Pd Agrigento, Granata coordinatore: Una scelta che solleva interrogativi

Un’assemblea “partecipata”, senza cifre
Il 21 ottobre l’assemblea del circolo “Vittoria Giunti” ha nominato per acclamazione Diego Granata coordinatore, in vista del congresso cittadino. Il comunicato parla di un’assemblea “partecipata”; le testate locali, che ne riprendono il testo, scrivono di “numerosi iscritti” e di “ampia partecipazione”. Nessuna indica un numero: quanti erano i presenti, quanti sono gli iscritti al circolo, quanti partecipano di solito alle riunioni.
Non sono domande impossibili. Il regolamento del tesseramento del Pd prevede che la federazione provinciale tenga un’anagrafe degli iscritti, aggiornata ogni mese circolo per circolo. Il dato esiste. Finora non è stato reso pubblico.
Non un volto nuovo
Granata non arriva dal nulla. Il 9 aprile la segreteria regionale aveva affidato il circolo, fino al congresso, a un coordinamento di tre persone: Eleonora Sciortino, Maurizio Masone e lo stesso Granata, indicato come componente del “direttivo uscente”, cioè del gruppo dirigente della stagione precedente. Sciortino è oggi assessora all’Urbanistica nella giunta Sodano. La “nuova fase” annunciata è, a ben vedere, la prosecuzione di quella decisa a Palermo sei mesi fa. A Palermo e non ad Agrigento, dove invece da tre anni era stato realizzato un cammino diverso e dove le decisioni venivano prese insieme nella Città dei Templi. Riguardo a Granata inoltre riteniamo di non poter essere smentiti se sosteniamo che il suo impegno nel Pd è diventato decisamente più visibile ed attivo dalla scorsa primavera durante la campagna elettorale. La sua presenza nella vita del Circolo Giunti, fonti ben informate ci hanno detto che non è stata molto notata. Non ricordiamo neppure suoi articoli nel blog più seguito dai simpatizzanti del Pd agrigentino. “Bac Bac”, inventato da Nino Cuffaro e divenuto punto di riferimento per presentare programmi ed iniziative della sinistra locale e avviare percorsi e battaglie civili e politiche, specie grazie agli interventi di numerosi intellettuali della sinistra agrigentina. Ma siamo pronti a rivedere questo nostro giudizio, se chi è più informato (Nino Cuffaro e i componenti il direttivo che ha guidato il circolo sino allo scorso giugno) ci smentirà. Certo Diego Granata è un intellettuale molto valido. Un saggista eccellente. Ma diversi di coloro che hanno frequentato incontri, banchetti, attività del Pd negli ultimi anni potrebbe non conoscerlo (e questo si diceva di Nuccio Dispenza, candidato Sindaco del campo largo prima dell’arrivo di Michele Sodano). Così ci pare. E se non per il suo attivismo, perchè cade su Granata la scelta del Circolo? Nel Pd agrigentino mancano attivisti di lunga data, ex consiglieri comunali, dirigenti vari in vari settori, politici di lunga di esperienza con la “volontà di rafforzare il percorso politico, consolidare la comunità democratica e affrontare con rinnovato entusiasmo” le sfide che attendono il partito ad Agrigento?
Il circolo porta il nome della partigiana Vittoria Giunti per scelta di Nino Cuffaro, che lo ha guidato per circa tre anni. Il 20 marzo Cuffaro si è dimesso e ha lasciato il Pd, denunciando logiche di corrente e quello che definì un commissariamento di fatto del gruppo dirigente; con lui, scrisse, avevano rimesso il mandato diversi compagni. Ha poi sostenuto Sodano da elettore.
La segreteria regionale parlò di “defezione”, ma nella stessa nota rivendicava continuità con “il lavoro svolto nei mesi scorsi, a partire dal programma”. Era il lavoro della segreteria Cuffaro, citato senza citarne l’autore. Il comunicato di questa settimana fa lo stesso: nessun riferimento, nessun ringraziamento a Nino Cuffaro.
Sostenere, con responsabilità
Il Pd promette di sostenere “con responsabilità l’azione amministrativa”. La mattina dello stesso 21 ottobre giurava Michelangelo Lo Piparo, di ControCorrente, con una delega creata per l’occasione: vigilanza sui gestori di acqua, rifiuti e partecipate. Materie contigue a quelle affidate a giugno all’assessore del Pd Giuseppe Riccobene, che ha i rapporti con il gestore idrico e i rifiuti. La vicesindacatura resta a ControCorrente. Del rimpasto, il comunicato non dice nulla. ControCorrente decide tutto, il Pd tace e chi tace acconsente. Eppure solo pochi giorni fa, uno dei principali sostenitori, nel Pd agrigentino, della candidatura di Michele Sodano, Maurizio Masone, ha scritto nella sua pagina facebook: “La collaborazione (tra partiti, n.d,r.) non può basarsi su gerarchie o prime donne, ma sulla pari dignità di chiunque metta la faccia e l’impegno in questo percorso.
Né dice nulla della manovra regionale. Nel Fondo per gli investimenti territoriali, secondo l’esame degli allegati pubblicato da questo giornale, non compare alcuna voce intestata al Comune di Agrigento: in città arrivano 130 mila euro per due chiese. Quali proposte per il capoluogo abbiano avanzato i deputati regionali del Pd, a partire dal capogruppo all’Ars Michele Catanzaro, eletto nel collegio agrigentino, è una domanda che resta aperta.
Le domande
Quanti iscritti ha oggi il Pd ad Agrigento? Quanti hanno partecipato all’assemblea del 21 ottobre? Quanti frequentano in media le riunioni? Quando si terrà il congresso, e con quale platea? Le giriamo al coordinatore Granata e alla federazione provinciale, con l’impegno di pubblicare le risposte.

