Report Sicilia.it https://www.reportsicilia.it Una ampia prospettiva sulle notizie Wed, 14 Oct 2026 11:36:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.10 https://www.reportsicilia.it/wp-content/uploads/2024/02/cropped-cropped-Immagine-WhatsApp-2024-02-12-ore-19.33.36_e50b4098-32x32.jpg Report Sicilia.it https://www.reportsicilia.it 32 32 AICA, l’assessore Riccobene fa l’elenco delle inadempienze. Ma la cura? https://www.reportsicilia.it/aica-lassessore-riccobene-fa-lelenco-delle-inadempienze-ma-la-cura/ https://www.reportsicilia.it/aica-lassessore-riccobene-fa-lelenco-delle-inadempienze-ma-la-cura/#respond Wed, 14 Oct 2026 11:36:13 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=41770 L’assessore Riccobene denuncia le falle della gestione idrica, ma il Comune di Agrigento è il primo a sedere al tavolo in cui si decide. Quali…]]>

L’assessore Riccobene denuncia le falle della gestione idrica, ma il Comune di Agrigento è il primo a sedere al tavolo in cui si decide. Quali atti ha presentato?

C’è una frase, nel lungo intervento pubblicato su Facebook dall’assessore al servizio idrico Giuseppe Riccobene, che merita di essere letta con attenzione. Il Comune di Agrigento, scrive, ha prodotto un documento «articolato e puntuale» che individua «inadempienze di natura tecnica, contrattuale e contabile» con «diretta incidenza sui bilanci dei singoli comuni soci, a iniziare proprio dal capoluogo». Su quel bilancio 2025 di AICA, Agrigento, attraverso l’assessore Riccobene, si è astenuta.

Sono parole pesanti. Parlano di problemi tecnici, di contratti non rispettati, di conti che non tornano. Eppure, a una lettura attenta, il testo si ferma esattamente dove dovrebbe cominciare. Dell’elenco delle inadempienze non si dà conto ai cittadini, che sono poi quelli che pagano le bollette.  Della cura, cioè di cosa il Comune intenda fare per rimediare, non c’è traccia.

Il bilancio «fittizio» e la domanda mancante

L’assessore definisce «sostanzialmente fittizio» l’utile dichiarato, perché si basa su entrate «di assai dubbia esigibilità». Il giudizio è netto e, se fondato, riguarda tutti i soci. Ma una valutazione così severa richiede di essere sostenuta. Quali crediti sono ritenuti inesigibili? Per quali importi? Verso chi? E soprattutto: perché il Comune, che siede nell’assemblea e nel sistema di controllo della società, lo segnala soltanto ora, a bilancio già proposto e approvato dal CDA?

Riccobene sostiene che così si finisce per «spostare agli esercizi successivi temi talmente cruciali da dover essere discussi subito». Verissimo. Ma il rinvio non è solo di chi ha redatto il bilancio. Anche chi si limita ad astenersi contribuisce a spostare la soluzione più avanti.

Astenersi non è governare

Il punto politico è questo. Nei commenti Riccobene rivendica di parlare «con gli atti». Bene: quali atti? Una nota agli uffici, una diffida al gestore, una richiesta formale di chiarimenti, una proposta di modifica del contratto di servizio, un’istanza di verifica contabile? Il testo pubblico cita un documento presentato in assemblea e il lavoro degli uffici comunali, ma non dice cosa conteneva, né se ne esistano altri, né quali risposte abbia ricevuto.

L’astensione è un atto legittimo, ma resta un atto di segno negativo. Dice cosa non si approva, non cosa si vuole. E il tono dell’assessore somiglia molto a quello di un oppositore della presidenza e del consiglio di amministrazione di AICA. Ma il Comune di Agrigento non è all’opposizione. È tra i soci della società e, per quota, uno dei più rilevanti (si parla di oltre il 15%). Non è maggioranza assoluta, ma pesa. Chi pesa non può limitarsi a mettere agli atti il dissenso. Ha il dovere di proporre soluzioni, perché gli strumenti per farlo li ha.

La Consulta e il «controllore civico»

Un capitolo a parte è quello della Consulta, soppressa nel settembre 2025 e ora in corso di ricostituzione. Su richiesta di Agrigento, l’assemblea ha ritirato il punto sul suo regolamento, che sarà adottato dalla Consulta stessa, quella che lo statuto indica come «controllore civico» del gestore. È una scelta di principio condivisibile: non si fa scrivere le regole al controllato.

Ma lo stesso Riccobene ammette che le modalità della soppressione sono state «sempre al centro del dibattito politico e associativo». Si dice «certo» che le associazioni escluse continueranno a collaborare «sotto altre forme». Una certezza che, per ora, è una speranza. Chi controllerà davvero, nel frattempo?

Quattro domande, una sola risposta attesa

L’elenco delle inadempienze, dice l’assessore, è chiaro. Allora lo si renda pubblico. E si risponda a quattro domande semplici. Quali sono le inadempienze, voce per voce? Quali atti formali il Comune ha già prodotto per contestarle? Quale piano propone il socio più importante al CDA e alla presidenza di AICA? In quali tempi?

Non sarà sufficiente il ritornello, già sentito, della nuova amministrazione insediata da poco e priva di bacchetta magica. Chi si è candidato a governare Agrigento conosceva le criticità dell’azienda idrica da anni. Una soluzione, o almeno una direzione, doveva essere già nel programma.

I cittadini hanno bisogno di acqua e di chiarezza, non di diagnosi. La diagnosi, l’assessore l’ha fatta. Ora tocca alla terapia. Aspettiamo la risposta.

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L’inchiesta sulle protesi al pene, l’Asp pronta a costituirsi parte civile e rivolgersi alla Corte dei Conti https://www.reportsicilia.it/linchiesta-sulle-protesi-al-pene-lasp-pronta-a-costituirsi-parte-civile-e-rivolgersi-alla-corte-dei-conti/ https://www.reportsicilia.it/linchiesta-sulle-protesi-al-pene-lasp-pronta-a-costituirsi-parte-civile-e-rivolgersi-alla-corte-dei-conti/#respond Wed, 14 Oct 2026 10:51:47 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=41763 “L’affare s’ingrossa” era una delle battute del film comico americano “L’aereo più pazzo del mondo”, con una chiara allusione osè. In questo caso, nonostante il…]]>

“L’affare s’ingrossa” era una delle battute del film comico americano “L’aereo più pazzo del mondo”, con una chiara allusione osè. In questo caso, nonostante il circo dei commenti social scatenato ieri dalla notizia, la cosa è molto seria. L’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento prende le distanze da ogni eventuale condotta illecita che dovesse essere accertata nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica relativa agli interventi per l’impianto di protesi peniene eseguiti presso l’ospedale “San Giovanni di Dio” e al loro presunto addebito al Servizio Sanitario Nazionale in assenza dei requisiti previsti. In relazione alle notizie diffuse in queste ore da numerose testate giornalistiche, il commissario straordinario Alessandro Delle Donne ribadisce la volontà dell’Azienda di tutelare, in ogni sede competente, gli interessi dell’istituzione sanitaria, la correttezza dell’attività assistenziale e l’integrità delle risorse pubbliche. A tal fine, l’ASP procederà alla costituzione di parte civile nell’ambito del procedimento giudiziario, non appena ne ricorreranno i presupposti processuali, e trasmetterà una segnalazione alla Corte dei conti affinché siano valutati gli eventuali profili di danno erariale.


Così il commissario: «le risorse del Servizio sanitario pubblico devono essere impiegate esclusivamente nel rispetto delle norme e a tutela del diritto alla salute dei cittadini. Qualora venissero accertati comportamenti illeciti, l’Azienda agirà con la massima fermezza per difendere il patrimonio pubblico e fare valere le proprie ragioni nelle sedi competenti. Non possiamo consentire che eventuali condotte individuali compromettano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie».

L’ASP precisa che i primi elementi di criticità avevano già determinato l’avvio di verifiche interne, con l’obiettivo di approfondire l’anomalo volume di interventi e accertare la regolarità delle procedure adottate. Gli approfondimenti si sono inseriti nel quadro delle successive attività di verifica da parte degli organismi competenti e dell’autorità giudiziaria. L’Azienda conferma la piena disponibilità a collaborare con la magistratura e con tutti gli organi preposti agli accertamenti, assicurando il massimo supporto per la ricostruzione dei fatti e la tutela degli interessi pubblici. Nel rispetto del principio di presunzione di innocenza e senza anticipare valutazioni sulle responsabilità individuali, l’ASP ribadisce che la propria priorità resta garantire trasparenza, legalità e corretto utilizzo delle risorse destinate all’assistenza sanitaria.

