“Giallo” in piazza Marconi: che fine ha fatto “Pinocchio”?

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La sua presenza ha “arredato” la spoglia piazza Marconi, dinanzi l’ingresso principale della stazione ferroviaria di Agrigento. Era il grande Pinocchio realizzato in tetrapak riciclato dal grande artista impegnato nel sociale Edoardo Malagigi. L’opera alta circa 4 metri è rimasta seduta sul pavimento della piazza da fine settembre fino alle festività natalizie, quando doveva fare spazio al grande palco per il concerto della notte di San Silvestro. Ma anche perchè il programma del progetto, costato 70 mila euro nell’ambito di Agrigento Capitale italiana della cultura, prevedeva appunto una permanenza del grande “burattino” per quelle settimane. Un’opera decisamente più consistente dell’assai discutibile “Silent room”, quella che alcuni definirono “capanna”, piazzata dentro al parcheggio del museo Griffo durante l’estate scorsa, costata circa 130 mila euro e oggetto di parecchie perplessità. Se della “capanna” nessuno avverte nostalgia, la scomparsa di Pinocchio fa sorgere qualche domanda.

Sparito Pinocchio, ci si chiede dove sia finito. Chi lo ha adottato? E’ tornato nella disponibilità di chi lo aveva forgiato e realizzato, fino a sistemarlo nella piazza centrale di Agrigento? Il Comune ha chiesto di tenerlo, magari per posizionarlo in qualche altro angolo della città, a mò di ricordo dell’anno appena trascorso? Quando si è concluso il calvario dei dodici mesi appena trascorsi, un soddisfattissimo sindaco aveva detto che sono tante le eredità positive lasciate da Capitale della Cultura, per una città nella quale – lo ha detto Miccichè – “si sono svolti oltre mille eventi, tutti con grande successo”. Quel Pinocchio immobile e silente, al centro della piazza, al netto dei 70 mila euro di soldi pubblici pagati all’artista e a chi lo ha collaborato per il bel lavoro svolto, avrebbe forse meritato un prolungamento della propria presenza ad Agrigento, non solo per giustificarne l’esborso economico. Una figura, quella di Pinocchio che, tra l’altro, è da considerare come personaggio assai attinente a coloro i quali – da decenni – dicono bugie agli agrigentini, promettendo cose mai realizzate, illudendo che qualcosa possa cambiare, lasciando tutto com’è sempre stato. Anzi, peggiorando lo stato delle cose. Resta dunque la domanda: che fine ha fatto Pinocchio?

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