L’appello del marito di Marianna Bello: “E’ calato il silenzio sulla nostra tragedia, i responsabili vadano in galera”

3 min di lettura

“E’ calato il silenzio sulla tragedia che ha colpito la mia famiglia. Una cosa sola mi sento di dire: i responsabili devono fare la galera“. A parlare è Renato Salamone, il marito di Marianna Bello, la giovane donna di Favara inghiottita (!) la mattina dell’1 ottobre scorso dal convogliatore delle acque nella zona detta “do Conzu”, durante il nubifragio che si abbattè quella tragica mattina sull’agrigentino. Quello del giovane è la richiesta garbata, ma netta, per sollecitare chi di dovere a stabilire eventuali responsabilità per la morte della donna. Marianna era appena andata a lasciare uno dei propri figlioli a scuola e stava andando a svolgere faccende domestiche, a dispetto dell’alluvione in corso in quella zona. Il resto lo ha fatto il destino, ma forse non solo quello. Il suo corpo è stato ritrovato dopo 19 giorni di incessanti ricerche a chilometri di distanza, nei pressi di un canale di scolo tra Cannatello e Zingarello, in contrada Misita. A lanciare l’allarme fu un gruppo di cacciatori che hanno notato il cadavere di una persona riaffiorare nell’acqua del canale che sfocia nel fiume Naro e poi porta verso il mare. La Procura di Agrigento ha aperto una indagine che, al momento, non vedrebbe indagati per l’ipotesi di reato principale di omicidio colposo. A quasi 5 mesi dalla tragedia tutto tace, almeno pubblicamente.

Il marito chiede giustizia, ma è attonito rispetto al silenzio calato sulla disgrazia.Poco dopo il ritrovamento del cadavere, il Comune ha posizionato dei paletti con catene a protezione dell’area del convogliatore. Sono passate le feste di fine 2025 e quelle di inizio 2026, ma dal quinto piano del palazzo di giustizia non ci sono aggiornamenti. Ai figli della sfortunata donna pensa il loro papà col resto della famiglia, sempre molto unita come di norma sono quelle favaresi. L’avvocato della famiglia Salvatore Cusumano è vigile rispetto a ogni segnale proveniente dal 5 piano del palazzo di giustizia. Parla ancora Salamone: “Ho chiesto proprio ieri al mio legale di avere notizie su quello che stanno facendo i magistrati, ma ancora non abbiamo notizie. Io devo andare avanti per il bene dei miei figli”. Da evidenziare tra l’altro come l’uomo sia in cerca di una attività lavorativa e questo rende questa vicenda ancor più difficile da gestire. In queste ultime settimane è passato il ciclone Harry, c’è stata la frana devastante in quel di Niscemi, ma per fortuna nessuno ha perso la vita. A conti fatti, l’unica vittima del maltempo – o forse dell’incuria umana – è stata proprio Marianna, la cui tragedia grida giorno dopo giorno giustizia. 

Lascia un commento