Report Sicilia.it https://www.reportsicilia.it Una ampia prospettiva sulle notizie Thu, 27 Aug 2026 21:26:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.7 https://www.reportsicilia.it/wp-content/uploads/2024/02/cropped-cropped-Immagine-WhatsApp-2024-02-12-ore-19.33.36_e50b4098-32x32.jpg Report Sicilia.it https://www.reportsicilia.it 32 32 Punta Valdesi, La Vardera tace ancora: Nessuna interrogazione pubblica. Intanto il Club annuncia “Scacchi con vista mare” a pagamento https://www.reportsicilia.it/punta-valdesi-la-vardera-tace-ancora-nessuna-interrogazione-pubblica-intanto-il-club-annuncia-scacchi-con-vista-mare-a-pagamento/ https://www.reportsicilia.it/punta-valdesi-la-vardera-tace-ancora-nessuna-interrogazione-pubblica-intanto-il-club-annuncia-scacchi-con-vista-mare-a-pagamento/#respond Thu, 27 Aug 2026 21:24:50 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=39038 PALERMO – La promessa c’era stata ed era chiarissima: “Presenteremo regolare interrogazione”. Era il 23 agosto, nella risposta inviata dall’onorevole Ismaele La Vardera al cittadino…]]>

PALERMO – La promessa c’era stata ed era chiarissima: “Presenteremo regolare interrogazione”. Era il 23 agosto, nella risposta inviata dall’onorevole Ismaele La Vardera al cittadino che per tre volte gli aveva segnalato il caso Punta Valdesi Club. A distanza di giorni, però, non risulta ancora alcuna iniziativa pubblica riconducibile a quella promessa. Nessun post, nessun video, nessuna dichiarazione. E, nelle ricerche effettuate da Report Sicilia, non emerge al momento un’interrogazione pubblicamente rintracciabile sul caso.

Nel frattempo, Punta Valdesi Club continua a pubblicizzare le proprie iniziative.

E la prossima è destinata inevitabilmente a riaccendere le domande.

Sabato 5 settembre 2026, alle 10, la struttura ospiterà infatti un torneo dal titolo:

“Scacchi con vista mare”

L’evento è pubblicizzato da Balarm come torneo aperto agli appassionati, con quota di partecipazione di 20 euro per gli adulti e 10 euro per donne e under 16. Il portale indica come organizzatori Gabriele Noto per Punta Valdesi Club e il Circolo Palermitano Scacchi.

Dal 13 agosto a oggi: la promessa resta lì

La vicenda è ormai nota ai nostri lettori.

La prima segnalazione era stata inviata all’indirizzo istituzionale di La Vardera il 13 agosto 2026.

Poi ancora il 14.

Poi ancora il 16.

La documentazione ricevuta da Report Sicilia ha mostrato che il deputato ha risposto soltanto il 23 agosto, nello stesso giorno della pubblicazione della nostra inchiesta, scrivendo:

“Presenteremo regolare interrogazione”.

Nella stessa risposta spiegava anche di non rispondere alle mail anonime.

Il dato resta quello.

La promessa esiste.

Ma, ad oggi, non abbiamo trovato traccia pubblica dell’interrogazione annunciata.

Ed è proprio questa la nuova domanda.

Dov’è l’interrogazione?

Nessun post, nessun video, nessuna denuncia pubblica

La Vardera ha costruito gran parte della propria comunicazione politica attraverso interventi immediati, sopralluoghi, dirette, video e denunce pubbliche.

Sul caso Punta Valdesi, invece, continua a non emergere nulla di analogo.

Nessun video.

Nessun post.

Nessuna storia.

Nessuna conferenza stampa.

Nessun documento pubblico che abbiamo potuto rintracciare, al momento, relativo all’interrogazione promessa.

Questo non significa che il deputato non possa aver avviato interlocuzioni o attività non ancora rese pubbliche.

Significa semplicemente che l’impegno assunto il 23 agosto non è ancora verificabile attraverso un atto pubblico rintracciato da questa redazione.

Ed è una distinzione importante.

Nel frattempo arriva “Scacchi con vista mare”

Mentre il silenzio politico continua, Punta Valdesi Club promuove apertamente l’appuntamento del 5 settembre.

Balarm presenta l’iniziativa come un torneo di scacchi aperto al pubblico, ambientato al Punta Valdesi Club, in una struttura affacciata sul mare.

L’ingresso è a pagamento.

20 euro per gli adulti.

10 euro per donne e ragazzi under 16.

Sia chiaro: gli scacchi sono una disciplina sportiva riconosciuta e l’organizzazione di un torneo di scacchi non costituisce certamente, di per sé, alcuna irregolarità.

Il punto è un altro.

La concessione parla di pratiche sportive su 2.516 metri quadrati di demanio

Nei nostri precedenti articoli abbiamo documentato che la concessione demaniale n. 27/2016 riguarda 2.516 metri quadrati all’Addaura ed è destinata a mantenere un’area attrezzata per pratiche sportive, con validità estesa fino al 31 dicembre 2033.

Abbiamo inoltre pubblicato il documento RASD che indicava Punta Valdesi Club come società sportiva e riportava, nel periodo considerato dal registro, zero attività sportive organizzate, una attività didattica, 70 partecipazioni didattiche e 31 tesserati attivi.

Il punto non è dunque sostenere che un torneo di scacchi sia incompatibile con una società sportiva.

La domanda è più precisa:

quali sono, nel loro complesso, le attività per le quali viene utilizzata stabilmente l’area demaniale concessa per pratiche sportive?

Gli scacchi chiariscono o complicano il quadro?

L’evento del 5 settembre potrebbe essere semplicemente una delle attività sportive organizzate dalla società.

E se così è, basta documentarlo.

Ma proprio per questo diventa ancora più utile una verifica dell’Amministrazione regionale.

Quali discipline vengono effettivamente praticate nell’area demaniale?

Con quale frequenza?

Quali spazi vengono utilizzati?

Qual è il rapporto tra attività sportive, servizi accessori e fruizione balneare?

Il torneo di scacchi sarà svolto su area demaniale oppure in locali e spazi privati della struttura?

Sono domande semplici alle quali gli atti possono rispondere.

E torna il tema La Vardera

Il cittadino che ha scritto nuovamente a Report Sicilia pone una domanda molto netta.

Perché La Vardera, che in altri casi riguardanti accessi al mare e demanio è intervenuto pubblicamente e con grande rapidità, su Punta Valdesi non ha ancora trasformato la promessa privata in un atto visibile?

Non possiamo stabilire quali siano le ragioni.

Possiamo però mettere in fila le date.

13 agosto: prima segnalazione.

14 agosto: nuovo invio.

16 agosto: terza comunicazione.

23 agosto: pubblicazione dell’inchiesta di Report Sicilia.

23 agosto: La Vardera risponde e annuncia una “regolare interrogazione”.

Oggi l’interrogazione, per quanto abbiamo potuto verificare, non risulta ancora pubblicamente rintracciabile.

Questo è il punto politico.

Sullo sfondo resta anche la questione dei rapporti personali

Nei precedenti articoli abbiamo raccontato anche un altro aspetto della segnalazione.

Il mittente sostiene che esisterebbero rapporti di conoscenza tra persone legate alla gestione del Punta Valdesi Club e La Vardera, collocando tali rapporti anche nell’ambito della comune appartenenza evangelica.

Lo abbiamo già scritto e lo ripetiamo: la comune appartenenza religiosa non prova alcun favoritismo e non può essere utilizzata come elemento accusatorio.

Ma proprio perché il tema dei rapporti personali è stato posto pubblicamente e La Vardera ne è stato informato, una sua presa di posizione chiara sarebbe ancora più utile.

Non servono insinuazioni.

Servono atti.

“Presenteremo regolare interrogazione”: Report Sicilia la aspetta

Il 23 agosto abbiamo chiuso il nostro articolo con una frase molto semplice:

adesso aspettiamo l’interrogazione.

La aspettiamo ancora.

Se è stata depositata, La Vardera può comunicarne numero, data e contenuto e Report Sicilia la pubblicherà integralmente.

Se non è stata ancora depositata, può spiegare perché.

Se sono in corso verifiche preliminari, può dirlo.

Ma il silenzio non aiuta a chiarire una vicenda che ormai riguarda una concessione demaniale di 2.516 metri quadrati valida fino al 2033, un esposto che il segnalante afferma essere stato trasmesso agli organi competenti e una serie di domande pubbliche sulla concreta utilizzazione dell’area.

Intanto il 5 settembre si gioca

Nel frattempo, il Punta Valdesi Club va avanti.

Il 5 settembre ospiterà il torneo.

“Scacchi con vista mare”.

Aperto agli appassionati.

A pagamento.

Nulla di illecito in questo, per quanto oggi risulta.

Ma dopo tutto ciò che è emerso, la questione non è più il singolo torneo.

La questione è capire se l’utilizzo complessivo del bene demaniale pubblico corrisponda alle finalità della concessione e alle prescrizioni imposte dalla Regione.

Ed è esattamente ciò che La Vardera aveva promesso di chiedere con un’interrogazione.

Quell’interrogazione dov’è?

Report Sicilia continua a garantire pieno diritto di replica all’onorevole Ismaele La Vardera, al Punta Valdesi Club e a tutti i soggetti citati.

Se l’interrogazione esiste, la pubblicheremo.

Se arriveranno documenti che chiariscono l’utilizzo dell’area demaniale, li pubblicheremo.

Perché questa inchiesta non ha bisogno di teoremi.

Ha bisogno soltanto di atti. E, per adesso, quello promesso continua a mancare.

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Agrigento, torna “Muta Muta”: Tre giorni di poesia, musica e impegno per il territorio https://www.reportsicilia.it/agrigento-torna-muta-muta-tre-giorni-di-poesia-musica-e-impegno-per-il-territorio/ https://www.reportsicilia.it/agrigento-torna-muta-muta-tre-giorni-di-poesia-musica-e-impegno-per-il-territorio/#respond Thu, 27 Aug 2026 20:36:38 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=39035 Dal 28 al 30 agosto la seconda edizione del Festival delle arti orali attraverserà piazza Ravanusella, il Giardino della Kolymbethra e il Parco Icori. In…]]>

Dal 28 al 30 agosto la seconda edizione del Festival delle arti orali attraverserà piazza Ravanusella, il Giardino della Kolymbethra e il Parco Icori. In programma anche una discussione eco-civica con il sindaco Michele Sodano, associazioni e attivisti

AGRIGENTO – Poesia performativa, cantautorato, musica, spoken word, tradizione orale siciliana e attenzione alla tutela del territorio. Da venerdì 28 a domenica 30 agosto torna ad Agrigento “Muta Muta – Festival delle arti orali”, giunto alla sua seconda edizione.

L’evento diffuso è organizzato dall’associazione giovanile Local Impact Aps, espressione della rete Scaro Community, con la direzione artistica dell’autrice e performer agrigentina Gloria Riggio, campionessa italiana di Poetry Slam nel 2023.

Dopo l’esperienza del 2025, quando Agrigento ospitò anche il XIII Campionato nazionale di Poetry Slam L.I.P.S. e fece registrare il tutto esaurito al Tempio dei Dioscuri, il festival torna con una proposta che mette insieme linguaggi artistici, socialità, ambiente e rigenerazione dei luoghi.

Gli appuntamenti interesseranno piazza Ravanusella, il Giardino della Kolymbethra e il Parco dell’Addolorata, conosciuto anche come Parco Icori, recentemente interessato dagli incendi.

«Un ritorno alla presenza, all’ascolto, alla tutela e alla vivificazione dei luoghi che abitiamo, all’ambiente in continuità con il quale siamo parte del paesaggio. Un cigolio nel torpore», spiega la direttrice artistica Gloria Riggio.

L’apertura a piazza Ravanusella

Il festival prenderà il via venerdì 28 agosto, alle 22, nella scalinata di via Bagli, a piazza Ravanusella.

Ad aprire la serata sarà “Atti poetici”, una performance con Gabriele Ratano, attuale campione italiano di Poetry Slam, e Antonio Amadeus Pinnetti, più volte finalista L.I.P.S. e interprete della poesia improvvisata.

Seguirà l’esibizione di Flavio Neri, giovane cantautore agrigentino legato alla ricerca folk e cantautorale.

Il momento centrale della serata sarà il concerto di Claudio Covato, cantautore siracusano vincitore di Musicultura 2026. A chiudere il primo appuntamento sarà il dj set dei Cuddriroom, realizzato in collaborazione e a sostegno dell’Agrigento Pride.

Il Poetry Slam alla Kolymbethra

Sabato 29 agosto, alle 19,30, il festival si sposterà nel Giardino della Kolymbethra, all’interno del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi.

In collaborazione con il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, si svolgerà “Poetica – Poetry Slam”, una competizione che gli organizzatori presentano soprattutto come momento collettivo di ascolto e condivisione.

A confrontarsi saranno Giulia Sara Arcovito, artista siculo-britannica e finalista nazionale; Cristina Carlà, autrice salentina legata alla poesia dialettale e al teatro di strada; Antonio Amadeus Pinnetti, campione di ImproSlam nel 2023 e nel 2024; e Gabriele Ratano, vincitore del titolo italiano proprio durante l’edizione ospitata lo scorso anno ad Agrigento.

A condurre l’evento sarà Gloria Riggio. La poesia incontrerà così gli ulivi, gli aranceti e la storia della Kolymbethra, affrontando anche i temi della biodiversità, della tutela ambientale, delle radici e della cura dei luoghi.

Il confronto sul futuro del Parco Icori

La giornata conclusiva di domenica 30 agosto avrà come protagonista il Parco dell’Addolorata, noto anche come Parco Icori, colpito dagli incendi delle scorse settimane.

La scelta del luogo assume, secondo gli organizzatori, un preciso significato culturale e civile: riportare la comunità all’interno del Parco e riaccendere l’attenzione sulle sue condizioni e sulle sue potenzialità.

Alle 17,30 è prevista la discussione eco-civica “Curare le idee”, dedicata proprio al futuro del Parco Icori. Al confronto prenderanno parte il sindaco di Agrigento Michele Sodano, Angelo Concilio, Local Impact Aps, Legambiente, la delegazione FAI e gli attivisti di Icori Project.

Alle 18,30, sul basamento dell’anfiteatro, sarà invece rappresentato “Odissea – U cuntu”, spettacolo scritto e interpretato da Giacomo Sferlazzo, artista, cantautore e attivista lampedusano.

Lo spettacolo propone una rilettura del viaggio di Ulisse attraverso il linguaggio del cuntu siciliano, mettendo in relazione l’epica omerica con una delle tradizioni narrative più antiche della Sicilia.

La seconda edizione si concluderà alle 22 nuovamente a piazza Ravanusella, negli spazi di Scaro Cafe, con “Come lucciole”, dj set di Radiobeirut. Un viaggio musicale tra sonorità arabe, mediterranee ed elettroniche riporterà il festival nel luogo dal quale ha avuto origine.

Un festival sostenuto con l’autofinanziamento

L’organizzazione sottolinea che l’edizione 2026 è stata resa possibile anche attraverso un’intensa attività di autofinanziamento promossa dalla rete Scaro Community.

“Muta Muta” è cofinanziato da Scaro Community–Local Impact Aps e dal FAI–Giardino della Kolymbethra. Il Comune di Agrigento ha concesso il proprio patrocinio gratuito.

Tre giornate, dunque, durante le quali la parola e la musica diventeranno strumenti per attraversare la città, raccontarne i luoghi e riaprire il confronto sulla necessità di proteggerli e restituirli pienamente alla comunità.

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Allarme difterite, a Palermo corsa alle vaccinazioni pediatriche dopo la morte della bimba e il contagio del cuginetto. La Regione Siciliana istituisce una task force per incrementare la profilassi https://www.reportsicilia.it/allarme-difterite-a-palermo-corsa-alle-vaccinazioni-pediatriche-dopo-la-morte-della-bimba-e-il-contagio-del-cuginetto-la-regione-siciliana-istituisce-una-task-force-per-incrementare-la-profilassi/ https://www.reportsicilia.it/allarme-difterite-a-palermo-corsa-alle-vaccinazioni-pediatriche-dopo-la-morte-della-bimba-e-il-contagio-del-cuginetto-la-regione-siciliana-istituisce-una-task-force-per-incrementare-la-profilassi/#respond Thu, 27 Aug 2026 20:08:45 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=39026 Monitorare eventuali casi di difterite, proporre interventi finalizzati a limitare la circolazione del batterio in Sicilia e aumentare la diffusione delle vaccinazioni pediatriche. Nasce con…]]>

Monitorare eventuali casi di difterite, proporre interventi finalizzati a limitare la circolazione del batterio in Sicilia e aumentare la diffusione delle vaccinazioni pediatriche.
Nasce con questo obiettivo la task force istituita dalla Regione Siciliana a seguito della morte a Palermo di Anna Rosa Bartolotta, una  bambina di quattro anni,  proprio a causa della difterite, una patologia tossinfettiva acuta e contagiosa, che si manifesta attraverso mal di gola intenso, febbre e disfagia.
Il gruppo di lavoro è stato istituito dall’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, con un decreto siglato nei giorni scorsi.

UN ALTRO CASO A PALERMO: POSITIVO ANCHE IL CUGINO DELLA BIMBA DECEDUTA NEI GIORNI SCORSI

Nel pomeriggio di giovedì 27 agosto, l‘Istituto Superiore di Sanità ha comunicato che anche il campione del cugino della piccola recentemente deceduta  è risultato  positivo alla difterite. 
A eseguire gli esami è stato lo stesso ISS, che ha spiegato come le indagini molecolari condotte sul ceppo batterico isolato da tampone faringeo del paziente affetto fa sospetta difterite respiratoria, abbiano confermato l’identificazione della specie C diphtheriae e la presenza del gene della tossina batterica. 
Dai referti laboratoriali dell’ospedale di provenienza, gli isolati della bambina deceduta e del cugino presentano lo stesso profilo di antibiotico-resistenza, mentre il sequenziamento completo è ancora in corso. 
Fortunatamente, il piccolo degente ha sviluppato una forma non grave della malattia perché vaccinato, al contrario della cugina. 
Al momento non risultano altri casi ma il caso ha generato una  corsa al vaccino.
La tragica vicenda ha aperto due scenari legali: i genitori della bambina risultano indagati dalla Procura di Palermo per omicidio colposo per omissione, un’ipotesi di reato scaturita dal fatto che Anna Rosa non era mai stata vaccinata contro la difterite – in Italia la vaccinazione è obbligatoria – e ciò ne avrebbe provocato il decesso.
A loro volta, i coniugi Bartolotta hanno denunciato i tre nosocomi dove la bimba  è stata in cura dal 13 al 19 agosto scorsi: Cervello, Civico e Ospedale dei Bambini, “per le condotte poste in essere dal personale sanitario” che, a loro dire, avrebbe diagnosticato patologie errate e praticato cure inadeguate e interventi chirurgici invasivi sulla piccola, causandone la morte. 

ASP E REGIONE SICILIANA IN PRIMA LINEA CONTRO LA DIFFUSIONE DELLA PATOLOGIA 

L’ASP di Palermo, intanto, ha predisposto un intero fine settimana dedicato alle vaccinazioni, in modalità open day dalle 8:30 fino alle 14:30: l’accesso sargarantito senza alcuna prenotazione.
Un’azione tempestiva in linea con quella messa in atto dalla Regione Siciliana che, come ha spiegato nei giorni scorsi il presidente Renato Schifani, sta agendo in maniera mirata per salvaguardare la salute pediatrica.
“Le istituzioni – ha detto – hanno il dovere di fare tutto ciò che è possibile per tutelare i nostri bambini: ecco perché abbiamo voluto coinvolgere esperti del settore, con l’obiettivo di rafforzare le strategie regionali di prevenzione e aumentare le coperture vaccinali”.
La task force monitorerà l’evoluzione del sospetto cluster epidemico di difterite e predisporrà un piano di interventi straordinari per limitare l’eventuale circolazione del batterio.
Inoltre, proporrà iniziative per raggiungere la copertura ottimale per le vaccinazioni obbligatorie e per quelle del Piano vaccinale regionale, nella fascia di età 0-24 mesi, ma anche per le coperture riferite al primo richiamo vaccinale previste per la fascia 5-6 anni e legate all’accesso alla prima classe della scuola primaria.
Particolare attenzione sarà data alle vaccinazioni contro il morbillo, alla luce di un aumento della circolazione del virus segnalato dall’Istituto Superiore di Sanità e dai bollettini epidemiologici nazionali.

“Tra i compiti della task force – spiega l’assessore Marcello Caruso – ci sono anche la gestione e  l’incentivazione della collaborazione tra ASP, pediatri di libera scelta, medici di medicina generale e università: soltanto con il contributo di tutti, infatti, possiamo migliorare le coperture vaccinali che dopo il Covid hanno fatto registrare una significativa flessione”.
“Un ruolo fondamentale, lo ricordiamo – conclude – è quello dei genitori a cui chiediamo la massima collaborazione: per questo porteremo avanti una campagna di promozione e comunicazione sui vaccini rivolta soprattutto a loro”.
Il gruppo di lavoro è presieduto dal dirigente generale del DASOE, Giacomo Scalzo, e composto dal direttore della Clinica pediatrica dell’Ospedale “Giovanni Di Cristina” Giovanni Corsello, dal direttore del Reparto Malattie infettive del Policlinico di Palermo, Antonio Cascio, dal professore ordinario di Igiene e Medicina preventiva presso l’Università di Palermo Walter Mazzucco, dal presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo Salvatore Amato, dalla pediatra esperta in vaccinazioni Milena Lo Giudice, dall’esperto in Epidemiologia e Igiene pubblica Salvatore Sammarco e, con funzioni di segreteria, da Vincenza Piazza del DASOE.

 

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Agrigento Pride, non soltanto il corteo: Flash mob, musica e raccolta fondi per la prima edizione https://www.reportsicilia.it/agrigento-pride-non-soltanto-il-corteo-flash-mob-musica-e-raccolta-fondi-per-la-prima-edizione/ https://www.reportsicilia.it/agrigento-pride-non-soltanto-il-corteo-flash-mob-musica-e-raccolta-fondi-per-la-prima-edizione/#respond Thu, 27 Aug 2026 14:07:30 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=39022 Dopo aver illustrato percorso, divieti e modifiche alla viabilità, ecco il programma della manifestazione di sabato 29 agosto. Raduno alle 18 in piazza Municipio, partenza…]]>

Dopo aver illustrato percorso, divieti e modifiche alla viabilità, ecco il programma della manifestazione di sabato 29 agosto. Raduno alle 18 in piazza Municipio, partenza alle 19 e conclusione a Villa Bonfiglio. Poi l’After Party al Garden Beach

AGRIGENTO – Questa mattina Report Sicilia ha illustrato il percorso dell’Agrigento Pride 2026 e tutte le modifiche alla viabilità stabilite dal Comune: divieti di sosta, chiusure al traffico, deviazioni e limitazioni che interesseranno il centro cittadino a partire dalle 14 di sabato 29 agosto.

Adesso, attraverso il comunicato diffuso dagli organizzatori, emergono ulteriori particolari sul programma e sul significato attribuito alla prima edizione dell’Agrigento Pride.

Il raduno è fissato alle 18 in piazza Municipio, mentre la partenza ufficiale della parata è prevista alle 19. Il corteo attraverserà il centro della città per raggiungere Villa Bonfiglio, dove la manifestazione si concluderà intorno alle 23 con i saluti finali.

I dettagli relativi al percorso e ai provvedimenti adottati dalla Polizia Locale sono già stati approfonditi da Report Sicilia nell’articolo pubblicato questa mattina.

Flash mob lungo il percorso

Durante il corteo sono previsti alcuni flash mob, presentati dagli organizzatori come momenti di partecipazione e condivisione destinati a coinvolgere non soltanto chi prenderà parte alla parata, ma anche la città attraversata dalla manifestazione.

L’intenzione dichiarata è quella di non realizzare una semplice sfilata, ma un’iniziativa civile, culturale, politica e artistica capace di portare nello spazio pubblico storie, identità, musica, arte e partecipazione.

La parata rappresenta il momento conclusivo della Pride Week, una settimana durante la quale si sono svolti incontri e iniziative dedicati ai diritti, all’inclusione, all’educazione alle differenze, al benessere e alla libertà di vivere pienamente la propria identità.

Dopo Villa Bonfiglio l’After Party al Garden Beach

La serata non terminerà con la conclusione del corteo a Villa Bonfiglio. Subito dopo, infatti, l’appuntamento si sposterà al Garden Beach per l’After Party dell’Agrigento Pride.

La scelta del locale assume, secondo i promotori, anche un valore simbolico. Da quattro anni il Garden Beach ospiterebbe serate e iniziative rivolte alla comunità LGBTQIA+, diventando un luogo di incontro, socialità e aggregazione.

L’After Party viene quindi indicato come la prosecuzione della giornata: dopo l’attraversamento degli spazi pubblici del centro cittadino, il Pride proseguirà in uno dei luoghi che, secondo gli organizzatori, ha accompagnato negli ultimi anni la comunità locale.

Chi promuove l’Agrigento Pride

La prima edizione è promossa da TTT – Tierra Techo Trabajo APS, l’associazione che il 25 agosto aveva presentato al Comune la richiesta necessaria alla regolamentazione della viabilità durante il corteo.

Il coordinamento organizzativo generale è affidato ad Andrea Di Pasquali. Della direzione artistica e culturale fanno parte Antonio Russello e Vittoria Faro.

Tra le realtà che hanno contribuito al progetto vengono indicate Yard 44, Scaro e LightHouse Sisters, insieme alle associazioni, ai professionisti e ai soggetti culturali e sociali che hanno aderito all’iniziativa.

L’Agrigento Pride 2026 si svolgerà con il patrocinio del Comune di Agrigento e dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana.

Una raccolta fondi per sostenere le spese

Gli organizzatori hanno inoltre promosso una raccolta fondi pubblica sulla piattaforma GoFundMe. Le donazioni, secondo quanto riportato nel comunicato, serviranno a contribuire alle spese legate alla sicurezza, alla logistica, all’accessibilità e agli altri servizi necessari alla realizzazione della manifestazione.

Un aspetto che si aggiunge agli elementi già emersi dall’ordinanza comunale, nella quale vengono richiamati l’occupazione del suolo pubblico, la gestione della circolazione e il piano di pulizia previsto per il giorno successivo lungo il viale della Vittoria.

«In provincia anche il diritto di restare»

Il messaggio scelto dai promotori per questa prima edizione non si limita alla rivendicazione dei diritti della comunità LGBTQIA+, ma coinvolge il rapporto tra libertà personale e appartenenza al territorio.

Organizzare un Pride in una città di provincia, sostengono, significa rivendicare anche il “diritto di restare”: poter vivere, amare, lavorare e costruire il proprio futuro nella propria terra senza essere costretti a scegliere tra appartenenza e libertà.

L’invito a partecipare viene rivolto a cittadini, famiglie, giovani, associazioni, artisti, commercianti e professionisti. Nelle intenzioni degli organizzatori, quella del 29 agosto non dovrà essere una parentesi isolata, ma l’inizio di un percorso culturale e sociale capace di proseguire nei prossimi mesi.

Dopo l’approfondimento di questa mattina sulle limitazioni al traffico, il quadro della manifestazione è dunque più completo: sabato Agrigento sarà chiamata non soltanto a gestire una complessa macchina organizzativa, ma anche a confrontarsi pubblicamente con i temi dei diritti, dell’inclusione e delle differenze.

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Maddalusa, Legambiente detta la linea alla giunta di cui è parte: «Acqua temporanea, poi via dalle case abusive» https://www.reportsicilia.it/maddalusa-legambiente-detta-la-linea-alla-giunta-di-cui-e-parte-acqua-temporanea-poi-via-dalle-case-abusive/ https://www.reportsicilia.it/maddalusa-legambiente-detta-la-linea-alla-giunta-di-cui-e-parte-acqua-temporanea-poi-via-dalle-case-abusive/#respond Thu, 27 Aug 2026 13:57:36 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=39020 Il Circolo Rabat, rappresentato nell’amministrazione Sodano dall’assessore Giuseppe Riccobene, propone alloggi alternativi per gli aventi diritto e la liberazione della Valle. Non una semplice posizione…]]>

Il Circolo Rabat, rappresentato nell’amministrazione Sodano dall’assessore Giuseppe Riccobene, propone alloggi alternativi per gli aventi diritto e la liberazione della Valle. Non una semplice posizione esterna, ma un indirizzo politico che arriva dall’interno della maggioranza

AGRIGENTO – Acqua soltanto in via temporanea, sistemazioni alternative per le famiglie che possiedono i requisiti previsti dalla legge e successiva liberazione della Valle dei Templi dagli immobili abusivi.

È questa la posizione che Legambiente Circolo Rabat APS porta nella seduta aperta del Consiglio comunale di Agrigento del 27 agosto, convocata per affrontare la crisi idrica di Maddalusa.

Ma c’è un aspetto politico che non può essere relegato in secondo piano: Legambiente non interviene nella vicenda come un soggetto completamente esterno all’amministrazione comunale. Il Circolo è infatti rappresentato nella giunta guidata dal sindaco Michele Sodano dall’assessore Giuseppe Riccobene, titolare, peraltro, delle deleghe all’Igiene e sanità pubblica, alle Politiche per l’ambiente e ai rapporti con i gestori dei servizi idrico e dei rifiuti.

Proprio quelle deleghe che incrociano direttamente la crisi di Maddalusa.

Il documento firmato dal presidente Daniele Gucciardo assume, dunque, un valore che va ben oltre la posizione di un’associazione ambientalista. È un indirizzo politico proveniente da una realtà che esprime un proprio rappresentante nell’esecutivo Sodano e che, attraverso Riccobene, partecipa alle scelte amministrative sulla gestione dell’acqua, dell’ambiente e dell’emergenza igienico-sanitaria.

«Liberare la Valle dagli immobili abusivi»

La posizione espressa da Legambiente è netta: la crisi idrica non può diventare l’occasione per modificare i confini del Parco o mettere in discussione il sistema di norme e vincoli che tutela la Valle dei Templi.

«La crisi idrica non si risolve mettendo in discussione un sistema organico di norme e vincoli – si legge nel documento –. Occorre, invece, liberare la Valle dagli immobili abusivi e, per le famiglie che ne hanno diritto, prevedere l’accesso agli alloggi popolari disponibili o da realizzare, oppure individuare immobili esistenti e non abitati da destinare all’edilizia residenziale pubblica».

La proposta è quindi composta da due passaggi: garantire una soluzione abitativa alle famiglie realmente bisognose e, subito dopo, procedere alla liberazione dell’area dagli immobili abusivi.

Acqua ai fragili, ma solo per il tempo necessario a lasciare le case

Legambiente riconosce la necessità di tutelare i soggetti fragili, i disabili, gli anziani e i minori, ma sostiene che la fornitura idrica d’emergenza non debba trasformarsi in uno strumento capace di cristallizzare la situazione esistente.

«La concessione dell’acqua – sostiene il Circolo Rabat – dovrebbe avere carattere temporaneo ed essere limitata al periodo strettamente necessario per lasciare l’abitazione abusiva».

Nel documento viene richiamata l’ordinanza con la quale il sindaco Michele Sodano ha disposto l’attivazione del Centro operativo comunale e l’approvvigionamento attraverso le autobotti per le famiglie con soggetti fragili.

Secondo Legambiente, tuttavia, il numero limitato di famiglie che si sarebbero rivolte al COC rappresenta un dato politico e amministrativo da valutare. L’associazione chiede quindi un censimento puntuale del fabbisogno idrico e abitativo, distinguendo le reali emergenze sociali dai possibili tentativi di utilizzare la questione dell’acqua per ottenere una legittimazione indiretta dell’abusivismo.

La presenza di un soggetto fragile all’interno di una famiglia, inoltre, non coinciderebbe automaticamente con una situazione di povertà tale da rendere indispensabile l’assegnazione di un alloggio popolare. Nei casi in cui il nucleo familiare disponga delle risorse necessarie, la fornitura temporanea dovrebbe consentire esclusivamente il trasferimento in un’altra abitazione.

Una posizione particolarmente rigida che, proprio perché proveniente da una componente rappresentata nella giunta comunale, impone adesso di comprendere se sia condivisa anche dal sindaco Sodano e dall’intero esecutivo.

Meno di cento famiglie da trasferire

Legambiente prova anche a quantificare il problema. Nel documento si afferma che le costruzioni abusive censite nella zona A sarebbero 329 e si richiamano le dichiarazioni del procuratore della Repubblica Giovanni Di Leo, secondo cui, con riferimento a Maddalusa, circa il 70 per cento degli immobili sarebbe costituito da seconde case.

Partendo da questi dati, le famiglie da sistemare – qualora possiedano i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica – sarebbero meno di cento.

Il Circolo Rabat mette questa cifra a confronto con le circa 5.800 abitazioni che ad Agrigento risulterebbero sottoutilizzate, pari a circa il 24 per cento del patrimonio abitativo cittadino.

La soluzione proposta consiste nell’utilizzare gli alloggi popolari già disponibili, realizzarne di nuovi oppure acquisire o destinare all’edilizia residenziale pubblica una parte degli immobili privati non abitati.

Legambiente ipotizza anche il ricorso alle misure regionali e agli strumenti finanziari gestiti attraverso IRFIS-FinSicilia, compresi contributi straordinari, agevolazioni sui mutui per la prima casa o interventi per il rimborso degli interessi bancari.

L’associazione riconosce, tuttavia, che si tratterebbe comunque di un’operazione finanziata dalla collettività e invita a non dimenticare i cittadini che, pur non possedendo una casa, hanno rispettato la legge e non hanno costruito all’interno di un territorio sottoposto a vincoli.

Nessun nuovo studio per modificare il Parco

Una parte consistente del documento ricostruisce la storia dei vincoli posti a tutela della Valle dei Templi: dal vincolo paesaggistico del 1957 alla legge nazionale del 1966, dal decreto Gui-Mancini del 1968 alla legge regionale Misasi-Lauricella del 1971, fino all’istituzione del Parco archeologico e paesaggistico.

Legambiente respinge apertamente l’ipotesi di affidare un nuovo studio per modificare la perimetrazione del Parco. Secondo l’associazione, la validità scientifica degli attuali confini sarebbe già stata confermata dal Piano del Parco adottato nel 2008 da un gruppo di progettazione composto anche da autorevoli studiosi.

La suddivisione dell’area in tre zone non avrebbe creato porzioni edificabili, ma soltanto differenti modalità di tutela, fruizione pubblica e recupero degli edifici già legittimamente esistenti.

I numeri dell’abusivismo

Nel documento vengono riportati anche i dati relativi alle costruzioni sorte nell’area tutelata. Fino al 1993 sarebbero state presentate 329 denunce per fabbricati residenziali, 195 per immobili non residenziali, 81 per manufatti di destinazione incerta e 68 per ampliamenti di edifici esistenti.

Legambiente ricorda che molte demolizioni sono state eseguite soltanto dopo decenni, quando gli immobili erano già stati completati e abitati. Una situazione che avrebbe trasformato una questione urbanistica e giudiziaria in un problema sociale e di ordine pubblico.

Il Circolo Rabat richiama anche le responsabilità politiche e amministrative del passato e le condanne definitive che, nel 2004, avrebbero riguardato amministratori ed ex sindaci accusati di avere omesso la vigilanza, ostacolato i controlli e non proceduto alle demolizioni.

Legambiente difende Sodano e attacca il centrodestra

Il documento assume infine un contenuto apertamente politico. Legambiente definisce Michele Sodano «espressione di una nuova generazione di cittadini e amministratori» e sostiene che il sindaco sia stato legittimato da «una vittoria elettorale senza precedenti».

Il Circolo Rabat accusa il centrodestra presente in Consiglio comunale di tentare di trasferire sul sindaco la responsabilità di una vicenda che si trascina da circa sessant’anni.

Allo stesso tempo chiama in causa la deputazione regionale progressista, invitandola a esprimere, insieme a Sodano, «una posizione chiara e netta sull’abusivismo edilizio nell’area».

La conclusione è un appello politico al Consiglio comunale: «Chiediamo al Consiglio comunale di sostenere Michele Sodano, affinché possa guidare la chiusura di una vicenda aperta da sessant’anni».

Ed è proprio qui che emerge con maggiore evidenza la natura politica dell’intervento. Legambiente sostiene il sindaco, invita il Consiglio comunale a fare altrettanto e indica una soluzione precisa: acqua temporanea, trasferimento delle famiglie aventi diritto e demolizione degli immobili abusivi.

Non è soltanto la voce di un’associazione. È la posizione di una realtà che siede politicamente nella giunta Sodano attraverso l’assessore Riccobene, al quale sono state affidate proprio le deleghe che riguardano l’acqua, l’ambiente e la sanità pubblica.

Adesso, quindi, la domanda è inevitabile: la linea espressa da Legambiente è anche la linea ufficiale dell’amministrazione Sodano?

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Scuola Pirandello, la Regione conferma la non agibilità: Report Sicilia aveva lanciato l’allarme già nel luglio 2025 https://www.reportsicilia.it/scuola-pirandello-la-regione-conferma-la-non-agibilita-report-sicilia-aveva-lanciato-lallarme-gia-nel-luglio-2025/ https://www.reportsicilia.it/scuola-pirandello-la-regione-conferma-la-non-agibilita-report-sicilia-aveva-lanciato-lallarme-gia-nel-luglio-2025/#respond Thu, 27 Aug 2026 13:30:35 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=39016 Prima l’atto sulle «criticità statiche», poi la protesta dei genitori e le contraddizioni tra determina e comunicati. Adesso, a poche settimane dall’inizio delle lezioni, il…]]>

Prima l’atto sulle «criticità statiche», poi la protesta dei genitori e le contraddizioni tra determina e comunicati. Adesso, a poche settimane dall’inizio delle lezioni, il Comune cerca ancora le aule. E l’edificio sarebbe stato utilizzato persino come seggio elettorale

AGRIGENTO – Adesso arriva la conferma che rende ancora più inquietante tutto ciò che Report Sicilia aveva scritto e documentato già nel febbraio scorso.

La Regione Siciliana avrebbe escluso l’agibilità dell’edificio di via Acrone che ospita la scuola media “Luigi Pirandello”. Il giudizio, secondo quanto riferito dall’attuale assessore comunale all’Edilizia scolastica Eleonora Sciortino, sarebbe contenuto in una relazione arrivata nell’aprile 2026 e successivamente confermata dagli uffici regionali, nonostante le contestazioni avanzate dalla precedente amministrazione.

Oggi, a poche settimane dall’apertura del nuovo anno scolastico, il Comune di Agrigento non avrebbe ancora individuato una sistemazione definitiva per gli studenti e starebbe effettuando una ricognizione delle aule disponibili negli altri istituti cittadini.

Una corsa contro il tempo che, però, non nasce all’improvviso.

Report Sicilia aveva sollevato per primo il problema, aveva pubblicato l’atto ufficiale, aveva raccolto la preoccupazione delle famiglie e aveva evidenziato le contraddizioni tra quanto scritto nelle determine e quanto sostenuto nei comunicati politici.

Adesso non resta che chiedere: perché non si è intervenuti quando il problema era già emerso chiaramente?

Il primo allarme già nel luglio 2025

La vicenda era stata affrontata dal nostro giornale già il 31 luglio 2025, con l’articolo dal titolo “Agrigento, emergenza scuole: Liceo Politi e media Pirandello verso il trasferimento”.

Report Sicilia evidenziava una contraddizione evidente: il Liceo “Raffaello Politi” veniva progressivamente trasferito a causa delle criticità strutturali riscontrate nell’edificio di via Acrone, mentre la scuola media Pirandello continuava a rimanere nello stesso complesso.

Due scuole nello stesso edificio, ma dipendenti da enti differenti per quanto riguarda l’edilizia scolastica: il Politi dal Libero Consorzio comunale e la Pirandello dal Comune di Agrigento.

Il problema, dunque, era noto da tempo. Eppure la situazione della scuola media non venne definita prima dell’inizio dell’anno scolastico 2025-2026.

Il 10 febbraio Report Sicilia pubblica l’atto choc

Il 10 febbraio 2026 Report Sicilia pubblicò l’articolo dal titolo:

“Scuola Pirandello, atto ufficiale choc: ‘criticità statiche’. E gli studenti sono ancora lì dentro”

Non si trattava di indiscrezioni, segnalazioni anonime o semplici preoccupazioni. Il nostro giornale aveva trovato e pubblicato una determinazione ufficiale del Comune di Agrigento.

Nella determinazione dirigenziale numero 256 del 6 febbraio 2026 si leggeva testualmente:

«A seguito di una verifica tecnica della stabilità del fabbricato sito in via Acrone, sede della Scuola Secondaria di Primo Grado “Pirandello”, sono emerse criticità statiche tali da imporre nell’immediato la ricerca di locali ad uso scuola».

Erano parole inequivocabili:

  • verifica tecnica della stabilità;
  • criticità statiche;
  • necessità immediata di trovare altri locali.

Non le aveva scritte Report Sicilia. Le aveva messe nero su bianco il Comune di Agrigento in un atto amministrativo firmato.

Per questo ponemmo domande semplici e precise: perché gli studenti continuavano a frequentare quell’edificio? Chi aveva autorizzato la prosecuzione delle attività didattiche? Esisteva una relazione tecnica che, nonostante le criticità statiche, certificasse la sicurezza della struttura? Chi si assumeva formalmente la responsabilità di lasciare i ragazzi all’interno?

Domande alle quali, ancora oggi, bisogna dare risposte documentate.

Dopo il nostro articolo la protesta dei genitori

Il giorno successivo, 11 febbraio 2026, Report Sicilia tornò sulla vicenda raccontando la reazione delle famiglie.

Il titolo era altrettanto chiaro:

“Dopo l’articolo di Report Sicilia scatta la rivolta dei genitori: ‘Non manderemo più i nostri figli alla Pirandello’”

Dopo avere appreso dell’esistenza dell’atto comunale, alcuni genitori manifestarono la volontà di non mandare più i figli a scuola fino all’individuazione di una soluzione sicura.

Una madre dichiarò:

«Non manderemo più i nostri figli a scuola fino a quando non sarà trovata una soluzione».

Le famiglie sostenevano che il problema fosse conosciuto già dall’estate precedente e lamentavano l’assenza di una sede alternativa e di documenti tecnici pubblici capaci di garantire l’assenza di pericoli.

La protesta non nacque da una ricostruzione allarmistica. Nacque dalla lettura di un atto ufficiale nel quale lo stesso Comune parlava di criticità statiche e di ricerca immediata di altri locali.

La contraddizione tra determina e comunicato

Il 12 febbraio 2026, dopo la riunione convocata a Palazzo di Città, Report Sicilia pubblicò un terzo approfondimento:

“Scuola Pirandello, tra determine e comunicati: chi dice la verità?”

La domanda nasceva dalla distanza evidente tra due versioni provenienti dallo stesso Comune.

Nella determina del 6 febbraio si parlava di:

«criticità statiche tali da imporre nell’immediato la ricerca di locali ad uso scuola».

Nel comunicato diffuso dopo il vertice, invece, si affermava che:

«la sede in questione non presenta problematiche tali da far ritenere necessaria una immediata soluzione alternativa».

Da una parte, dunque, un atto amministrativo firmato digitalmente parlava di criticità statiche e urgenza. Dall’altra, una comunicazione politica sosteneva che non fosse necessario trasferire immediatamente gli studenti.

Report Sicilia chiese allora quale fosse la versione ufficiale dell’ente e quale documento tecnico consentisse la prosecuzione delle lezioni.

Non mettevamo in discussione le competenze dei tecnici e non pretendevamo di sostituirci agli organi preposti. Chiedevamo soltanto una cosa: chiarezza.

Perché sulla sicurezza di una scuola non possono esistere due verità.

Ad aprile la Regione avrebbe escluso l’agibilità

Adesso emerge un passaggio decisivo.

Secondo quanto dichiarato dall’assessore Eleonora Sciortino, nell’aprile 2026 sarebbe arrivata una relazione della Regione Siciliana con la quale veniva esclusa l’agibilità dell’edificio.

La precedente amministrazione Miccichè avrebbe contestato le conclusioni del documento, chiedendo chiarimenti agli uffici regionali. Ma successivamente sarebbe giunta la conferma del giudizio già espresso.

Se questa ricostruzione sarà confermata dagli atti, occorrerà chiarire:

  • in quale data la relazione è stata trasmessa al Comune;
  • quale ufficio comunale l’ha ricevuta;
  • quali amministratori ne siano stati informati;
  • quali siano le precise motivazioni tecniche della non agibilità;
  • con quale atto la precedente amministrazione abbia contestato la relazione;
  • quando sia arrivata la conferma regionale;
  • quali provvedimenti siano stati adottati dopo quella conferma.

Soprattutto, bisognerà spiegare perché, davanti a un giudizio regionale di non agibilità, non sia stata individuata per tempo una sede alternativa.

L’edificio utilizzato come seggio elettorale

C’è poi un altro elemento che non può essere ignorato.

Dopo l’arrivo della relazione regionale, l’edificio di via Acrone sarebbe stato utilizzato anche come seggio elettorale per le consultazioni amministrative.

Se la Regione aveva già escluso l’agibilità della struttura, sulla base di quale certificazione è stato autorizzato l’accesso ai locali?

Chi ha valutato la sicurezza dell’edificio prima di consentire l’ingresso di presidenti di seggio, scrutatori, rappresentanti di lista, forze dell’ordine ed elettori?

Esiste un documento tecnico successivo alla relazione regionale che dichiarava quei locali utilizzabili? Oppure l’edificio è stato aperto nonostante il giudizio di non agibilità?

Sono domande che richiedono risposte immediate e documentali.

La soluzione di via Bac Bac non si è concretizzata

Già nel febbraio scorso il Comune aveva indicato una possibile alternativa: recuperare i locali comunali di via Bac Bac, ex scuola Matteotti, concessi al Centro Servizi Educativi e utilizzati dall’Accademia di Belle Arti “Michelangelo”.

La determina numero 256 disponeva l’avvio della procedura di risoluzione del contratto per morosità e dichiarava l’interesse pubblico del Comune a recuperare urgentemente l’immobile per destinarlo alla Pirandello.

Report Sicilia segnalò subito anche le possibili difficoltà logistiche della soluzione: assenza di parcheggi adeguati, viabilità complessa, traffico nel centro storico e centinaia di studenti, docenti e genitori da concentrare quotidianamente nella zona.

Ma, al di là di quelle criticità, a distanza di oltre sei mesi quella soluzione non risulta essere diventata operativa.

Adesso il Comune cerca aule negli altri istituti

La nuova amministrazione guidata dal sindaco Michele Sodano sostiene di avere trovato sul tavolo una serie di emergenze, tra le quali il dossier Pirandello.

Gli assessori Eleonora Sciortino ed Elisa Torregrossa hanno avviato un confronto con l’Ufficio scolastico e stanno verificando la disponibilità di aule negli altri istituti cittadini.

Al momento, però, non sarebbe stata individuata una soluzione definitiva.

Questo significa che famiglie, studenti, docenti e personale scolastico, a poche settimane dall’inizio delle lezioni, non sanno ancora dove comincerà il nuovo anno.

La nuova amministrazione non ha prodotto il problema, ma oggi ha il dovere di risolverlo rapidamente e, soprattutto, di rendere pubblica tutta la documentazione ricevuta.

Report Sicilia aveva raccontato tutto

La cronologia non lascia spazio a equivoci.

