Il Comune intitola una via a Sergio Ramelli, insorge l’Anpi: “Un fatto grave, venga ritirata questa decisione”

Non c’è pace per le intitolazioni di vie e piazze da parte del Comune di Agrigento. Dopo la “rocambolesca” intitolazione di una piazzetta ad Andrea Camilleri, nel cuore della via Atenea, dove sorge la statua che lo ritrae, stavolta la faccenda ha uno spessore politico decisamente notevole. Alcuni giorni fa, la speciale commissione che decide le intitolazioni stradali ha snocciolato un elenco di nuovi nominativi ai quali dedicare angoli della città. Uno di questi nomi rievoca una delle stagioni più tragiche dell’Italia anni 70: Sergio Ramelli, (nella foto) giovane di destra ucciso a Milano da alcuni personaggi della fazione politica opposta. Il Comune gli intitolerà, su proposta di Gioventù Nazionale, accolta dalla commissione toponomastica, la rotatoria all’ingresso di Fontanelle. Questa mattina sul profilo social dell‘Anpi, l‘associazione nazionale partigiani d’Italia è stato pubblicato un post che non ammette equivoci: “L’ANPI condanna con forza la decisione di intitolare una via di Agrigento a Sergio Ramelli. Una scelta che arriva alla vigilia delle elezioni comunali e che ha il sapore di un chiaro ammiccamento elettorale verso quei settori politici che da anni lavorano a una riscrittura della storia e alla legittimazione del neofascismo. La violenza politica va sempre condannata. Ma intitolare una strada è un atto politico, non un gesto neutro né un atto di pietà. È un messaggio alla città, ai giovani, alla memoria collettiva”.

Ma il “clou” della nota Anpi deve ancora arrivare: “Usare lo spazio pubblico per ringraziare e fidelizzare un bacino elettorale è grave. Farne uno strumento di propaganda è inaccettabile. Agrigento è città democratica e antifascista. La sua storia non può essere piegata a calcoli di consenso. Chiediamo il ritiro immediato di questa decisione e l’apertura di un confronto pubblico e trasparente. La memoria non si usa per prendere voti. La Costituzione non si baratta”. Parole durissime che lasciano il segno. Per chi non conoscesse la storia, l’omicidio di Sergio Ramelli avvenne a Milano nel 1975 durante gli anni di piombo. La vittima era uno studente milanese di diciotto anni militante del Fronte della gioventù, formazione politica giovanile del Movimento sociale, aggredito il 13 marzo da alcuni militanti della sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia Operaia, Marco Costa, Giuseppe Ferrari Bravo, Claudio Colosio, Antonio Belpiede, Brunella Colombelli, Franco Castelli, Claudio Scazza e Luigi Montinari. Il giovane, a causa dei traumi riportati, morì il 29 aprile, oltre un mese e mezzo dopo l’aggressione. I responsabili furono identificati dieci anni dopo l’accaduto e, dopo un’iniziale condanna per omicidio preterintenzionale in primo grado, furono riconosciuti colpevoli di omicidio volontario al termine dei tre gradi di giudizio del processo, durato dal 1987 al 1990. Ad Agrigento la perenne contrapposizione politica tra estrema destra e (vera) sinistra fa registrare un clamoroso sussulto che promette di riscaldare parecchi animi.
ECCO LA DETERMINA CON ALLEGATI I VERBALI DELLA COMMISSIONE TOPONOMASTICA CHE HA APPROVATO QUANTO POI DELIBERATO DALLA GIUNTA COMUNALE:





