Giuseppe Di Rosa sfida Sodano a un confronto pubblico. «Porta Muglia, Crosta, La Vardera, i tuoi top player e tutti gli esperti che vuoi. Non cercare scuse»

Il giornalista praticante ed editore di Report Sicilia invita il sindaco a un confronto pubblico sui suoi primi cinque mesi di amministrazione. «Scegli tu luogo, moderatore e giornalisti. Porta tutti i consulenti che vuoi. E soprattutto vediamo chi di noi due deve studiare».
AGRIGENTO. Una sfida pubblica, senza condizioni e senza possibilità di nascondersi dietro le consuete dichiarazioni sui social. Giuseppe Di Rosa, giornalista praticante ed editore di Report Sicilia, invita il sindaco Michele Sodano a un confronto diretto per discutere della verità sui suoi primi cinque mesi alla guida della città.
Un confronto davanti agli agrigentini, con documenti e atti amministrativi sul tavolo, per verificare quanto dichiarato durante la campagna elettorale, quanto raccontato nelle successive dirette social e quanto effettivamente realizzato dall’amministrazione comunale.
«Caro Michele, ti sfido pubblicamente. Scegli tu il giorno, il luogo, il moderatore e persino i giornalisti che dovranno porci le domande. Fatti accompagnare da chi vuoi, anche dal tuo mentore Massimo Muglia, dal tuo riferimento politico Ismaele La Vardera e dal tuo “fratello” Crosta. Portati i tuoi consulenti, i tuoi esperti, i tuoi top player, gli assessori e tutti coloro che ritieni possano aiutarti a sostenere le tue ragioni. Non pongo alcun limite. Io porterò gli atti, i documenti e la mia conoscenza della macchina amministrativa».
«La verità va raccontata sempre, non soltanto quando conviene»
Il punto centrale della sfida riguarda la comunicazione del primo cittadino e il rapporto tra le sue dichiarazioni pubbliche e le decisioni amministrative.
«Michele, la verità non può cambiare secondo le convenienze politiche. Non puoi raccontare soltanto quello che ti fa comodo, omettendo ciò che potrebbe mettere in discussione la tua ricostruzione. Contesto diversi tuoi video che ritengo parziali, tendenziosi e capaci di orientare l’opinione pubblica attraverso rappresentazioni incomplete dei fatti. Sono pronto a spiegare pubblicamente, documenti alla mano, perché non condivido quelle ricostruzioni».
Di Rosa mette in discussione soprattutto il metodo delle comunicazioni unilaterali.
«Fare video, parlare da soli davanti a una telecamera, accusare gli altri e raccontare la propria versione senza che nessuno possa intervenire è facile per tutti. Il confronto pubblico è un’altra cosa. Significa ascoltare le contestazioni, rispondere alle domande e dimostrare ciò che si afferma».
«Cinque mesi di amministrazione, discutiamo di tutto»
Il confronto proposto non prevede argomenti esclusi.
Dal bilancio comunale alla gestione dei servizi pubblici, dalla crisi idrica alla gara dei rifiuti, dalle nomine agli incarichi, dai finanziamenti regionali ai rapporti con il Consiglio comunale.
E ancora le promesse elettorali, il programma amministrativo, la gestione del patrimonio comunale e le scelte politiche compiute dopo l’insediamento.
«Voglio discutere di quello che hai promesso agli agrigentini e di quello che hai concretamente fatto. Di ciò che contestavi alla precedente amministrazione e delle decisioni che oggi hai assunto tu. Voglio parlare degli atti, non degli slogan. E soprattutto voglio capire perché, quando emergono problemi, la responsabilità sembra essere sempre di qualcun altro».
«Porta tutti i tuoi top player, vediamo chi di noi due deve studiare»
La sfida contiene anche una risposta alle affermazioni con cui Sodano avrebbe invitato Di Rosa a studiare.
«Caro Michele, visto che ritieni che sia io a dover studiare, ti offro un’occasione pubblica per verificare chi conosce davvero il funzionamento della macchina amministrativa, le norme, i bilanci, le procedure e gli atti del Comune di Agrigento.
Porta Muglia, porta Crosta, porta La Vardera. Porta tutti i tuoi consulenti, i tuoi esperti e quelli che consideri i tuoi top player. Fatti assistere da una squadra intera, se lo ritieni necessario. Scegli anche i giornalisti che dovranno porci le domande.
Vediamo chi di noi due deve studiare.
Io non pretendo di sapere tutto, ma sono pronto a confrontarmi su ciò che conosco e a documentare ogni mia contestazione. Tu avrai la stessa possibilità.
Perché conoscere la macchina amministrativa non significa soltanto occupare la poltrona di sindaco. Significa sapere come funzionano gli uffici, quali sono le responsabilità degli organi politici, quali atti possono essere adottati e quali conseguenze producono le decisioni amministrative».
«Se hai dignità politica, accetta il confronto»
Di Rosa rivolge infine un invito diretto al sindaco, chiedendogli di non sottrarsi al dibattito.
«Michele, se hai dignità politica e rispetto per il ruolo istituzionale che ricopri, accetta il confronto. Non cercare scuse, non inventare pretesti e non trasformare questa sfida in un’altra occasione per realizzare un video nel quale parli soltanto tu.
Non ti sto chiedendo di venire a casa mia o di partecipare a una trasmissione organizzata da me. Ti sto lasciando scegliere tutto, compresi i giornalisti e il moderatore.
Voglio soltanto che il confronto sia pubblico, trasmesso integralmente e che entrambi possiamo rispondere alle stesse domande, contestare le affermazioni dell’altro e mostrare i documenti».
«Essere sindaco non significa avere sempre ragione»
L’ultimo passaggio riguarda il rispetto del ruolo istituzionale e il diritto dei cittadini a ricevere informazioni complete.
«Caro Michele, sei il sindaco di Agrigento, non soltanto di chi ti ha votato. Sei anche il mio sindaco e proprio per questo ritengo doveroso chiederti conto delle tue decisioni.
Non puoi pretendere che ogni critica venga considerata un attacco personale e che ogni tua ricostruzione debba essere accettata senza possibilità di replica.
La verità non si misura con le visualizzazioni, con i commenti favorevoli o con gli applausi ricevuti durante una diretta social.
La verità si dimostra con i fatti, con gli atti e con la disponibilità a sottoporre le proprie affermazioni a verifica.
Caro Michele, scegli tutto tu. Porta chi vuoi, quanti ne vuoi e tutti gli esperti che ritieni necessari. Io ci sarò.
E visto che hai parlato di studiare, facciamo una cosa semplice. Mettiamoci davanti agli agrigentini, con le carte sul tavolo, e vediamo chi di noi due deve studiare.
Non cercare scuse. Io sono pronto. Tu sei disposto a confrontarti?»
La sfida è lanciata. Adesso si attende la risposta del sindaco Michele Sodano.