Il 31 luglio 2025 Report Sicilia aveva segnalato che, dopo il trasferimento del Politi, anche la permanenza della Pirandello nello stesso complesso risultava compromessa.

Il 10 febbraio 2026 aveva pubblicato l’atto ufficiale sulle «criticità statiche».

L’11 febbraio aveva raccolto la protesta dei genitori, preoccupati per la sicurezza dei propri figli.

Il 12 febbraio aveva denunciato la contraddizione tra la determina che imponeva la ricerca immediata di altri locali e il comunicato che escludeva la necessità di una soluzione alternativa urgente.

Ad aprile, secondo quanto dichiarato oggi, la Regione avrebbe escluso l’agibilità della struttura e avrebbe successivamente confermato quel giudizio.

Oggi tutti parlano della scuola Pirandello. Ma Report Sicilia aveva affrontato la problematica per primo, quando porre domande significava anche esporsi alle accuse di allarmismo.

Adesso quelle domande tornano con ancora maggiore forza.

Se la non agibilità era stata comunicata ad aprile, perché si arriva alla fine di agosto senza una sede alternativa? Chi ha deciso di utilizzare ugualmente l’edificio come seggio elettorale? Dove inizieranno le lezioni gli studenti? E, soprattutto, chi conosceva la situazione, da quanto tempo e quali atti ha adottato?

Non servono nuove rassicurazioni. Servono la relazione regionale, le certificazioni tecniche, le date, i protocolli e gli atti amministrativi.

Perché sulla sicurezza dei ragazzi non può esserci spazio per comunicati contraddittori, ritardi o verità raccontate soltanto quando l’emergenza non può più essere nascosta.

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Cosa resta dal disastro nel centro storico, tra degrado e oltraggio alla memoria https://www.reportsicilia.it/inferno-nel-centro-storico-incendio-e-crollo-in-un-palazzo-disabitato-da-anni/ https://www.reportsicilia.it/inferno-nel-centro-storico-incendio-e-crollo-in-un-palazzo-disabitato-da-anni/#respond Thu, 27 Aug 2026 11:51:24 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=39011 Ci vogliono questi disastri in certi contesti per ricordare a tutti – amministratori e cittadini – la decadenza del nostro tempo. Ieri notte qualche mentecatto…]]>

Ci vogliono questi disastri in certi contesti per ricordare a tutti – amministratori e cittadini – la decadenza del nostro tempo. Ieri notte qualche mentecatto ha dato fuoco all’immondizia ammassata da decenni dentro uno dei “palazzi” abbandonati da altrettanti decenni alle spalle del Municipio, a due passi dal cosiddetto “parcheggio” pluripiano – dato alle fiamme settimane fa – dai soliti ignoti. Teatro di questo scempio è la zona della via Quattro Canti, pienissimo centro storico empedoclino, dove le discariche non si contano, dove i ruderi di palazzi abbandonati svettano nella totale indifferenza dei proprietari. Tutta gente morta o emigrata, difficile da rintracciare dal Comune che il suo in questo senso lo fa. Ma in attesa che qualche proprietario non defunto venga prima rintracciato e poi convinto a ristrutturare o demolire il proprio fabbricato, il degrado e i vandali spadroneggiano.

La cronaca già nota ai più, racconta di scene infernali, con i vigili del fuoco che hanno dovuto faticare parecchio prima di spegnere il rogo, propagatosi su tutti i piani dello “stabile”. Fiamme che hanno causato il crollo dei tetti in legno della palazzina, diventato uno spettrale monumento al degrado, annerito dalle fiamme e puzzolente per le sostanze tossiche sprigionate durante l’incendio. Cosa resta? Resta questa ennesima bomba ecologica nel centro del paese, immortalata dal mondo dei social come un cadavere sulla strada, specie da quegli empedoclini che non si rassegnano a questo scempio senza fine della storia cittadina. Al comune adesso toccherà mettere mani al portafogli e mettere in sicurezza ciò che resta del fabbricato, in attesa di rivalersi – chissà se e quando – con i proprietari, al netto di eventuali sedute spiritiche da effettuare con gente defunta. Sulla vergognosa condizione dell’area attigua alla scena del rogo, dedicheremo un altro spazio adeguato a breve. 

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Agrigento Pride, ecco chi è la T.T.T.: Dall’esperienza dello Scaro ai rapporti con l’amministrazione Sodano https://www.reportsicilia.it/agrigento-pride-ecco-chi-e-la-t-t-t-dallesperienza-dello-scaro-ai-rapporti-con-lamministrazione-sodano/ https://www.reportsicilia.it/agrigento-pride-ecco-chi-e-la-t-t-t-dallesperienza-dello-scaro-ai-rapporti-con-lamministrazione-sodano/#respond Thu, 27 Aug 2026 08:47:31 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=39007 L’associazione rappresentata legalmente da Gaetano Di Ballo organizza il corteo del 29 agosto. Nata nel 2019, opera nella progettazione sociale, nell’integrazione e nella rigenerazione urbana.…]]>

L’associazione rappresentata legalmente da Gaetano Di Ballo organizza il corteo del 29 agosto. Nata nel 2019, opera nella progettazione sociale, nell’integrazione e nella rigenerazione urbana. Lo Scaro Café è uno dei suoi progetti più riconoscibili e uno dei luoghi nei quali ha mosso i primi passi il percorso politico dell’attuale sindaco

AGRIGENTO – Sarà l’associazione T.T.T. – Tierra, Techo, Trabajo a organizzare formalmente l’“Agrigento Pride 2026”, in programma sabato 29 agosto.

La conferma arriva dall’ordinanza dirigenziale numero 249 del 26 agosto 2026Ordinanza+Dirigenziale+2026-249, firmata dal responsabile del settore Polizia locale Giovanni Mantione, con la quale il Comune di Agrigento disciplina la circolazione e la sosta lungo il percorso della manifestazione.

Nel provvedimento si legge che la richiesta è stata presentata, con nota protocollo numero 61250 del 25 agosto, dal direttore generale e legale rappresentante della T.T.T.

Il legale rappresentante dell’associazione è Gaetano Di Ballo.

Sarà quindi la realtà rappresentata da Di Ballo a promuovere il corteo che partirà da piazza Pirandello e attraverserà via Atenea, piazzale Aldo Moro, piazza Marconi e viale della Vittoria, per concludersi a villa Bonfiglio.

Ma chi è la T.T.T.? Quali attività svolge? Quali sono i suoi rapporti con lo Scaro Café e con l’area politica che oggi sostiene il sindaco Michele Sodano?

E, soprattutto, dopo quanto accaduto con il Summer Village di San Leone, chi sosterrà i costi dei servizi comunali necessari allo svolgimento del Pride?

Un’associazione nata nel 2019

Tierra, Techo, Trabajo è un’associazione di promozione sociale nata ad Agrigento nel febbraio del 2019 per iniziativa di un gruppo di giovani laureati e laureandi che avevano deciso di tornare a vivere e operare nella propria città.

Il nome richiama tre concetti: terra, casa e lavoro.

Fin dalla propria costituzione, la T.T.T. si è presentata come una realtà impegnata nella progettazione e nell’imprenditoria sociale, nella ricerca di finanziamenti, nella partecipazione civica, nell’integrazione e nella rigenerazione urbana.

A raccontarne pubblicamente la nascita e le finalità era stato Francesco Gangarossa, descrivendo un’associazione costituita da giovani intenzionati a creare opportunità lavorative attraverso progetti capaci di produrre ricadute sociali sul territorio.

La progettazione rappresenta uno dei principali strumenti operativi dell’associazione: individuare i bandi, elaborare le proposte, reperire i finanziamenti e accompagnare la realizzazione delle attività.

La T.T.T. ha inizialmente concentrato buona parte del proprio lavoro a Villaseta, dove ha promosso attività sociali, educative e culturali, contribuendo anche alla creazione e al potenziamento di una biblioteca sociale.

Le convenzioni con il Tribunale di Agrigento

La T.T.T. risulta convenzionata con il Tribunale ordinario di Agrigento per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità e per l’inserimento di persone ammesse alla messa alla prova.

Nei documenti pubblicati dal ministero della Giustizia, Gaetano Di Ballo viene indicato nella qualità di legale rappresentante dell’associazione.

Le attività previste riguardano, tra l’altro, la tutela dell’arredo urbano, la pulizia di vie, piazze, spiagge, corsi d’acqua e altri luoghi destinati alla fruizione pubblica, la manutenzione di immobili e lo svolgimento di servizi connessi alle competenze professionali dei soggetti coinvolti.

Una delle convenzioni richiamava anche la collaborazione per il recupero e la manutenzione dei locali della biblioteca sociale di Villaseta e per altri interventi di riqualificazione del territorio riconducibili alle attività della T.T.T.

L’associazione si presenta, quindi, come una realtà strutturata che opera da anni insieme a istituzioni pubbliche, enti e soggetti del terzo settore.

Dalla biblioteca di Villaseta allo Scaro Café

Uno dei passaggi più importanti nella storia della T.T.T. è rappresentato dall’arrivo in piazza Ravanusella.

Dopo le attività sviluppate a Villaseta, i giovani dell’associazione hanno deciso di investire nella riqualificazione sociale di una delle zone più difficili e per lungo tempo abbandonate del centro storico di Agrigento.

Da questo percorso sono nati Scaro Café, Scaro Community e il progetto di Scaro Market.

Il nome “Scaro” richiama la storia di piazza Ravanusella, un tempo sede di un frequentato mercato ortofrutticolo e luogo centrale della vita commerciale agrigentina.

Una ricostruzione pubblicata nell’ottobre 2023 attribuisce espressamente alla T.T.T. l’apertura dello Scaro Café e la nascita di Scaro Community.

