“Già tutto deciso?”: l’ombra della concertazione segreta all’Asp secondo la CGIL

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La FP CGIL di Agrigento con un comunicato denuncia di essere stata esclusa  dal tavolo di confronto con la dirigenza dell’Asp su una questione della massima importanza.Un’assenza che ha sollevato non solo dubbi, ma anche accuse di comportamento antisindacale da parte della segretaria generale Caterina Tusa.I temi discussi riguardavano la mappatura degli incarichi di funzione e la disciplina regolamentare collegata, elementi chiave nella gestione delle risorse e delle responsabilità all’interno dell’Azienda sanitaria.

Secondo la Fp Cgil, l’esclusione sarebbe stata tutt’altro che casuale. La dinamica dei fatti, con alcune sigle sindacali che avrebbero espresso assenso immediato a proposte appena presentate, fa pensare a una concertazione già definita in precedenza, al di fuori di qualsiasi logica trasparente. Dice infatti la segretaria dell FP CGIL: “qualcuno sembrerebbe che abbia persino dichiarato il proprio assenso ad una proposta appena presentata come se ne conoscesse già il contenuto”.

E   “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, sembra riecheggiare nelle parole della Tusa, che denuncia la mancanza di contraddittorio e il tentativo di chiudere rapidamente la discussione.

“Qualche sigla sindacale compiacente o particolarmente interessata di chiudere in tutta fretta e senza alcun contradditorio la discussione”, si sottolinea nel comunicato

La mancata convocazione non solo minerebbe la legittimità dell’incontro, secondo Caterina Tusa,  ma compromette anche il principio di rappresentanza democratica, escludendo un’organizzazione sindacale tra le più rappresentative nel territorio. In ballo c’è la tutela dei lavoratori che la Fp Cgil rappresenta, esclusi da un dibattito che avrebbe dovuto riguardarli in prima persona.

La segretaria Tusa ha annunciato che il sindacato sta valutando il ricorso alle vie legali. In particolare, si ipotizza un’azione per comportamento antisindacale e la richiesta di annullamento degli atti prodotti in quella sede.

Il  caso apre uno scenario potenzialmente conflittuale  anche tra sindacati.

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