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Teatro Pirandello, Leandro Picarella scelto dal CdA senza bando? La rivoluzione di Sodano e il nodo dello statuto https://www.reportsicilia.it/teatro-pirandello-leandro-picarella-scelto-dal-cda-senza-bando-la-rivoluzione-di-sodano-e-il-nodo-dello-statuto/ https://www.reportsicilia.it/teatro-pirandello-leandro-picarella-scelto-dal-cda-senza-bando-la-rivoluzione-di-sodano-e-il-nodo-dello-statuto/#respond Wed, 14 Oct 2026 10:26:16 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=41756 Giovedì 15 ottobre alle 9.30 la conferenza stampa nel foyer del Teatro Pirandello. Dopo Michele Guardì, Mario Gaziano, Gianfranco Jannuzzo, Sebastiano Lo Monaco, Francesco Bellomo…]]>

Giovedì 15 ottobre alle 9.30 la conferenza stampa nel foyer del Teatro Pirandello. Dopo Michele Guardì, Mario Gaziano, Gianfranco Jannuzzo, Sebastiano Lo Monaco, Francesco Bellomo e Roberta Torre arriva il regista cinematografico Leandro Picarella. Ma chi lo ha scelto e con quale procedura? Secondo lo statuto la nomina spetta al direttore generale, sentito il Consiglio di amministrazione. Eppure la scelta sarebbe stata effettuata proprio dal CdA. Report Sicilia chiede la pubblicazione degli atti e una spiegazione al presidente Osvaldo Lo Iacono.

AGRIGENTO. Prima, secondo la narrazione politica della rivoluzione annunciata da Michele Sodano, le scelte venivano fatte da pochi. Adesso viene spontaneo chiedersi se a decidere sia rimasto soltanto il sindaco.

Leandro Picarella, regista cinematografico agrigentino, è il professionista individuato per la direzione artistica della Fondazione Teatro Luigi Pirandello.

La presentazione ufficiale è prevista per domani, giovedì 15 ottobre 2026, alle ore 9.30, nel foyer del Teatro.

Ma la notizia, più che chiudere una fase di incertezza sulla direzione artistica, apre una serie di interrogativi che riguardano il metodo, le competenze professionali, l’autonomia della Fondazione e soprattutto il rispetto delle disposizioni statutarie.

Perché, secondo le informazioni in possesso di Report Sicilia, la scelta di Picarella sarebbe stata effettuata direttamente dal Consiglio di amministrazione.

E qui nasce il primo problema.

Lo statuto della Fondazione attribuisce la nomina del direttore artistico al direttore generale, sentito il Consiglio di amministrazione.

Due funzioni differenti.

Una cosa è scegliere e nominare esercitando una competenza statutaria.

Un’altra è esprimere una valutazione nell’ambito di un procedimento attribuito a un diverso organo.

Ed è proprio su questa distinzione che il presidente Osvaldo Lo Iacono e la direttrice generale Alessandra Fiaccabrino dovrebbero fare chiarezza.

Perché la rivoluzione promessa da Michele Sodano dovrebbe cominciare dal rispetto delle regole.

Il CdA sceglie Picarella, ma lo statuto attribuisce la nomina al direttore generale

Partiamo dalle disposizioni che regolano il funzionamento della Fondazione.

Lo statuto prevede che il direttore artistico venga nominato e revocato dal direttore generale, sentito il Consiglio di amministrazione.

Questo significa che il CdA partecipa al procedimento attraverso la consultazione prevista, mentre la competenza di nomina è attribuita al direttore generale.

Nel caso di Leandro Picarella, invece, secondo quanto appreso dalla nostra redazione, sarebbe stato il Consiglio di amministrazione a individuare direttamente il nuovo direttore artistico.

E allora occorre chiarire un passaggio fondamentale.

Il CdA ha espresso un orientamento sul nome di Picarella oppure ha assunto direttamente la decisione di nominarlo?

La direttrice generale Alessandra Fiaccabrino ha esercitato autonomamente la propria competenza?

Esiste un provvedimento di nomina sottoscritto dalla direttrice generale?

Il Consiglio di amministrazione è stato semplicemente sentito oppure ha deliberato la scelta?

Non sono formalità secondarie.

Sono questioni che riguardano la distribuzione delle competenze tra gli organi della Fondazione.

Naturalmente, il fatto che il CdA abbia discusso o condiviso il nome di Picarella non dimostra automaticamente una violazione statutaria.

Occorre verificare quale organo abbia adottato il provvedimento finale e attraverso quale procedimento.

Ma se la scelta fosse stata assunta direttamente dal Consiglio in sostituzione dell’organo competente, allora si porrebbe una questione concreta di conformità allo statuto.

Per questo Report Sicilia chiede che vengano pubblicati il verbale della riunione del CdA e l’atto formale di nomina.

Perché non basta annunciare una decisione.

Occorre dimostrare che sia stata assunta rispettando le regole.

Nessun avviso pubblico individuato, ma questo sarebbe il nuovo metodo?

C’è poi un’altra questione.

Dove è stato pubblicato l’avviso per individuare il nuovo direttore artistico?

Quali professionisti hanno avuto la possibilità di candidarsi?

Quanti curricula sono stati esaminati?

Quali progetti artistici sono stati valutati?

Quali criteri hanno portato alla scelta di Leandro Picarella?

Dalle informazioni pubblicamente disponibili che abbiamo potuto esaminare non emerge un avviso di selezione relativo al nuovo incarico.

Questo non significa automaticamente che la nomina sia illegittima.

L’eventuale obbligo di una procedura pubblica deve essere verificato sulla base dello statuto, dei regolamenti e della disciplina applicabile alla Fondazione.

Ma il problema politico è evidente.

Michele Sodano aveva annunciato una rivoluzione.

Aveva promesso di superare le vecchie logiche, le spartizioni e le scelte maturate all’interno di ristrette cerchie di potere.

E allora perché non introdurre una procedura aperta, anche qualora non fosse obbligatoria?

Perché non consentire a professionisti del teatro italiano di presentare curricula e progetti?

Perché non valutare pubblicamente più candidature?

Sarebbe stata una scelta capace di dimostrare concretamente la discontinuità rispetto al passato.

Invece la città apprende il nome del nuovo direttore artistico prima ancora di conoscere il procedimento che ha portato alla sua individuazione.

È questo il cambiamento annunciato?

Leandro Picarella, dal cinema alla direzione di un teatro di prosa

Chiariamo subito un aspetto.

Report Sicilia non intende mettere in discussione il talento artistico di Leandro Picarella.

Il regista agrigentino ha costruito un percorso professionale nel mondo del cinema, della produzione audiovisiva e delle arti visive.

Ha realizzato documentari e opere cinematografiche, partecipato a manifestazioni culturali e maturato esperienze nella direzione di iniziative legate al settore cinematografico.

Un percorso che merita rispetto.

Ma dirigere artisticamente un teatro di prosa comporta responsabilità differenti.

Significa conoscere il mercato teatrale nazionale, i circuiti di distribuzione degli spettacoli, le compagnie, i produttori, gli attori, i registi e le dinamiche economiche che accompagnano una stagione teatrale.

Significa costruire cartelloni, individuare produzioni, sviluppare collaborazioni e definire una linea artistica riconoscibile.

E allora la domanda è legittima.

Quale esperienza specifica possiede Picarella nella direzione artistica di un teatro di prosa?

Ha già diretto un teatro con una programmazione stabile?

Ha organizzato stagioni teatrali complete?

Ha gestito rapporti con compagnie e produttori nazionali?

Ha presentato un progetto artistico per il Pirandello?

Dalle biografie professionali pubblicamente disponibili emerge soprattutto un’esperienza cinematografica.

Non abbiamo individuato precedenti incarichi documentati alla direzione artistica di un teatro di prosa paragonabile al Pirandello.

Questo non significa che Picarella non possa svolgere egregiamente il nuovo incarico.

Significa che sarebbe opportuno conoscere quali competenze specifiche siano state valutate e quale progetto abbia determinato la scelta.

Perché il Teatro Luigi Pirandello non è una struttura culturale qualsiasi.

E la sua storia merita particolare attenzione.

Da Michele Guardì a Roberta Torre, sei direttori artistici prima di Picarella

Il Teatro Luigi Pirandello ha conosciuto direzioni artistiche affidate a personalità importanti del mondo teatrale e dello spettacolo.

Una storia che oggi merita di essere ricordata.

Michele Guardì durante l’amministrazione Sodano senior

Tra i precedenti direttori artistici figura Michele Guardì, autore e regista agrigentino di fama nazionale.

Guardì ha legato il proprio nome a importanti produzioni televisive e teatrali, costruendo una carriera riconosciuta nel panorama dello spettacolo italiano.

La sua esperienza alla direzione artistica del Pirandello risale al periodo dell’amministrazione comunale guidata da Sodano senior.

Un particolare che oggi assume anche un significato politico e storico.

Durante quella stagione amministrativa il Teatro veniva affidato artisticamente a un professionista con un’esperienza consolidata nello spettacolo.

Oggi, con Michele Sodano sindaco, la scelta ricade su un regista cinematografico del quale sarebbe interessante conoscere le precedenti esperienze specifiche nella gestione di un teatro di prosa.

Mario Gaziano durante la gestione della commissaria Giammanco

Anche Mario Gaziano ha ricoperto la direzione artistica del Teatro Pirandello.

Il suo incarico, durato un solo anno, risale al periodo della gestione commissariale della dottoressa Giammanco.

Gaziano rappresenta una figura legata alla storia culturale agrigentina, con esperienze nel teatro, nella regia e nell’organizzazione di iniziative artistiche.

Un altro nome che appartiene alla storia delle direzioni artistiche del Pirandello.

Gianfranco Jannuzzo e il teatro nazionale

Gianfranco Jannuzzo è uno degli attori agrigentini più conosciuti nel panorama teatrale italiano.

Ha lavorato con importanti protagonisti dello spettacolo, costruendo una carriera attraverso produzioni rappresentate nei principali teatri nazionali.

Jannuzzo ha ricoperto la direzione artistica del Teatro Pirandello, risultando documentato in questo ruolo nelle stagioni 2012/2013 e 2013/2014.

Un professionista che conosce direttamente le dinamiche della produzione teatrale e il rapporto con il pubblico.

Sebastiano Lo Monaco, cinque anni alla guida artistica

Dal 2015 al 2020 la direzione artistica del Teatro Pirandello è stata affidata a Sebastiano Lo Monaco.

Attore di grande esperienza, protagonista di numerose produzioni teatrali e interprete particolarmente legato all’opera di Luigi Pirandello.

Lo Monaco ha rappresentato una direzione artistica costruita sull’esperienza diretta del palcoscenico, della produzione e dei rapporti con il teatro nazionale.

Francesco Bellomo, il produttore teatrale agrigentino

Nel novembre 2021 la direzione artistica venne affidata a Francesco Bellomo.

Produttore teatrale agrigentino, con numerose produzioni alle spalle e collaborazioni con importanti protagonisti del teatro italiano.

Bellomo aveva maturato un’esperienza consolidata nel settore della produzione teatrale.

E c’è un particolare che oggi merita di essere ricordato.

All’epoca della sua nomina, la stampa riferì che il Consiglio di amministrazione aveva valutato diversi curricula prima di arrivare alla scelta.

Un elemento che rende ancora più interessante il confronto con quanto sta accadendo oggi.

Roberta Torre, la regista che lascia un cartellone già pronto

Infine Roberta Torre.

Regista e autrice affermata, con esperienze nel cinema e nel teatro, era stata nominata direttrice artistica nel 2025.

La nuova governance ha deciso di non proseguire il rapporto con lei.

Eppure il cartellone della stagione 2026/2027, predisposto proprio dalla regista, è stato mantenuto.

Dunque si cambia il direttore artistico, ma si conserva la programmazione artistica della precedente direzione.

Una scelta certamente possibile.

Ma che merita una spiegazione.

Se il progetto di Torre era valido, perché non confermarla?

Se invece si voleva cambiare linea artistica, perché mantenere il suo cartellone?

E soprattutto, quale sarà concretamente il ruolo di Picarella durante una stagione già programmata?

Sei precedenti direttori artistici e una domanda sulle competenze

Michele Guardì.

Mario Gaziano.

Gianfranco Jannuzzo.

Sebastiano Lo Monaco.

Francesco Bellomo.

Roberta Torre.

Sei nomi, sei percorsi differenti, ma tutti legati a esperienze significative nel mondo del teatro e dello spettacolo.

Adesso arriva Leandro Picarella.

Nessuno sostiene che il nuovo direttore artistico debba necessariamente possedere un curriculum identico a quello dei predecessori.

Il rinnovamento culturale può passare anche attraverso figure provenienti da esperienze differenti.

Ma proprio per questo sarebbe stato interessante conoscere il progetto artistico che ha determinato la scelta.

Perché un conto è individuare un professionista dopo avere valutato una pluralità di proposte.

Un altro è scegliere una persona attraverso un rapporto fiduciario senza spiegare pubblicamente le motivazioni.

Picarella e il rapporto di amicizia con Sodano

AgrigentoOggi, che aveva anticipato il nome di Leandro Picarella già alla fine di agosto, ha riferito anche dell’esistenza di un rapporto di amicizia tra il regista e il sindaco Michele Sodano.

Una circostanza che, da sola, non rappresenta alcuna incompatibilità.

Nessuno sostiene che un professionista non possa ricevere un incarico perché conosce personalmente un amministratore.

Ma quando un sindaco promette di superare le vecchie logiche, anche le modalità delle scelte fiduciarie diventano politicamente rilevanti.

Picarella è stato individuato perché il suo progetto artistico è risultato il migliore tra quelli esaminati?

Oppure perché gode della fiducia personale del sindaco?

Se la scelta è stata fiduciaria, perché non spiegarlo chiaramente?

Perché presentare come una rivoluzione ciò che potrebbe essere semplicemente una diversa modalità di esercizio della discrezionalità?

Fiaccabrino di Forza Italia resta, Torre esce e arriva Picarella

Mettiamo insieme gli elementi.

Alessandra Fiaccabrino, nominata dalla precedente governance e già candidata alle regionali con Forza Italia, rimane alla Direzione generale fino alla fine dell’anno.

Giulio Cinque, già componente del precedente Consiglio di amministrazione, diventa vicepresidente della Fondazione.

Roberta Torre non viene confermata, nonostante il cartellone da lei predisposto venga mantenuto.

Leandro Picarella, indicato dalla stampa locale come amico del sindaco, si prepara ad assumere la direzione artistica.

Tutto questo mentre Michele Sodano continua a presentare il proprio progetto amministrativo come una rottura rispetto al passato.

Non abbiamo elementi per sostenere che queste decisioni siano il risultato di accordi politici.

Ma abbiamo certamente il diritto di chiedere se la nuova governance stia utilizzando un metodo realmente diverso da quello precedente.

Perché non basta sostituire una persona per dimostrare di avere cambiato sistema.

Osvaldo Lo Iacono chiarisca il ruolo del CdA

Domani, giovedì 15 ottobre, alla conferenza stampa delle ore 9.30, sarà presente anche il presidente Osvaldo Lo Iacono.

Sarebbe opportuno che il presidente non si limitasse a illustrare il nuovo progetto culturale.

Dovrebbe spiegare come si è arrivati alla scelta.

Il Consiglio di amministrazione ha esaminato il curriculum e un progetto artistico?

È stato formalmente consultato dalla direttrice generale?

Ha espresso osservazioni?

Ha adottato una deliberazione?

Quali sono le motivazioni della nomina?

Quale durata avrà l’incarico?

Quale compenso è previsto?

E soprattutto, quale autonomia decisionale ha esercitato la Fondazione rispetto all’amministrazione comunale?

Lo Iacono presiede un organismo dotato di autonomia statutaria.

Non un ufficio alle dirette dipendenze del sindaco.

E proprio per questo dovrebbe essere il primo a rendere pubbliche le motivazioni delle decisioni assunte.

Perché se lo statuto attribuisce la nomina alla direttrice generale, occorre comprendere perché la scelta sia stata effettuata dal Consiglio di amministrazione e quale atto abbia formalmente concluso il procedimento.

E La Vardera continua a non spiegare la rivoluzione

Infine rimane una domanda politica rivolta a Ismaele La Vardera.

Controcorrente aveva promesso di rompere con le vecchie logiche.

Michele Sodano avrebbe dovuto rappresentare il cambiamento ad Agrigento.

Ma cosa cambia rispetto al passato se i cittadini continuano a conoscere i nomi dei prescelti prima ancora di conoscere i criteri delle nomine?

La Vardera condivide questo metodo?

Ritiene che la scelta di un direttore artistico possa essere affidata a decisioni fiduciarie senza una procedura pubblica?

Oppure considera opportuno introdurre nuove regole che garantiscano maggiore partecipazione e trasparenza?

E soprattutto, ritiene che il rispetto delle competenze previste dallo statuto sia un elemento essenziale del cambiamento amministrativo?

Perché è facile contestare le scelte degli altri quando si è all’opposizione.

Più difficile è dimostrare di saper amministrare diversamente quando si conquista il governo della città.

Domani non basteranno gli applausi, serviranno risposte

Giovedì 15 ottobre Leandro Picarella sarà presentato alla città, secondo quanto annunciato.

Gli auguriamo di poter svolgere un lavoro importante per il Teatro Pirandello e per Agrigento.

Ma gli auguri personali non cancellano gli interrogativi istituzionali.

Report Sicilia chiede che vengano resi pubblici il procedimento seguito, l’eventuale valutazione delle candidature, il progetto artistico, il verbale del Consiglio di amministrazione, il provvedimento formale di nomina, la durata dell’incarico e il compenso previsto.

Non perché si voglia contestare preventivamente la professionalità del nuovo direttore.

Ma perché la trasparenza non deve dipendere dalla simpatia politica di chi viene nominato.

Il Teatro Pirandello ha conosciuto direttori artistici come Michele Guardì, Mario Gaziano, Gianfranco Jannuzzo, Sebastiano Lo Monaco, Francesco Bellomo e Roberta Torre.

Sei personalità con percorsi differenti, ma tutte legate al mondo del teatro e dello spettacolo.

Adesso arriva Leandro Picarella.

E la città ha il diritto di sapere perché sia stato scelto proprio lui e attraverso quale procedimento.

Ma soprattutto deve sapere se la scelta sia stata compiuta rispettando le competenze previste dallo statuto della Fondazione.

Perché il problema non è soltanto chi sia stato scelto. Il problema è chi aveva il potere di scegliere e nominare.

Michele Sodano aveva promesso di cambiare il sistema.

Ma se prima, secondo la sua stessa narrazione politica, sceglievano in quattro e adesso a scegliere fosse soltanto lui, dove sarebbe la rivoluzione?

Perché cambiare i nomi senza cambiare le regole non significa rivoluzionare nulla.

E cambiare il metodo ignorando le competenze previste dallo statuto, qualora ciò fosse confermato dagli atti, sarebbe ancora più grave.

La rivoluzione non consiste nel cambiare chi comanda. Consiste nel garantire che nessuno possa comandare al di fuori delle regole.

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Inaugurata all’Archivio Storico Comunale di Palermo la mostra antologica “Territorium” di Antonino Costa a cura del “Centro d’arte Raffaello” https://www.reportsicilia.it/inaugurata-allarchivio-storico-comunale-di-palermo-la-mostra-antologica-territorium-di-antonino-costa-a-cura-del-centro-darte-raffaello/ https://www.reportsicilia.it/inaugurata-allarchivio-storico-comunale-di-palermo-la-mostra-antologica-territorium-di-antonino-costa-a-cura-del-centro-darte-raffaello/#respond Wed, 14 Oct 2026 10:25:10 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=41757 Un progetto fortemente voluto, organizzato e promosso dal “Centro d’arte Raffaello” in sinergia con il Comune di Palermo, che ha messo a disposizione gli spazi…]]>

Un progetto fortemente voluto, organizzato e promosso dal “Centro d’arte Raffaello” in sinergia con il Comune di Palermo, che ha messo a disposizione gli spazi dell’Archivio Storico, in via Maqueda 157, in occasione della mostra antologica dedicata al fotografo e direttore della fotografia Antonino Costa.

Antonino Costa, Sabrina Di Gesaro e Gianfranco Marrone

“Territorium”, questo il titolo dell’esposizione, è stata inaugurata lo scorso venerdì 9 ottobre, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore comunale alla Cultura Antonio Rini, della funzionaria culturale Claudia Fucarino, del direttore artistico del “Centro d’arte Raffaello” Sabrina Di Gesaro, del professore universitario Gianfranco Marrone e dello stesso Antonino Costa.
Le fotografie raccontano un percorso, umano e professionale, lungo trent’anni: una ricerca approfondita, dedicata all’uomo e ai luoghi in cui abita, tra città, periferie, paesaggi rurali e comunità.
L’Archivio Storico Comunale, inoltre, è inserito tra le tappe de “Le Vie dei Tesori” e “Territorium”, nello specifico, è visitabile gratuitamente.
“La recente e nuova collaborazione con la galleria palermitana guidata da Sabrina Di Gesaro – afferma Antonino Costa – è stata l’occasione per rivedere, dopo circa trent’anni di attività, che fotografo sono e che fotografie ho scattato: nel 1995 realizzai il mio primo lavoro fotografico, ovvero una sequenza di immagini realizzate con l’intento di restituire un’osservazione verso un territorio, un ambiente, un quartiere e le persone che lo vivono”.
Da allora, non si è più fermato, portando avanti uno studio sul territorio nato da letture di articoli sui giornali e dalla volontà di esplorare la realtà in prima persona.
La collaborazione con il “Centro d’arte Raffaello”, che rappresenta Antonino Costa in via esclusiva, nasce dal profondo apprezzamento manifestato dalla dottoressa Sabrina Di Gesaro per la foto dal titolo “Il carro trionfale sul Cassaro, la Santuzza tra la folla”, che figura tra quelle esposte all’Archivio Storico Comunale.
Un lavoro che è valso all’autore il prestigioso “Premio Santa Rosalia” indetto dall’Amministrazione comunale.
“La fotografia di Antonino Costa – ha detto in merito il professore Gianfranco Marrone, docente di Semiotica all’Università degli Studi di Palermo – incarna perfettamente lo spirito del Festino poiché coglie in uno scatto, molto studiato nella fattura e molto immediato nella resa, la mescolanza tra spiritualità e cittadinanza, evocazione di Santa Rosalia e riunione della comunità urbana: dal punto di vista del contenuto, rende assai bene la componente barocca della festa, le luminarie, le facciate barocche, il carro-giglio con la statua e la moltitudine delle persone”.
“Dal punto di vista estetico – aggiunge – rispetta invece una geometria classica, con la figura perfettamente centrata nell’immagine e il bouquet nell’esatto punto di fuga della composizione”.
Fotografo cosmopolita – ha vissuto e lavorato a New York – e dalle molteplici esperienze che includono la moda e il cinema, Antonino Costa si è formato alla NABA di Milano, dove ha imparato a utilizzare la fotografia come passe- partout per accedere a luoghi e situazioni lontani dalla sua comfort zone, spesso semplicemente camminando e osservando sia la città che la periferia.
La mostra antologica, visitabile fino al prossimo 25 ottobre, racconta una ricerca incessante e appassionata che parte proprio da Palermo, precisamente dallo ZEN, dove nel 1996 Antonino Costa realizza i primi lavori fotografici.
“Antonino Costa – afferma Sabrina Di Gesaro – osserva la realtà con rigore e sensibilità, utilizzando la tecnica per descrivere i luoghi e le persone nella loro essenza”.
“Sono orgogliosa e felice di presentare al pubblico l’esposizione – sottolinea la gallerista – che ne sintetizza la coerenza e l’evoluzione”.
“La sua – osserva – è una ricerca intima e personale, che riesce, attraverso la disciplina e l’educazione all’immagine, a restituire la bellezza e il travaglio dell’opera umana”.
Visitabile tutti i lunedì e martedì dalle 9:00 alle 13:00 e dal mercoledì alla domenica dalle 10:00 alle 17:00 con orario continuato.
Visionabile anche sul sito raffaellogalleria.com

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Strade provinciali, aggiudicato l’accordo quadro da 4,5 milioni https://www.reportsicilia.it/strade-provinciali-aggiudicato-laccordo-quadro-da-45-milioni/ https://www.reportsicilia.it/strade-provinciali-aggiudicato-laccordo-quadro-da-45-milioni/#respond Wed, 14 Oct 2026 08:08:43 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=41739 L’Ufficio Gare del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha aggiudicato l’accordo quadro triennale, con un solo operatore economico, per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali.…]]>

L’Ufficio Gare del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha aggiudicato l’accordo quadro triennale, con un solo operatore economico, per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali.

Lo ha vinto la Euroinfrastrutture srl di Santa Venerina, nel Catanese, con un ribasso del 32,4089 per cento.

In gara c’erano 261 imprese. L’importo è di 4.576.000 euro più Iva, di cui 137.280 per oneri di sicurezza non ribassabili.

Tre anni dalla consegna dei lavori per intervenire su frane, tracciati, cunette e segnaletica, su indicazione del Settore Infrastrutture Stradali. Bando annunciato il 31 marzo, offerte aperte il 19 maggio.

Lo sconto che non fa risparmiare

In un accordo quadro l’importo è un tetto, non un prezzo: il ribasso si applica ai prezzi unitari, e infatti la cifra aggiudicata coincide con quella a base d’asta.

Lo sconto non restituisce denaro, compra lavoro.

Secondo un calcolo del cronista, la quota ribassabile, circa 4,44 milioni, vale oltre 6,5 milioni di lavorazioni a prezzi di listino, se l’accordo sarà usato per intero. Lo stesso giorno l’ente ha comunicato l’aggiudicazione dell’accordo per la zona centro-nord: 296 offerte, ribasso del 32,38 per cento. Quasi la stessa cifra.

Una data da chiarire

I fondi arrivano dal decreto del ministero delle Infrastrutture n. 209 del 14 agosto 2025, attuativo del decreto legge 95/2025. Per le risorse 2026-2028 il decreto fissa due paletti: procedure avviate entro il 31 marzo 2026, contratti stipulati entro il 15 settembre 2026. Per chi manca il secondo è prevista la revoca delle somme rimaste inutilizzate. Il comunicato del Libero Consorzio annuncia la firma del contratto «a breve». È il 14 ottobre.
La domanda all’ente è semplice: quella scadenza riguarda anche questi 4,5 milioni? E, se sì, come è stata rispettata? Se la risposta sarà rassicurante, resterà la notizia del comunicato: tre anni di cantieri sulle provinciali.   

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AICA: quello che il comunicato dei Sindaci non dice https://www.reportsicilia.it/aica-quello-che-il-comunicato-dei-sindaci-non-dice/ https://www.reportsicilia.it/aica-quello-che-il-comunicato-dei-sindaci-non-dice/#respond Wed, 14 Oct 2026 07:40:19 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=41732 Nel romanzo di Gogol’ Le anime morte Pavel Čičikov gira la provincia russa a contare contadini defunti. Sono morti davvero, ma il censimento non è…]]>

Nel romanzo di Gogol’ Le anime morte Pavel Čičikov gira la provincia russa a contare contadini defunti. Sono morti davvero, ma il censimento non è stato aggiornato: nei registri risultano vivi e, da vivi, possono ipotecare per ottenere un prestito. La ricchezza di Čičikov esiste solo sulla carta. Regge finché nessuno va a contare.