Anche il logo con il pomodoro sorridente e le denominazioni “Scaro Café”, “Scaro Community” e “Scaro Market” viene ricondotto al progetto sviluppato dall’associazione per restituire vita alla piazza.

Lo Scaro, quindi, non è soltanto una realtà “vicina” alla T.T.T. o un locale con il quale l’associazione collabora occasionalmente.

È uno dei progetti più riconoscibili nati dall’esperienza di Tierra, Techo, Trabajo.

Lo Scaro come “social café”

Lo Scaro è stato presentato come un “social café”: un’attività destinata non soltanto alla somministrazione di alimenti e bevande, ma anche alla creazione di relazioni, alla promozione di iniziative culturali e alla costruzione di una comunità attorno alla piazza.

Una ricerca universitaria condotta nell’ambito di un tirocinio presso la T.T.T. ha studiato proprio lo Scaro come spazio sociale e luogo di incontro tra residenti, giovani, studenti Erasmus, migranti e visitatori.

Nella ricerca, Scaro viene descritto come un progetto sociale della T.T.T. finalizzato a contribuire alla rigenerazione urbana del quartiere e a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.

Nel tempo piazza Ravanusella ha ospitato laboratori, presentazioni, dibattiti, iniziative musicali, attività per bambini, progetti di integrazione ed eventi dedicati alla multiculturalità.

Nel 2024 la T.T.T. organizzò proprio in piazza Ravanusella, insieme allo Scaro Café e a Sbem!, l’iniziativa “Piazze senza confini”, patrocinata dal Comune di Agrigento.

Il programma comprendeva la pulizia del quartiere, giochi popolari, spettacoli per bambini, una cena internazionale e un confronto dedicato alla multiculturalità e alla rigenerazione urbana.

Lo Scaro e il percorso politico di Michele Sodano

Lo Scaro Café non è stato soltanto un luogo di aggregazione sociale e culturale. Nel tempo è diventato anche uno spazio di confronto e iniziativa politica.

Il 23 marzo 2025 il locale di piazza Ravanusella ospitò la presentazione agrigentina di Controcorrente, il movimento fondato dal deputato regionale Ismaele La Vardera.

All’iniziativa partecipò Michele Sodano, allora ex parlamentare del Movimento 5 Stelle, indicato come il riferimento agrigentino del movimento e come protagonista del progetto politico destinato ad affrontare le successive elezioni comunali.

Lo Scaro è stato quindi uno dei luoghi nei quali ha mosso i primi passi pubblici il percorso politico che avrebbe successivamente portato Sodano alla candidatura e all’elezione a sindaco.

Secondo le informazioni raccolte da Report Sicilia, i locali nei quali viene svolta l’attività dello Scaro Café sono di proprietà dello stesso Michele Sodano.

Questo dato contribuisce a ricostruire il rapporto tra il luogo, l’associazione che vi ha sviluppato uno dei propri principali progetti sociali e l’attuale primo cittadino.

Non si sostiene l’esistenza di alcuna irregolarità. Si ricostruisce semplicemente la storia della realtà associativa che oggi organizza il Pride: la T.T.T. ha dato vita all’esperienza dello Scaro e lo Scaro ha successivamente ospitato iniziative sociali, culturali e politiche legate anche al percorso dell’attuale sindaco.

Irene Fucà, dallo Scaro al Consiglio comunale

Tra le figure legate all’esperienza dello Scaro compare anche Irene Fucà, candidata alle elezioni comunali del 2026 nella coalizione che sosteneva Michele Sodano.

Fucà non è risultata inizialmente eletta in Consiglio comunale, ma è successivamente entrata nell’aula Sollano attraverso il meccanismo della surroga.

Il suo ingresso è stato reso possibile dalla rinuncia alla carica di consigliere delle candidate che la precedevano nella graduatoria. Queste ultime, dopo essere state nominate assessore da Michele Sodano e avere prestato giuramento come componenti della Giunta, hanno optato per l’incarico assessoriale, determinando il subentro della prima tra i non eletti rimasta utile.

Fucà è così entrata in Consiglio comunale come rappresentante della coalizione che sostiene il sindaco.

Anche questo passaggio dimostra come l’esperienza dello Scaro non sia rimasta confinata all’ambito culturale e associativo, ma abbia incrociato direttamente il percorso politico e istituzionale dell’attuale amministrazione.

Il partenariato approvato dalla Giunta Sodano

Dopo l’elezione di Michele Sodano, i rapporti istituzionali tra il Comune e la T.T.T. hanno trovato un ulteriore momento nel progetto “Youth Hub Agrigento”.

L’8 luglio 2026 la Giunta comunale ha approvato l’adesione del Comune di Agrigento, nella qualità di partner istituzionale, al progetto avente come capofila proprio Tierra, Techo, Trabajo.

L’iniziativa punta a ottenere un finanziamento regionale compreso tra 50 mila e 70 mila euro nell’ambito del Fondo per le politiche giovanili.

Per il Comune non sarebbero previsti oneri finanziari diretti. L’amministrazione si è però impegnata a partecipare alla governance del progetto, a sostenere la ricostituzione della Consulta giovanile e a valutare la disponibilità di spazi pubblici da destinare alle attività.

La T.T.T. si conferma, quindi, una delle realtà associative più attive nella progettazione sociale e giovanile e uno degli interlocutori scelti dalla nuova amministrazione comunale.

Il Pride patrocinato dal Comune

Adesso l’associazione rappresentata da Gaetano Di Ballo figura negli atti ufficiali come organizzatrice dell’Agrigento Pride 2026.

La manifestazione ha ottenuto il patrocinio del Comune di Agrigento e coinvolgerà direttamente diversi settori dell’amministrazione.

L’ordinanza numero 249 disciplina una lunga serie di chiusure, divieti di sosta, modifiche alla circolazione e sospensioni delle aree di parcheggio a pagamento.

Il documento incarica gli agenti della Forza pubblica di fare rispettare le disposizioni e prevede l’impiego della Polizia locale lungo il percorso.

Nella stessa ordinanza viene richiamata anche una nota del settore Ecologia del 25 agosto, con la quale è stato predisposto un calendario di interventi per la pulizia successiva alla manifestazione, in particolare lungo viale della Vittoria nella giornata del 30 agosto.

Il provvedimento precisa che l’ordinanza sulla viabilità non produce riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’Ente.

Ma questa formula riguarda l’adozione dell’atto e non consente di conoscere se i singoli servizi necessari alla manifestazione comporteranno successivamente costi per il Comune.

Ed è qui che torna alla memoria quanto accaduto poche settimane fa a San Leone.

Il precedente del Summer Village: prima “costo zero”, poi la determina

In occasione del Summer Village 2026, organizzato sul lungomare Falcone e Borsellino di San Leone dal 31 luglio al 3 agosto, il sindaco Michele Sodano aveva assicurato che la manifestazione sarebbe stata a costo zero per il Comune.

Successivamente, però, dagli atti amministrativi è emerso che il Comune aveva assegnato risorse per garantire alcuni servizi connessi allo svolgimento dell’evento.

Con una nota del 30 luglio, il Segretario generale aveva assegnato al settore Polizia locale la somma di 935 euro, esclusi oneri e Irap, per il lavoro straordinario del personale impegnato durante il Summer Village.

La determinazione dirigenziale numero 2480, con la quale la spesa è stata formalmente impegnata, è stata adottata il 13 agosto, dieci giorni dopo la conclusione della manifestazione.

Dunque, nonostante l’annuncio iniziale del “costo zero”, almeno un costo a carico dell’Ente è successivamente emerso dagli atti: 935 euro, oltre oneri e Irap, per lo straordinario della Polizia locale.

Una cifra che, presa isolatamente, non è certamente enorme. Il punto, però, è un altro.

Quando un’amministrazione dichiara che una manifestazione non avrà costi per il Comune, i cittadini si aspettano che nessuna spesa venga successivamente posta a carico del bilancio pubblico, neppure attraverso determine riguardanti servizi collegati all’evento.

L’esperienza del Summer Village suggerisce, quindi, di non limitarsi agli annunci o alla formula contenuta nell’ordinanza.

Chi pagherà i servizi per l’Agrigento Pride?

Nel caso dell’Agrigento Pride sappiamo già, attraverso l’ordinanza, che saranno necessari provvedimenti sulla viabilità, la presenza della Polizia locale e un piano di pulizia successiva all’evento.

Non sappiamo, invece, se il personale comunale sarà impiegato durante il normale orario di servizio oppure attraverso prestazioni straordinarie.

Non sappiamo se la pulizia del viale della Vittoria e delle altre zone interessate rientrerà nel servizio ordinario oppure comporterà interventi aggiuntivi e relativi costi.

Non sappiamo se saranno utilizzate transenne, mezzi, attrezzature, servizi tecnici o altre risorse di proprietà del Comune.

Non sappiamo, infine, se gli eventuali costi saranno sostenuti dall’associazione organizzatrice oppure resteranno a carico dell’Ente e quindi dei cittadini.

La domanda, alla luce del precedente di San Leone, è semplice: le spese e i servizi necessari all’organizzazione e allo svolgimento dell’Agrigento Pride saranno interamente a carico della T.T.T. oppure una parte sarà sostenuta, direttamente o indirettamente, dal Comune di Agrigento?

Non è una contestazione alla manifestazione e non è una valutazione sul Pride.

È una richiesta preventiva di trasparenza, resa ancora più opportuna da quanto accaduto con il Summer Village.

In quel caso si parlò inizialmente di un evento a costo zero. Successivamente comparve una determina per lo straordinario della Polizia locale.

