Inchiesta Miccichè, il parcheggio pluripiano finisce sotto la lente della Procura: I disservizi e gli esposti che denunciavo da anni

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Dalle auto intrappolate alle sbarre malfunzionanti, fino agli ingressi gratuiti nelle ore senza vigilanza. Le anomalie che avevo denunciato come responsabile del Codacons tornano d’attualità mentre la Procura indaga sugli affidamenti per l’automazione del parcheggio di via Empedocle e sulle presunte utilità all’ex sindaco Franco Miccichè.

C’è una vicenda che conosco bene e sulla quale, negli anni, ho presentato segnalazioni ed esposti: quella del parcheggio pluripiano comunale di via Empedocle, ad Agrigento.

Oggi quella stessa struttura torna al centro dell’attenzione per un’inchiesta della Procura della Repubblica che riguarda gli interventi di automazione degli accessi e le procedure di affidamento dei lavori.

E mentre emergono ipotesi investigative su presunte irregolarità negli appalti, ritengo doveroso ricordare che i problemi di quel parcheggio li denunciavo pubblicamente già anni fa, quando ricoprivo il ruolo di responsabile del Codacons.

Le mie denunce: auto intrappolate, sbarre guaste e ingressi senza pagamento

Il parcheggio pluripiano di via Empedocle è stato per anni al centro di disservizi che hanno coinvolto automobilisti e utenti.

In diverse occasioni, a causa dei malfunzionamenti delle casse automatiche, degli ascensori e delle barriere di ingresso e uscita, alcuni automobilisti sono rimasti bloccati all’interno della struttura.

Situazioni che avevo ripetutamente segnalato, arrivando anche a formalizzare esposti.

In una circostanza avevo denunciato un problema particolarmente significativo: nelle fasce orarie prive di vigilanza, alcune automobili riuscivano a entrare e uscire senza pagare il parcheggio.

Un’anomalia che poneva interrogativi non soltanto sull’efficienza degli impianti, ma anche sulla tutela delle entrate comunali.

Perché quando un parcheggio pubblico non funziona correttamente, il danno non riguarda soltanto gli automobilisti.

Riguarda anche il Comune e, di conseguenza, tutti i cittadini.

Io quelle anomalie le segnalavo quando ancora non si parlava dell’attuale inchiesta giudiziaria.

L’incendio del 2022 e le criticità della struttura

La storia del parcheggio è stata segnata anche dall’incendio verificatosi nel settembre 2022, che ne determinò la chiusura.

La struttura tornò temporaneamente operativa alla fine dello stesso anno, in occasione del concerto di Achille Lauro, ma continuarono a emergere problemi amministrativi e organizzativi.

Dopo l’incendio erano state rilevate criticità nella documentazione relativa alla sicurezza, compresa la mancanza di parte della segnalazione certificata di inizio attività.

Successivamente, anche dopo il superamento delle questioni documentali, emerse la difficoltà di garantire personale sufficiente per mantenere aperto il parcheggio.

Una successione di problemi che confermava la necessità di una verifica complessiva sulla gestione della struttura.

Il nuovo sistema automatizzato e l’inchiesta della Procura

Il 17 aprile 2026, poco prima della conclusione del mandato dell’amministrazione Miccichè, il dirigente comunale del Patrimonio ha disposto l’aggiudicazione definitiva della fornitura e installazione di un nuovo sistema automatizzato di gestione del parcheggio.

Il progetto prevedeva terminali di ingresso e uscita con lettura dei ticket e dei codici QR, barriere automatiche, casse per pagamenti elettronici e in contanti e un software centralizzato per il controllo degli accessi, delle tariffe e delle anomalie.

Un intervento presentato come soluzione tecnologica ai problemi che avevano caratterizzato la struttura.

Oggi, però, gli affidamenti relativi agli interventi sulle barriere automatiche sarebbero tra gli elementi oggetto degli accertamenti della Procura di Agrigento.

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Elettra Consoli, riguarda ipotesi di corruzione e turbata libertà nella scelta del contraente.

Secondo l’ipotesi investigativa, l’ex sindaco Franco Miccichè avrebbe ricevuto presunte utilità in relazione ad affidamenti riguardanti il parcheggio e le luminarie natalizie.

Si tratta di contestazioni ancora da accertare. L’ex sindaco ha respinto le accuse e vale pienamente il principio della presunzione di innocenza.

Le mie denunce non erano una macchina del fango

Voglio sottolineare un aspetto.

Non sostengo che l’attuale indagine sia nata dai miei esposti, né che le anomalie da me segnalate costituiscano una prova delle ipotesi di reato oggi al vaglio della Procura.

Sono questioni che devono rimanere distinte.

Ma una cosa è certa: le mie segnalazioni sui disservizi del parcheggio pluripiano, sui malfunzionamenti degli accessi e sulle possibili conseguenze economiche per il Comune risalgono a molti anni prima dell’attuale inchiesta.

Non si trattava di polemiche costruite per attaccare qualcuno.

Si trattava di problemi concreti, che interessavano gli utenti e il patrimonio pubblico.

Problemi che avevo documentato e portato all’attenzione delle autorità competenti.

Oggi, mentre la magistratura approfondisce gli affidamenti relativi agli impianti di automazione, considero importante ricordare quel lavoro.

Perché denunciare un disservizio non significa gettare fango.

Significa chiedere che una struttura pubblica funzioni correttamente e che le risorse dei cittadini siano tutelate.

Il parcheggio appartiene agli agrigentini: adesso serve piena chiarezza

L’inchiesta dovrà chiarire se le procedure di affidamento siano state regolari e se vi siano state eventuali condotte penalmente rilevanti.

Restano inoltre le domande amministrative sulla gestione della struttura: quanto sono costati gli interventi, quali risultati hanno prodotto e quali controlli sono stati effettuati?

Da anni sostengo che il patrimonio comunale debba essere gestito con trasparenza, efficienza e attenzione alle entrate pubbliche.

Il parcheggio pluripiano di via Empedocle non fa eccezione.

Continuerò a seguire questa vicenda, come ho fatto negli anni in cui denunciavo i disservizi e presentavo esposti.

Non rivendico meriti sulle indagini della magistratura.

Rivendico il diritto e il dovere di aver segnalato problemi che ritenevo importanti per la città.

Perché il mio impegno per Agrigento non è cominciato oggi e non dipende dal nome del sindaco in carica.

Le mie denunce esistono, i disservizi sono stati documentati e oggi gli affidamenti relativi al parcheggio sono al centro di accertamenti giudiziari. Sarà la magistratura a stabilire se siano stati commessi reati. Io continuerò a chiedere trasparenza.

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