Il bilancio 2025 di AICA, approvato il 13 ottobre dall’Assemblea dei Sindaci a oltre nove mesi dalla chiusura dell’esercizio, somiglia a quel registro.

L’utile senza cifra

La nota dell’Assemblea dei Sindaci appena diffusa sulla riunione di ieri per l’approvazione del bilancio del 2025 parla di «risultato positivo» e di «utile», ma non dice mai a quanto ammonti. La cifra è emersa in seduta: 51.351 euro.

L’assessore di Agrigento Giuseppe Riccobene ha indicato in aula circa 1.045.000 euro di interessi di mora iscritti su crediti scaduti, pertanto l’esercizio chiuderebbe in perdita per 993.649 euro. L’utile vale meno di un ventesimo degli interessi che lo sostengono. Contabilizzarli non è irregolare; resta da capire quanti di quei crediti verranno davvero incassati.

Sempre secondo i dati citati da Riccobene, i crediti ammontano a circa 55 milioni, 16 in più dell’anno precedente, coperti da un fondo svalutazione di 3,4 milioni: il 6,2 per cento. Nel 2025 i fornitori sono stati pagati in media dopo 768 giorni. E il 18 settembre il Tribunale di Palermo ha ingiunto ad AICA il pagamento di 11,5 milioni a Siciliacque: oltre duecento volte l’utile.

Due comunicati, due assemblee

La nota parla di «confronto articolato», di «sintesi condivisa» e di «apprezzamento» per il Consiglio di amministrazione. Non riferisce che Agrigento, il socio con la quota maggiore, circa il 15 per cento, e Favara si sono astenuti. Il capoluogo ha presentato un parere scritto e Riccobene ha definito l’utile «sostanzialmente fittizio», perché poggia su entrate di dubbia esigibilità. Secondo il resoconto diffuso dal Comune, sulla relazione della presidente Danila Nobile diversi sindaci hanno espresso «contrarietà e perplessità». Lo stesso Comune si dice «stupito» di un’approvazione arrivata «senza particolari discussioni». Stessa seduta, due racconti.

Il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza, vicepresidente dell’Assemblea e cofirmatario della nota, ha difeso in aula un bilancio accompagnato dalle verifiche degli organi competenti. È esattamente ciò che la nota non mostra: del giudizio del collegio dei revisori sul 2025 non c’è traccia.

Una Consulta senza regolamento

La nota afferma che, con la presa d’atto dell’istruttoria, la nuova Consulta «è pertanto istituita». Tace che nella stessa seduta, su richiesta di Agrigento, è stato ritirato il regolamento predisposto dal CdA ad aprile. Secondo il Comune lo adotterà la Consulta stessa. Per ora l’organismo di controllo civico, soppresso nel settembre 2025, esiste senza il nuovo regolamento.

Contare le anime

Un bilancio in utile è una buona notizia se i crediti che lo reggono sono vivi. Per saperlo bastano tre documenti: la nota integrativa, la relazione dei revisori, l’elenco dei crediti verso i soci Comune per Comune. I sindaci che rivendicano un «segnale di responsabilità» possono pubblicarli subito.

Čičikov fu costretto a lasciare la città quando la voce sui suoi strani acquisti cominciò a circolare. Ai soci di AICA si chiede meno: aprire il registro.

Ma ecco di seguito il comunicato:

Nota stampa Assemblea dei Sindaci

AICA, approvato il bilancio 2025. Presa d’atto della relazione annuale del CdA e istituzione della nuova Consulta

Agrigento, 14 ottobre 2026 – L’Assemblea dei Sindaci di AICA, riunitasi ieri mattina, alla presenza del Direttore Generale e del CdA, ha approvato il bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, che si chiude con un risultato positivo. Nel corso della seduta è stata inoltre esaminata la relazione annuale del Consiglio di Amministrazione, della quale l’Assemblea ha preso atto.

La discussione ha consentito ai Sindaci di fare il punto sui risultati raggiunti nell’ultimo anno, sulle attività svolte e sulle criticità ancora aperte. I diversi temi all’ordine del giorno sono stati affrontati nel corso di un confronto articolato, che si è concluso con una sintesi condivisa.

L’Assemblea ha inoltre preso atto dell’istruttoria relativa alla nuova Consulta di AICA, completando così il percorso per la sua istituzione. La nuova Consulta è pertanto istituita e potrà contribuire al confronto e alla partecipazione sui temi di interesse dell’Azienda e del territorio.

«L’approvazione del bilancio, che si chiude con un utile, è un risultato positivo e un segnale di responsabilità nella gestione di una società che svolge un servizio essenziale per le nostre comunità», dichiarano Salvatore Di Bennardo, Presidente dell’Assemblea dei Sindaci, e Alfonso Provvidenza, Vicepresidente. «Nel corso dell’ultimo anno sono stati compiuti passi avanti importanti, pur in presenza di criticità che restano e richiedono un impegno costante. Il lavoro di risanamento, miglioramento della gestione e rafforzamento dell’Azienda deve proseguire in questa direzione. Il confronto di ieri mattina, ha consentito ai Sindaci di esaminare i temi all’ordine del giorno e di individuare una sintesi condivisa».

Nel corso dell’Assemblea è stato espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’attuale Consiglio di Amministrazione e per l’impegno profuso nel perseguire una gestione più ordinata, trasparente e orientata al consolidamento di AICA. I Sindaci hanno sottolineato l’importanza di proseguire lungo questa direzione, affrontando con continuità le criticità e dando seguito agli obiettivi condivisi.

L’esito della seduta conferma la volontà dei Comuni soci di accompagnare il percorso dell’Azienda attraverso il confronto istituzionale e la collaborazione, nell’interesse del servizio idrico e delle comunità del territorio.

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Agrigento, vi ricordate di Danilo? Quattro mesi dopo le promesse di Sodano lo abbiamo ritrovato in via Atenea. «Il sindaco si è eclissato, dormo ancora per strada» https://www.reportsicilia.it/agrigento-vi-ricordate-di-danilo-quattro-mesi-dopo-le-promesse-di-sodano-lo-abbiamo-ritrovato-in-via-atenea-il-sindaco-si-e-eclissato-dormo-ancora-per-strada/ https://www.reportsicilia.it/agrigento-vi-ricordate-di-danilo-quattro-mesi-dopo-le-promesse-di-sodano-lo-abbiamo-ritrovato-in-via-atenea-il-sindaco-si-e-eclissato-dormo-ancora-per-strada/#respond Wed, 14 Oct 2026 06:16:24 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=41724 Dal video del 23 giugno al soggiorno all’Hotel dei Pini, dalla casa di accoglienza della parrocchia di San Michele al ritorno in strada. Report Sicilia…]]>

Dal video del 23 giugno al soggiorno all’Hotel dei Pini, dalla casa di accoglienza della parrocchia di San Michele al ritorno in strada. Report Sicilia aveva già raccontato tutto ad agosto. Adesso parla direttamente Danilo. «Il lavoro promesso? Nulla. Se oggi riesco a mangiare lo devo all’assessore Lala. Non voglio dire altro per paura di perdere quel poco che mi danno». E a chi continua ad attaccare il nostro giornale rivolgiamo un invito. Aiutate il sindaco Sodano ad aiutare Danilo.

AGRIGENTO. Vi ricordate di Danilo?

Quel ragazzo senza fissa dimora che il 23 giugno scorso era diventato protagonista di un video pubblicato dal sindaco Michele Sodano, insieme all’assessore ai Servizi Sociali Roberta Lala?

Quel video nel quale il primo cittadino, appena insediato, annunciava con evidente soddisfazione che finalmente Danilo avrebbe avuto un tetto sopra la testa, qualcosa da mangiare e soprattutto un percorso di inserimento sociale capace di restituirgli dignità, stabilità e una prospettiva per il futuro?

Ebbene, noi Danilo lo abbiamo incontrato.

Era la sera del 13 ottobre e si trovava in via Atenea, nel cuore di Agrigento.

Questa volta non c’erano il sindaco e l’assessore, non c’erano annunci istituzionali e neppure telecamere accese per celebrare l’intervento dell’amministrazione.

C’eravamo noi di Report Sicilia.

E abbiamo fatto a Danilo alcune domande molto semplici.

Le risposte raccontano una realtà ben diversa da quella che i cittadini avevano sperato di vedere dopo il video del 23 giugno.

Danilo ci ha raccontato di dormire ancora per strada, di non avere ottenuto il lavoro che sostiene gli fosse stato promesso e di non volere parlare troppo per paura di perdere anche quel poco aiuto che continua a ricevere.

Quasi quattro mesi dopo quel video, dunque, la domanda è inevitabile.

Sindaco Sodano, secondo lei Danilo è stato recuperato?

