testimonianza della inefficienza di Aica e Comune nella riparazione delle rotture lungo le condotte idriche e fognarie cittadine. Non si comprende come sia possibile non essere capaci di intervenire con risolutezza, nel riparare la rottura lungo la tubatura sottostante il manto stradale e ripristinare quest’ultimo. Non si comprende come sia possibile concepire l’interdizione di mezza carreggiata stradale da mesi, in una zona sempre caotica della città, resa ancor più infernale dalla presenza di questa indegna “lapazza”, diventata ormai parte integrante dell’arredamento urbano. Come se all’interno del recinto ci fosse qualche reperto archeologico da salvaguardare, al cospetto dell’incessante traffico di veicoli di ogni genere. Solo la presenza di una testimonianza dell’antica Akragas al centro dello “scavo” giustificherebbe una totale assenza di interventi da parte di chi di “competenza”. La situazione raggiunge limiti parossistici nelle ore di punta, quando il restringimento della corsia causa inevitabili rallentamenti, scontri e rischio di incidenti soprattutto nelle ore notturne. Una vergogna che Aica e Comune non sono capaci di risolvere, per motivi che sarebbe interessante scoprire dopo mesi di totale abbandono. Vedremo chi interverrà prima tra il Comune, l’Aica o l’Unesco, regalando a questa zona di Agrigento un altro prestigioso certificato di patrimonio dell’umanità.





