L’intelligenza artificiale cambia volto: l’esperienza di D-ServiceItalia, impresa siciliana che ha progettato una squadra di agenti AI

C’è Simona, che ricerca opportunità legate alle gare, analizza la documentazione individuando requisiti e scadenze, e prepara la prima scheda di valutazione.
C’è Giada, che risponde alle telefonate, riconosce chi sta chiamando attraverso i contatti aziendali, fornisce informazioni e prenota appuntamenti.
E Marina, che affianca il personale nella preparazione dei contenuti per i social e nella loro organizzazione in un calendario editoriale, partendo dalle indicazioni dell’azienda.
E poi ci sono Argo, a coordinare il lavoro, Melissa per la segreteria, Carla dedicata all’area commerciale e Tiziana alla contabilità.
Non sono dipendenti in carne ed ossa, ma agenti di intelligenza artificiale organizzati per contribuire a diverse attività aziendali.
Per una piccola impresa siciliana, la D-ServiceItalia, l’AI non è più un semplice assistente virtuale, ma un nuovo modello di organizzazione del lavoro, una vera e propria infrastruttura digitale da progettare e modellare sulle necessità concrete dell’impegno quotidiano.
Incentrato sulla collaborazione tra software e persone, il sistema AIclaw – progettato da Arduino Leone, imprenditore tecnologico ed esperto di intelligenza artificiale applicata ai processi aziendali, cybersecurity e trasformazione digitale con un’esperienza maturata in ambito internazionale, autore di cinque libri sull’AI nonché fondatore di D-ServiceItalia – è già entrato nella quotidianità aziendale.
Da circa un mese, infatti, gli agenti digitali sono operativi e affiancano i dipendenti nella gestione di diverse mansioni, trasformando un progetto di innovazione tecnologica in una concreta esperienza di lavoro.

“Superando l’idea dell’intelligenza artificiale come semplice assistente virtuale – afferma Arduino Leone – abbiamo progettato una squadra digitale che lavori a fianco delle persone, e nella quale ogni agente abbia un ruolo preciso, competenze definite e compiti da svolgere, ma sia anche in grado di interagire con gli altri per affrontare processi più complessi”.
“Non si tratta – precisa – di utilizzare singoli strumenti di intelligenza artificiale per ottenere risposte o generare testi, ma di sperimentare un modello organizzativo in cui più agenti collaborano per gestire attività differenti, seguendo procedure e indicazioni stabilite dall’azienda”.
Nel progetto resta centrale il ruolo delle persone.
“L’obiettivo – prosegue l’imprenditore – è delegare al software una parte delle attività ripetitive per alleggerire il carico operativo e lasciare al personale più tempo da dedicare alle mansioni che richiedono competenze, esperienza e capacità decisionale: gli agenti possono ricevere incarichi, utilizzare strumenti autorizzati, elaborare informazioni e predisporre attività”.

“Sono però le persone – sottolinea – a stabilire i limiti operativi, verificare i risultati, intervenire nelle situazioni che richiedono una valutazione e assumere le decisioni finali”.
Un ulteriore aspetto da evidenziare riguarda l’attenzione alla sicurezza dei dati: gli agenti operano in un ambiente protetto, che garantisce la riservatezza delle informazioni aziendali, così come dettano le ultime direttive sulla cybersicurezza e conformità Ai-Act e NIS2.
La piattaforma multi- agente, sviluppata da D- ServiceItalia con risorse proprie, è già disponibile anche a essere configurata ad hoc per altre realtà aziendali.
“È possibile costruire un’organizzazione virtuale su misura – spiega Arduino Leone – scegliendo quali mansioni affidare all’intelligenza artificiale in base alle necessità e alle dimensioni dell’azienda: si può partire da un singolo agente, dedicato a una funzione circoscritta, per arrivare a un sistema più articolato, in cui diversi collaboratori digitali concorrono alla gestione di attività amministrative, commerciali e organizzative”.
“L’obiettivo – conclude – è che l’intelligenza artificiale diventi uno strumento concreto per affiancare le persone, semplificare il lavoro quotidiano e consentire loro di concentrarsi sulle attività a maggiore valore aggiunto”.

