Maddalusa, la famiglia di Matilde denuncia Comune e AICA

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La madre racconta l’estate vissuta dalla bambina senza acqua. La carenza idrica mette a rischio la salute e potrebbe lasciare conseguenze anche in altri nuclei familiari.

«Per Matilde non è stata un’estate, è stato un inferno». Dalla fine di maggio la famiglia ha cercato di ridurre ogni consumo. Andava al mare una volta a settimana e la sera restava in casa con l’aria condizionata, per evitare di sudare e fare altre docce.

Il giorno del compleanno, Matilde ha compiuto sei anni e ha chiesto alla madre: «Adesso che ho compiuto sei anni io non ho più diritto all’acqua?». «Aveva paura di toglierne a noi», racconta la donna. «Ho visto mia figlia spegnersi giorno dopo giorno». La madre riferisce che la bambina era diventata apatica e aveva smesso quasi di mangiare.

Dopo aver notato le macchie sulla pelle, la madre ha contattato il pediatra. La successiva visita dermatologica ha confermato, secondo il suo racconto, la diagnosi di vitiligine. Alla bambina sono stati prescritti probiotici e creme.

La vicenda pone una questione che riguarda la salute pubblica. La responsabilità del sindaco non si esaurisce nella gestione dell’emergenza idrica: il Testo unico degli enti locali gli attribuisce, come rappresentante della comunità, poteri di ordinanza nelle emergenze sanitarie e di igiene pubblica di carattere locale.

Quando l’acqua manca a lungo, le conseguenze investono l’igiene, l’alimentazione, la cura quotidiana e il benessere delle persone. Il caso di Matilde potrebbe essere il primo di una lunga serie di situazioni in cui la carenza idrica lascia conseguenze sulla salute dei residenti. Una prospettiva che impone di chiedersi quali effetti stia producendo l’emergenza sulle famiglie di Maddalusa e quali responsabilità ricadano su Comune e AICA.

La famiglia ha dato mandato al proprio legale di denunciare il Comune di Agrigento e AICA.

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