Il 23 giugno il sindaco annunciava un percorso per restituire dignità a Danilo

Per comprendere la vicenda bisogna tornare al 23 giugno 2026.

Erano trascorsi appena dodici giorni dall’insediamento del nuovo sindaco.

Michele Sodano, insieme all’assessore Roberta Lala, aveva deciso di raccontare pubblicamente l’intervento realizzato in favore di Danilo, un uomo che viveva ad Agrigento senza una sistemazione abitativa.

La sua condizione era stata portata all’attenzione della città attraverso un appello sui social.

Nel video il sindaco ringraziava pubblicamente l’assessore Lala per essersi immediatamente attivata e annunciava una sistemazione temporanea per venti giorni.

Ma il messaggio non si fermava alla soluzione emergenziale.

Sodano parlava di un percorso che avrebbe dovuto consentire a Danilo di uscire dalla precarietà.

Rivolgendosi direttamente a lui pronunciava parole che abbiamo già ricordato nei nostri precedenti articoli.

«Stasera avrai un letto, avrai il cibo e speriamo in un percorso per il futuro di inserimento».

Un intervento presentato come il primo passo verso una condizione di maggiore autonomia.

Il sindaco sottolineava anche che quella vicenda rappresentava la conferma della volontà della sua amministrazione di stare vicina alle persone con maggiori difficoltà.

Insomma, non si trattava soltanto di trovare un letto per qualche notte.

Almeno questo era il messaggio consegnato alla città.

E proprio perché quella storia era stata resa pubblica dall’amministrazione, oggi riteniamo doveroso raccontare che cosa sia accaduto successivamente.

Dall’Hotel dei Pini alla casa di accoglienza della parrocchia di San Michele

Durante il nostro incontro in via Atenea abbiamo chiesto direttamente a Danilo dove abitasse.

La risposta è stata immediata.

«Ho abitato per circa venti giorni all’Hotel dei Pini, poi mi hanno segregato a San… e poi sono tornato in strada».

Il riferimento di Danilo è alla casa di accoglienza della parrocchia di San Michele, della quale Report Sicilia si era già occupata negli articoli pubblicati nel mese di agosto.

Il termine utilizzato da Danilo per descrivere quella successiva sistemazione è particolarmente pesante.

Lo riportiamo come parte della sua testimonianza, senza attribuirgli il valore di un fatto accertato.

E soprattutto senza trasformarlo in un’accusa nei confronti della parrocchia o di chi ha garantito l’ospitalità.

Perché proprio Report Sicilia, già ad agosto, aveva raccolto informazioni sulle difficoltà emerse durante la permanenza di Danilo nella struttura.

Secondo quanto ci era stato riferito, l’assessore Roberta Lala aveva chiesto alla struttura parrocchiale di accoglierlo temporaneamente.

La disponibilità era stata accordata.

Ma durante il soggiorno sarebbero emersi problemi di convivenza con gli altri ospiti e difficoltà nel rispetto delle regole della casa.

Ci erano stati riferiti episodi di agitazione, rumori durante le ore notturne e comportamenti che avrebbero reso problematica la prosecuzione dell’ospitalità.

Circostanze che avevamo riportato con le dovute cautele, tutelando integralmente l’identità delle nostre fonti e senza trasformare le segnalazioni ricevute in una condanna nei confronti di Danilo.

Avevamo però posto una domanda che oggi appare ancora più attuale.

Doveva forse essere una struttura parrocchiale a farsi carico, a proprie spese e per un tempo indefinito, di una persona che l’amministrazione aveva annunciato di voler accompagnare in un percorso di recupero sociale?

La risposta, per noi, è evidente.

Una struttura di accoglienza può intervenire nell’emergenza.

Può offrire temporaneamente un tetto.

Può mettere a disposizione le proprie risorse e la generosità di chi vi opera.

Ma non può essere chiamata a sostituire indefinitamente i servizi istituzionali competenti.

E soprattutto non può essere trasformata nella responsabile del mancato raggiungimento di un obiettivo annunciato pubblicamente da altri.

Chi ha aperto una porta ha fatto la propria parte. Chi aveva annunciato un percorso di reinserimento deve invece spiegare quale risultato abbia prodotto.

Già il 29 giugno i Volontari di Strada avevano lanciato l’allarme

La vicenda di Danilo non è una notizia che scopriamo oggi.

Report Sicilia l’ha seguita anche quando le telecamere del Comune si sono spente.

Già il 29 giugno, appena sei giorni dopo il video del sindaco, Anna Marino, presidente dei Volontari di Strada di Agrigento, aveva espresso pubblicamente la propria preoccupazione.

In un appello spiegava che Danilo rischiava di ritrovarsi nuovamente senza una sistemazione una volta terminata l’ospitalità temporanea.

I volontari chiedevano aiuto alla città e sollecitavano una soluzione che consentisse di evitare il ritorno in strada.

Era il primo segnale che il percorso annunciato dall’amministrazione avrebbe richiesto molto più di un intervento emergenziale.

Poi arrivò agosto.

Il 16 agosto Report Sicilia tornò a chiedere pubblicamente che fine avesse fatto Danilo.

Il 20 agosto pubblicammo nuovi elementi sulla permanenza nella struttura parrocchiale e sulle difficoltà che avevano accompagnato quell’esperienza.

Nello stesso giorno Anna Marino annunciò pubblicamente che Danilo sarebbe tornato in strada.

E noi pubblicammo un articolo nel quale ponevamo una domanda precisa al sindaco.

Dov’è il percorso annunciato dal Comune?

Non si trattava di una polemica improvvisata.

Era una vicenda che seguivamo da settimane, cercando di comprendere quale risultato avesse prodotto l’intervento presentato alla città il 23 giugno.

Il 21 agosto Report Sicilia aveva già denunciato le contraddizioni del sistema di assistenza

Il giorno successivo, il 21 agosto, un approfondimento pubblicato su Report Sicilia affrontava nuovamente il caso Danilo.

L’articolo metteva a confronto la vicenda del senzatetto con quella delle rette reclamate da una comunità alloggio di Porto Empedocle per l’assistenza a una cittadina agrigentina.

Due situazioni differenti che sollevavano interrogativi sulla capacità del sistema comunale di garantire continuità agli interventi sociali.

Nello stesso approfondimento ricordavamo anche l’incontro del 6 agosto tra il sindaco Sodano, l’assessore Lala e l’arcivescovo Alessandro Damiano presso la Fondazione Mondoaltro, finalizzato alla costruzione di una rete di sostegno alle persone più fragili.

E ricordavamo un altro elemento.

Nel programma elettorale del sindaco compariva un capitolo dedicato proprio al principio secondo cui nessuno avrebbe dovuto essere lasciato indietro.

I Volontari di Strada avevano inoltre presentato ai candidati alcune proposte concrete, tra le quali la realizzazione di un dormitorio comunale, un Banco Alimentare e un Emporio Civico.

Il 26 giugno l’assessore Lala aveva assunto impegni su queste tematiche durante un incontro a Palazzo dei Giganti.

Tutti elementi che avevamo già portato all’attenzione dei lettori.

E oggi, quasi quattro mesi dopo, siamo ancora qui a raccontare la storia di Danilo.

Non perché vogliamo ripetere una polemica.

Ma perché abbiamo incontrato direttamente il protagonista di quella vicenda.

E ciò che ci ha raccontato merita di essere conosciuto.

«Il lavoro promesso dal sindaco? Nulla, il sindaco si è eclissato»

Durante l’incontro in via Atenea abbiamo posto a Danilo anche una domanda relativa al lavoro.

Danilo ci ha infatti parlato di una prospettiva lavorativa che, secondo quanto sostiene, gli sarebbe stata promessa dal sindaco.

Gli abbiamo chiesto che fine avesse fatto.

La risposta è arrivata senza esitazioni.

«Nulla, il sindaco si è eclissato».

Parole pesanti.

Non pronunciate da un consigliere comunale di opposizione.

Non pronunciate da un avversario politico.

Ma dallo stesso uomo che il 23 giugno compariva accanto al primo cittadino nel video pubblicato sui social.

È opportuno precisare che nel filmato iniziale Sodano parlava di un percorso di inserimento e che l’esistenza di una specifica promessa lavorativa è quanto oggi ci riferisce Danilo.

Proprio per questo sarebbe utile conoscere la versione dell’amministrazione.

Era stata effettivamente prospettata un’opportunità di lavoro?

Era stato avviato qualche contatto?

Era stata individuata una possibilità concreta?

Oppure quella prospettiva non si è mai trasformata in un progetto?

Sono domande legittime.

Perché l’obiettivo di un intervento sociale non dovrebbe essere soltanto quello di garantire temporaneamente vitto e alloggio.

Dovrebbe essere, quando possibile, quello di costruire le condizioni per una reale autonomia.

«Se oggi riesco ad avere un pasto lo devo soltanto all’assessore Roberta Lala»

Ma c’è un passaggio della testimonianza di Danilo che vogliamo evidenziare con altrettanta chiarezza.

Perché raccontare i fatti significa anche riconoscere ciò che funziona.

Danilo non mette sullo stesso piano il sindaco e l’assessore ai Servizi Sociali.

