Mareamico sulla colmata di melma all’ingresso del paese: “Il sindaco sia coraggioso come per il dissalatore”

3 min di lettura

Oggi tutti parlano del dissalatore di Porto Empedocle. Oggi il sindaco Martello ha paventato la possibilità che si possano accertare addirittura abusi edilizi per la mancanza dei requisiti urbanistici dell’impianto, sorto la scorsa estate dentro la centrale Enel, a ridosso e sulla spiaggia. Nei prossimi giorni saranno effettuati accertamenti da parte dell’ufficio tecnico comunale per valutare se sia ipotizzabile il sequestro dell’area e dell’impianto stesso. Bene, in attesa di sviluppi, in tanti hanno dimenticato che all’ingresso di Porto Empedocle, nel riempimento accanto l’ex area Moncada, sorge una enorme colmata di merda (scusate il termine poco elegante) scaricata lo scorso anno dal porto di Trapani, secondo la Procura di Agrigento e la Capitaneria di porto empedoclina, non rispettando diversi parametri di legge, in materia amministrativa e penale. Bene, l’operazione fu decisamente brillante, ma oggi rimane lo scempio, la puzza, l’inquinamento del terreno, del mare, della visuale. Uno scempio sotto sequestro che deve essere dissequestrato e bonificato. Mareamico di Agrigento, col responsabile Claudio Lombardo è il primo e unico al momento che interviene su questa vergogna: “Speriamo che ora il Sindaco sia conseguenziale e faccia lo stesso per l’altro scempio empedoclino: le tonnellate di fanghi inquinanti, provenieneti dal porto di Trapani, che sono state depositate nell’area industriale di Porto Empedocle nel maggio del 2025 e che da allora continuano ad inquinare il mare e le falde acquifere”. 

Cronaca di uno scempio

L’operazione complessa di polizia ambientale venne denominata “Dirty Mud” nell’ambito dei lavori di dragaggio dell’avamporto e delle aree a ponente dello sporgente Ronciglio del porto di Trapani. L’indagine era finalizzata ad accertare la regolarità delle attività e delle procedure delle operazioni di dragaggio quali il trasporto dei fanghi, il trattamento, il conferimento e lo smaltimento finale dei rifiuti speciali prodotti. Tali procedure, regolate dalle norme nazionali poste a tutela dell’ambiente marino e costiero e del demanio marittimo, erano rafforzate poi dal contratto di appalto pubblico stipulato con l’Autorità di Sistema portuale della Sicilia Occidentale. Il capitolato dei lavori di appalto prevedeva l’installazione sul molo di levante di Porto Empedocle di un impianto mobile di lavaggio dei fanghi sollevati dal fondo, tale procedimento che viene denominato “sediment washing” è dedicato al trattamento dei fanghi che venivano prelevati dal porto di Trapani ed erano provenienti dalle attività di dragaggio. Il contratto di appalto prevedeva anche l’utilizzo di un’area demaniale per lo stoccaggio solo provvisorio dei rifiuti trattati ubicato in località Caos nel Comune di Porto Empedocle.

Uno scempio nell’indifferenza assoluta

Gli inquirenti ritengono che i fanghi provenienti dall’attività di dragaggio del porto di Trapani, trasportati con due draghe all’interno dell’impianto di sediment washing della Società Capogruppo aggiudicataria dell’appalto, non subivano, se non in minima parte alcun trattamento prima dello stoccaggio, ed il successivo conferimento presso una discarica agrigentina. Da qui il sequestro dell’impianto di lavaggio nonché dell’area di deposito temporaneo dei fanghi di dragaggio sita in località Caos. Il provvedimento ha interessato una superficie complessiva di circa 60.000 mq. di demanio marittimo contente all’interno una ingente quantità di rifiuti speciali. Tutti i soggetti ai quali a vario titolo sono state contestate responsabilità nelle condotte ritenute contra legem, sono stati segnalati alla Autorità Giudiziaria per la commissione del reato di frode nell’esecuzione di contratto di appalto di lavori pubblici con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, per l’importo dei lavori affidati di 59.054.484.18 euro.  Dopo l’indagine e il sequestro, tutto si è fermato, tranne la melma che penetra nel terreno e finisce in mare. Complimenti.

Lascia un commento