Nel far west cittadino di Agrigento, impazza la leggenda dello “sceriffo” venuto dal nord

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La leggenda narra che nell’anno del Signore 2025 in quella che fu Akragas, Girgenti e oggi Agrigento uno “sceriffo” venuto da lontano, dal nord Italia, seminava il terrore in città. Indossava una divisa blu, con un cappello bianco sulla testa. Era il terrore dei “cattivi” che non  rispettavano le regole, ma anche di alcuni presunti buoni che pensavano di essere al sicuro. Uno “sceriffo” implacabile, pronto a “scaricare” il blocchetto dei verbali e delle multe in dotazione come il caricatore di una pistola. I “girgentani” che furono akragantini mai avevano visto qualcosa del genere, un uomo in divisa capace di fare rispettare la legge senza guardare in faccia nessuno, proprio nessuno. Per lui, vip e “nip” erano uguali. Il ristoratore ha una mozzarella scaduta nel frigo? Verbale. Il commerciante non ha la licenza per esporre una pianta sul marciapiede? Verbale. Hai le ruote dell’auto lisce? Verbale. Infrangi altre norme in materia di circolazione o commercio? Il tuo destino è segnato: verbale. Giusto, non fa una grinza, dovrebbe essere sempre così. Alcune settimane fa, questa figura quasi mitologica per le usanze locali era stata trasferita ad altre mansioni, soprattutto al caldo di un accogliente ufficio.

Dura lex sed lex… magari con un pò più di empatia

Qualcuno di quei “vip” colti in fallo si sarà incazzato e avrà telefonato ai piani alti del Comune. Nonostante la “richiesta” di togliere dalla strada lo “sceriffo” venuto dal nord, il diretto interessato ha fatto valere le proprie ragioni ed è stato rimesso a fare il lavoro che ha svolto con onore in precedenza. Ma cosa contestano a questo personaggio quasi extraterrestre? Pare gli si contesti la scarsa empaticità, la ridotta capacità di dialogare nel merito delle contestazioni. Dura lex sed lex dicevano i latini e anche in quella che fu l’antica Akragas, oggi Agrigento tale concetto fa tanto rumore. Ci voleva un vigile urbano venuto dal nord Italia per ripristinare un minimo e salutare “terrore” delle sanzioni? Quanto allo sceriffo, magari un pizzico di empatia non guasterebbe, tanto il verbale lo si può redigere lo stesso.

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