Anzi, nei confronti di Roberta Lala esprime un riconoscimento preciso.

«Se oggi riesco ad avere un pasto lo devo solo all’assessore Lala. Per il resto dormo in strada».

Questa dichiarazione merita attenzione.

Danilo sostiene che l’assessore continui a garantirgli un aiuto concreto per mangiare.

Ed è giusto darne atto pubblicamente.

Se Roberta Lala continua a interessarsi della sua alimentazione, quell’intervento ha un valore e non intendiamo certamente negarlo.

Ma la stessa dichiarazione contiene anche l’altra faccia della vicenda.

Danilo continua a dormire per strada.

E allora bisogna distinguere tra l’aiuto quotidiano, certamente importante, e il risultato del percorso di recupero annunciato quasi quattro mesi fa.

Un pasto non è una casa. Un pasto non è un lavoro. Un pasto non è il superamento della precarietà.

È un sostegno essenziale, ma non può essere presentato come il completamento di un percorso di reinserimento sociale.

«Non voglio dire altro, non voglio perdere quel poco che mi danno»

È probabilmente questa la parte più amara del nostro incontro.

Quando abbiamo provato ad approfondire ulteriormente la vicenda, Danilo ha preferito interrompere il racconto.

E ci ha spiegato perché.

«Non voglio dire altro, non voglio perdere quel poco che mi danno. Forse più in là potrei dire la mia, ma allo stato attuale va bene così».

Ci siamo fermati.

Non abbiamo insistito.

Perché quelle parole, al di là di qualsiasi valutazione politica, raccontano la fragilità di una persona che teme di perdere anche il poco sostegno di cui dispone.

Sia chiaro.

Non abbiamo alcun elemento per sostenere che qualcuno abbia minacciato Danilo o gli abbia imposto il silenzio.

E non intendiamo insinuarlo.

Ma non possiamo neppure ignorare il significato di quanto ci ha dichiarato.

Un uomo che racconta di dormire per strada ci dice di non volere aggiungere altro per paura di perdere gli aiuti che riceve.

È questa la condizione di autonomia e dignità alla quale avrebbe dovuto condurre il percorso annunciato il 23 giugno?

Una domanda che non riguarda soltanto il sindaco.

Riguarda il modo in cui una pubblica amministrazione affronta situazioni di marginalità sociale.

Il sindaco aveva annunciato il percorso, oggi Danilo racconta di essere tornato al punto di partenza

Nessuno pretende che i problemi sociali si risolvano con una bacchetta magica.

Sappiamo perfettamente che assistere persone prive di una casa può essere difficile.

Possono emergere problemi di convivenza, difficoltà personali, rifiuti delle soluzioni proposte e ostacoli amministrativi.

Non tutto dipende necessariamente dal sindaco o dall’assessore.

Ma proprio per questo bisogna evitare di trasformare un primo intervento emergenziale in un successo politico prima ancora di conoscerne gli sviluppi.

Il 23 giugno Michele Sodano aveva scelto di raccontare pubblicamente l’inizio della storia.

Era stato lui a presentare Danilo alla città come protagonista di un intervento dell’amministrazione.

Era stato lui ad annunciare un percorso.

Oggi, dopo quasi quattro mesi, siamo noi a raccontarne gli sviluppi attraverso le parole dello stesso Danilo.

E la situazione che emerge non è quella di un uomo che ha raggiunto una stabilità abitativa e lavorativa.

È quella di un uomo che dice di dormire ancora per strada, di ricevere un pasto grazie all’assessore Lala e di non volere parlare troppo per timore di perdere quel poco sostegno che riceve.

Un consiglio a chi ci insulta e ci delegittima. Aiutate il sindaco Sodano ad aiutare Danilo

E a questo punto vogliamo rivolgere un invito anche a tutti coloro che, puntualmente, ci accusano, ci insultano e tentano di delegittimare Report Sicilia ogni volta che raccontiamo fatti poco graditi all’amministrazione comunale.

Se qualcuno di voi vuole davvero fare qualcosa di utile, chiami il sindaco Michele Sodano e si proponga di aiutarlo.

Avete letto bene.

Non vi stiamo chiedendo di aiutare Danilo.

Vi stiamo chiedendo di aiutare il sindaco ad aiutare Danilo.

Perché abbiamo l’impressione che il primo cittadino non abbia ancora compreso fino in fondo che essere sindaco non significa soltanto pubblicare video, ricevere applausi sui social e annunciare interventi davanti alle telecamere.

Significa soprattutto assumersi delle responsabilità.

E quando si fanno delle promesse pubbliche, specialmente a una persona che vive in condizioni di estrema fragilità, bisogna fare tutto il possibile per rispettarle.

Danilo non aveva chiesto di diventare protagonista di un video istituzionale.

È stata l’amministrazione a scegliere di raccontare pubblicamente il proprio intervento, annunciando un percorso che avrebbe dovuto consentirgli di uscire dalla precarietà.

Quasi quattro mesi dopo, lo abbiamo ritrovato in via Atenea.

Ancora senza una casa.

Senza il lavoro che sostiene gli fosse stato promesso.

E con la paura di raccontare troppo per non perdere neppure quel poco aiuto che continua a ricevere.

Allora, cari sostenitori del sindaco, invece di perdere tempo a insultare chi fa informazione, provate a ricordare a Michele Sodano che oggi è il sindaco di Agrigento e che le promesse fatte ai cittadini non possono essere archiviate insieme ai video pubblicati su Facebook.

Magari qualcuno di voi potrebbe offrirgli una mano per trovare una soluzione concreta.

Perché noi continueremo a fare il nostro mestiere, che è quello di raccontare i fatti, anche quando non piacciono a chi governa.

Il sindaco, invece, dovrebbe fare il proprio.

Ma evidentemente Michele Sodano è impegnato in altro.

E mentre lui è impegnato in altro, Danilo continua a raccontarci che dorme per strada.

Questa è la differenza tra la propaganda e la realtà.

E noi continueremo a raccontare la realtà, anche a costo di dispiacere a tutti quelli che preferirebbero non leggerla.

Sindaco Sodano, quando ha incontrato Danilo l’ultima volta?

A questo punto vorremmo rivolgere alcune domande direttamente al primo cittadino.

Quando ha incontrato Danilo per l’ultima volta?

Ha avuto modo di verificare personalmente come stesse procedendo il percorso annunciato nel video del 23 giugno?

Esiste oggi un progetto individuale di reinserimento?

Sono state individuate nuove soluzioni abitative dopo la conclusione dell’ospitalità nella struttura parrocchiale?

È mai stata realmente prospettata un’opportunità lavorativa?

E soprattutto, quali iniziative intende assumere l’amministrazione adesso che Danilo dichiara di essere tornato a dormire per strada?

Non chiediamo la pubblicazione di dati sanitari o di informazioni personali riservate.

Chiediamo conto dell’azione amministrativa e degli impegni pubblicamente assunti.

Perché se il 23 giugno era legittimo presentare alla città l’inizio di un intervento, oggi è altrettanto legittimo chiedere quale risultato sia stato raggiunto.

Noi continueremo a raccontare la notizia, non la propaganda

Report Sicilia non vuole gestire strutture di accoglienza.

Non vuole assegnare alloggi comunali.

Non vuole sostituirsi ai Servizi Sociali e neppure alle associazioni di volontariato.

Il nostro compito è raccontare i fatti.

Lo abbiamo fatto quando il sindaco annunciava l’intervento.

Lo abbiamo fatto quando i Volontari di Strada lanciavano l’allarme.

Lo abbiamo fatto quando abbiamo raccolto informazioni sulla permanenza nella casa di accoglienza della parrocchia di San Michele.

Lo abbiamo fatto quando Danilo è tornato senza una sistemazione.

E lo facciamo oggi, dopo averlo incontrato personalmente in via Atenea.

Non abbiamo interesse a nascondere l’aiuto che, secondo Danilo, l’assessore Lala continua a garantirgli.

Ma non abbiamo neppure intenzione di confondere quel sostegno con il risultato di un percorso che avrebbe dovuto portarlo fuori dalla precarietà.

Il 23 giugno il sindaco annunciava un futuro diverso per Danilo. Il 13 ottobre Danilo ci racconta di dormire ancora per strada.

In mezzo ci sono quasi quattro mesi, un soggiorno all’Hotel dei Pini, una successiva ospitalità presso la casa di accoglienza della parrocchia di San Michele, gli appelli dei volontari e gli articoli con i quali Report Sicilia ha continuato a chiedere spiegazioni.

E oggi c’è soprattutto una frase che non possiamo dimenticare.

«Non voglio dire altro, non voglio perdere quel poco che mi danno».

Sindaco Sodano, forse è proprio da queste parole che bisognerebbe ripartire.

Perché una persona realmente avviata verso l’autonomia non dovrebbe sentirsi costretta a scegliere tra raccontare la propria condizione e temere di perdere un pasto.

Noi non sappiamo quali ulteriori interventi siano stati eventualmente predisposti dal Comune e siamo pronti a darne conto quando saranno documentati.