Per l’Agrigento Pride sarebbe quindi utile conoscere fin dall’inizio chi pagherà il personale eventualmente impiegato oltre l’orario ordinario, la pulizia successiva, le attrezzature e tutti gli altri servizi messi a disposizione.

La T.T.T. è un’associazione di promozione sociale nata nel 2019, ha creato l’esperienza dello Scaro, opera nella progettazione e nella rigenerazione urbana e ha costruito negli anni rapporti con numerose istituzioni.

Oggi organizza una manifestazione patrocinata dal Comune e destinata a coinvolgere una parte importante della macchina amministrativa.

Proprio per questo, prima del corteo, basterebbe una risposta chiara: chi paga?

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Porto Empedocle, maxi incendio in una palazzina disabitata: Crolla il tetto https://www.reportsicilia.it/porto-empedocle-maxi-incendio-in-una-palazzina-disabitata-crolla-il-tetto/ https://www.reportsicilia.it/porto-empedocle-maxi-incendio-in-una-palazzina-disabitata-crolla-il-tetto/#respond Thu, 27 Aug 2026 08:12:58 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=39004 Le fiamme sono divampate alle spalle di via Ficarra, nei pressi del parcheggio pluripiano. I Vigili del fuoco hanno lavorato per diverse ore. Nessuna persona…]]>

Le fiamme sono divampate alle spalle di via Ficarra, nei pressi del parcheggio pluripiano. I Vigili del fuoco hanno lavorato per diverse ore. Nessuna persona è rimasta coinvolta, ancora da accertare le cause del rogo

PORTO EMPEDOCLE – Un violento incendio è divampato nella serata di ieri all’interno di una palazzina disabitata situata alle spalle di via Ficarra, a poca distanza dal parcheggio pluripiano di Porto Empedocle.

Le fiamme hanno rapidamente avvolto l’immobile, già in condizioni fatiscenti, provocando ingenti danni alla struttura e il crollo del tetto. Una situazione particolarmente delicata che ha richiesto un lungo intervento da parte dei Vigili del fuoco.

Dopo la segnalazione, sul posto sono arrivate diverse squadre che hanno lavorato per circoscrivere il rogo, spegnere gli ultimi focolai e mettere in sicurezza l’intera zona. Le operazioni si sono concluse soltanto poco dopo le quattro del mattino.

Presenti anche i carabinieri e, a scopo precauzionale, il personale sanitario del 118. Fortunatamente non si registrano feriti né persone coinvolte: al momento dell’incendio, infatti, la palazzina risultava disabitata.

Resta ancora da chiarire che cosa abbia innescato le fiamme. La natura dell’incendio è in corso di accertamento e saranno gli approfondimenti eseguiti nelle prossime ore a stabilire se il rogo abbia avuto origine accidentale oppure se vi siano altre ipotesi da prendere in considerazione.

L’episodio riporta intanto l’attenzione sulle condizioni degli immobili abbandonati e fatiscenti presenti nel tessuto urbano. Strutture che, in assenza di controlli, manutenzione e adeguate misure di sicurezza, possono trasformarsi in un pericolo non soltanto per chi vi accede abusivamente, ma anche per le abitazioni e le attività circostanti.

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Agrigento Pride 2026, sabato il corteo attraversa il cuore della città: Ecco percorso, divieti e modifiche alla viabilità https://www.reportsicilia.it/agrigento-pride-2026-sabato-il-corteo-attraversa-il-cuore-della-citta-ecco-percorso-divieti-e-modifiche-alla-viabilita/ https://www.reportsicilia.it/agrigento-pride-2026-sabato-il-corteo-attraversa-il-cuore-della-citta-ecco-percorso-divieti-e-modifiche-alla-viabilita/#respond Thu, 27 Aug 2026 07:37:02 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=39001 AGRIGENTO – La città si prepara all’Agrigento Pride 2026. Sabato 29 agosto il corteo attraverserà il centro cittadino, da piazza Pirandello fino a villa Bonfiglio,…]]>

AGRIGENTO – La città si prepara all’Agrigento Pride 2026. Sabato 29 agosto il corteo attraverserà il centro cittadino, da piazza Pirandello fino a villa Bonfiglio, passando per via Atenea, piazzale Aldo Moro, piazza Marconi e viale della Vittoria. Per consentire lo svolgimento della manifestazione in sicurezza, il Comune ha disposto un articolato piano di modifiche alla circolazione e alla sosta che entrerà in vigore già dalle ore 14.

A disciplinare la viabilità è l’ordinanza dirigenziale n. 249 del 26 agosto 2026Ordinanza+Dirigenziale+2026-249, firmata dal responsabile del Settore 7 – Polizia Locale, Giovanni Mantione.

Il provvedimento nasce dalla richiesta presentata il 25 agosto dal direttore generale e legale rappresentante dell’Associazione T.T.T. – Tierra, Techo, Trabajo, organizzatrice della manifestazione, per regolamentare transito e sosta durante il corteo.

Il Comune: «Prevista una grande affluenza»

Nelle premesse dell’ordinanza Palazzo dei Giganti sottolinea che il Pride avrà un impatto rilevante sulla viabilità cittadina e lo definisce una manifestazione di «alta influenza etico/sociale e culturale», per la quale è prevista una grande affluenza di partecipanti a piedi.

Da qui la necessità, secondo il Comune, di adottare provvedimenti temporanei per garantire contemporaneamente il regolare svolgimento dell’iniziativa, la sicurezza dei partecipanti e quella degli altri utenti della strada.

L’evento ha già ottenuto l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico da parte del SUAP. È stato inoltre predisposto un piano di pulizia post-evento che prevede, per il 30 agosto, un intervento lungo il viale della Vittoria.

Il percorso del Pride

Il corteo partirà da piazza Pirandello, davanti al Palazzo di Città, e percorrerà via Atenea, piazzale Aldo Moro, piazza Marconi e viale della Vittoria, con arrivo a villa Bonfiglio.

Un percorso che attraverserà dunque alcuni dei luoghi simbolo del centro di Agrigento e che comporterà, soprattutto nel pomeriggio e nella serata, importanti variazioni alla normale circolazione.

Piazza Pirandello: divieto di sosta dalle 14, stop alle auto dalle 18

Le prime limitazioni scatteranno proprio in piazza Pirandello.

Dalle ore 14 e fino a cessate esigenze sarà istituito il divieto di sosta con rimozione in tutta la piazza. Dalle 18 scatterà invece il divieto di circolazione, fatta eccezione per mezzi di soccorso e Forze dell’Ordine.

I veicoli provenienti da via Bac Bac e diretti verso via Empedocle, via Garibaldi, via Orfane e via Barone dovranno transitare da via Amendola. Specifiche possibilità di accesso sono previste per i residenti di via Orfane e via Barone, compatibilmente con le esigenze della manifestazione.

Dalle 18 chiudono via Atenea, piazza Marconi e parte del viale della Vittoria

Dalle ore 18 scatteranno progressivamente le altre limitazioni.

Via Atenea sarà chiusa al transito veicolare per tutte le categorie di utenti. Le attività commerciali e di ristorazione autorizzate all’utilizzo degli spazi pubblici dovranno inoltre lasciare libera la sede stradale necessaria al passaggio del corteo.

Stop alla circolazione anche in piazza Marconi, mentre in piazzale Aldo Moro, sul lato indicato nell’ordinanza, il divieto di sosta con rimozione scatterà già dalle 14.

Limitazioni interesseranno anche piazza Vittorio Emanuele, via Acrone, salita Coniglio, via Crispi e il tunnel Piedigrotta.

Particolare attenzione al viale della Vittoria, dove dalle 18 sarà vietata la circolazione nel tratto compreso tra piazza Marconi e l’ingresso secondario di villa Bonfiglio. Nello stesso tratto il divieto di sosta con rimozione partirà alle 14 e, a differenza delle altre zone, resterà in vigore fino alle ore 11 di domenica 30 agosto.

Sospese anche le soste a pagamento lungo il percorso

L’ordinanza stabilisce inoltre la sospensione delle aree di sosta a pagamento e delle altre tipologie di sosta autorizzata nelle strade interessate dal corteo, con contestuale divieto di sosta e rimozione forzata dalle ore 14.

Anche autobus urbani, extraurbani e servizi di linea dovranno modificare temporaneamente percorsi e fermate nelle zone interessate dalla manifestazione.

Alla Polizia Locale viene inoltre riconosciuta la possibilità di adottare ulteriori modifiche alla circolazione qualora, durante lo svolgimento del Pride, dovessero emergere nuove esigenze legate alla sicurezza e alla gestione del traffico.

Agrigento si prepara al 29 agosto

Sabato, dunque, il centro di Agrigento cambierà volto per alcune ore. Il Pride attraverserà da un capo all’altro il cuore urbano, con il corteo che da Palazzo dei Giganti raggiungerà il viale della Vittoria e villa Bonfiglio.

Al di là delle differenti sensibilità che accompagnano da sempre manifestazioni di questo genere, il 29 agosto sarà anche una prova organizzativa importante per la città: sicurezza, gestione della viabilità, trasporto pubblico, pulizia e capacità di garantire contemporaneamente lo svolgimento dell’evento e le esigenze di residenti e attività commerciali.

Per chi dovrà raggiungere il centro nel pomeriggio e nella serata di sabato, il consiglio è soprattutto uno: prestare attenzione alla segnaletica temporanea e alle indicazioni della Polizia Locale, considerando che già dalle ore 14 numerose aree saranno interessate dai divieti di sosta e che dalle 18 scatteranno le principali chiusure al traffico.

Il conto alla rovescia, intanto, è iniziato: sabato 29 agosto Agrigento ospiterà il Pride 2026 e il corteo attraverserà alcuni dei luoghi più rappresentativi della città.

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