Ma una cosa oggi la sappiamo.

Danilo, incontrato in via Atenea, ci ha raccontato che il percorso annunciato pubblicamente non gli ha ancora restituito una casa né un lavoro.

E allora torniamo alla domanda iniziale.

Vi ricordate di Danilo?

Noi sì.

Lo abbiamo ritrovato.

Sindaco Sodano, secondo lei Danilo è stato recuperato?

Perché le promesse si fanno davanti alle telecamere, ma i risultati si misurano nella vita reale.

E la vita reale, almeno secondo il racconto che abbiamo raccolto direttamente da Danilo, oggi è ancora quella della strada.

Agrigento, che fine ha fatto Danilo? Dopo il video del Comune emergono nuovi elementi: Ospitato in una struttura parrocchiale, ora la sistemazione sarebbe terminata

Danilo da stasera torna in strada. Altro che propaganda: Dopo le promesse del 23 giugno, dov’è il percorso annunciato dal Comune?

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Agrigento, dal caso Di Giovanni a Lattuca il sindaco Sodano chiarisca il futuro del comando https://www.reportsicilia.it/agrigento-dal-caso-di-giovanni-a-lattuca-il-sindaco-sodano-chiarisca-il-futuro-del-comando/ https://www.reportsicilia.it/agrigento-dal-caso-di-giovanni-a-lattuca-il-sindaco-sodano-chiarisca-il-futuro-del-comando/#respond Wed, 14 Oct 2026 05:10:29 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=41722 La questione del dirigente comandante della polizia locale di Agrigento non nasce oggi. Il modello organizzativo introdotto nel 2013, l’incarico affidato a Gaetano Di Giovanni…]]>

La questione del dirigente comandante della polizia locale di Agrigento non nasce oggi. Il modello organizzativo introdotto nel 2013, l’incarico affidato a Gaetano Di Giovanni durante l’amministrazione Firetto e la successiva nomina di un maggiore dei Carabinieri in pensione a titolo gratuito riportano tutti alla stessa domanda: il Comune intende continuare ad affidare il comando a figure esterne al Corpo?

Ora che il sindaco Michele Sodano deve definire l’assetto della polizia locale, la città ha diritto a una risposta. Il sindaco della legalità e della rivoluzione riveda le scelte del passato e chiarisca se vuole davvero cambiare metodo.

La scelta del 2013 e il passaggio con Firetto

Secondo la ricostruzione di Report Sicilia, nel 2013, durante l’amministrazione guidata da Marco Zambuto, il Comune trasformò quello che era il Corpo di polizia locale in un’aliquota. Il regolamento consentì di collocare al vertice un dirigente amministrativo e di affidare il coordinamento del servizio a un graduato.

La decisione fu approvata con una deliberazione di Giunta. Report Sicilia ha ricondotto quella scelta anche al contesto nel quale il dirigente Di Giovanni aspirava ad assumere il comando della polizia locale. Un passaggio che merita ancora oggi di essere ricostruito attraverso gli atti e le motivazioni di chi propose e approvò quel modello.

Con l’amministrazione di Lillo Firetto, Di Giovanni venne assegnato alla dirigenza del settore Polizia locale e presentato come comandante. Nel luglio 2017 il sindaco gli consegnò pubblicamente la divisa ufficiale. Quella consegna documenta come l’amministrazione presentò l’incarico, ma non chiarisce da sola se l’assegnazione delle funzioni e l’uso della divisa fossero legittimi. Report Sicilia contesta la compatibilità di quell’assetto con le regole che disciplinano il comando della polizia locale. www.agrigentooggi.it

Con Miccichè un altro incarico a un ufficiale in pensione

Nel gennaio 2025 l’amministrazione guidata da Francesco Miccichè nominò Vincenzo Lattuca, maggiore dei Carabinieri in pensione, comandante della polizia locale per un anno e a titolo gratuito. L’incarico venne conferito con la determinazione sindacale n. 5 del 10 gennaio 2025. www.reportsicilia.it

Il fatto che l’incarico fosse gratuito non risolve il nodo delle funzioni attribuite. La determinazione richiamava le norme sugli incarichi a personale in quiescenza, ma resta da chiarire se un ex ufficiale dei Carabinieri potesse essere posto al comando della polizia locale con le funzioni proprie di quel ruolo.

La gratuità e la legittimità del comando sono questioni diverse. Il Comune deve spiegare su quale base abbia affidato quelle funzioni e se la nomina fosse compatibile con le regole specifiche della polizia locale. La sentenza del Consiglio di Stato n. 2518 del 15 marzo 2024, richiamata dalla UIL FPL nella sua segnalazione, rende ancora più urgente questa verifica. www.reportsicilia.it

Dopo il dirigente comandante e dopo il comando affidato a un ufficiale in pensione, si vuole continuare con lo stesso schema? È la domanda che oggi il sindaco Sodano deve affrontare. La nuova procedura per il settore Polizia locale individuerà un dirigente amministrativo oppure si vuole attribuire ancora una volta a un profilo esterno anche il comando del Corpo?

La UIL chiede verifiche

Report Sicilia aveva già segnalato la sovrapposizione tra l’incarico dirigenziale previsto dall’avviso comunale e le funzioni di comandante attribuite dal regolamento. L’articolo 24, comma 5, prevede che il coordinamento del servizio sia affidato a un dirigente amministrativo al quale vengono conferite le funzioni di comandante. www.reportsicilia.it

La UIL FPL ha poi trasmesso una segnalazione al Comune e al Prefetto, chiedendo verifiche sulla struttura gerarchica del Corpo, sulle qualifiche del vertice e sulle procedure relative agli atti di polizia giudiziaria. Il sindacato ha segnalato anche criticità legate alla presenza di un solo ufficiale e alla continuità del servizio in caso di assenza. www.reportsicilia.it

La nota sindacale non è una sentenza e non prova da sola l’illegittimità degli incarichi precedenti. Ma impone all’amministrazione di rispondere nel merito, soprattutto alla luce delle norme e della giurisprudenza citate.

Il sindaco della rivoluzione non lasci tutto com’è

Sul piano politico, in Consiglio comunale il vicepresidente vicario Marco Vullo ha invitato Sodano ad alleggerire i toni sulle responsabilità del passato. Report Sicilia ha letto in quell’intervento il possibile segnale di un’intesa: il sindaco evita di toccare le questioni scomode e la maggioranza sostiene gli atti necessari per amministrare. È una lettura politica, ma spetta ai fatti confermarla o smentirla. www.reportsicilia.it

Il caso della polizia locale è una prova concreta. Sodano chiarisca se intende rivedere il regolamento del 2013, se farà verificare gli incarichi successivi e quali funzioni assegnerà al nuovo vertice. Non basta che una soluzione sia stata adottata in passato o che sia stata presentata come gratuita. Occorre stabilire se sia compatibile con le regole specifiche del comando.

La UIL ha formalizzato le proprie richieste. Report Sicilia ha sollevato i dubbi sulla selezione e sui precedenti. Ora il Comune risponda con atti e motivazioni verificabili.

Il sindaco della rivoluzione dimostri che il cambiamento vale anche quando significa mettere mano alle scelte di chi lo ha preceduto. Riveda l’organizzazione della polizia locale e chiarisca una volta per tutte chi dirige il settore, chi comanda il Corpo e quali requisiti deve possedere chi esercita quelle funzioni.

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Taglio dei fondi regionali per i malati oncologici, la “lezione” di Sambuca di Sicilia: continuità dei rimborsi per il trasporto dei pazienti garantita con lo stanziamento di risorse comunali https://www.reportsicilia.it/taglio-dei-fondi-regionali-per-i-malati-oncologici-la-lezione-di-sambuca-di-sicilia-continuita-dei-rimborsi-per-il-trasporto-dei-pazienti-garantita-con-lo-stanziamento-di-risorse-comunali/ https://www.reportsicilia.it/taglio-dei-fondi-regionali-per-i-malati-oncologici-la-lezione-di-sambuca-di-sicilia-continuita-dei-rimborsi-per-il-trasporto-dei-pazienti-garantita-con-lo-stanziamento-di-risorse-comunali/#respond Tue, 13 Oct 2026 20:00:41 +0000 https://www.reportsicilia.it/?p=41716 L’Amministrazione comunale di Sambuca di Sicilia, guidata dalla sindaca Giovanna Casà, interviene con risorse proprie per sostenere i cittadini malati oncologici in cura nelle strutture…]]>

L’Amministrazione comunale di Sambuca di Sicilia, guidata dalla sindaca Giovanna Casà, interviene con risorse proprie per sostenere i cittadini malati oncologici in cura nelle strutture sanitarie. 
La variazione di bilancio è stata approvata dal Consiglio Comunale lo scorso giovedì 8 ottobre. 
L’intervento promosso dal Comune dell’Agrigentino mira dunque a garantire il supporto ai cittadini più fragili, tutelando concretamente il diritto alla salute. 
Le risorse serviranno ad assicurare la continuità delle spese di trasporto che i malati devono affrontare per raggiungere i luoghi dove ricevono le terapie. 
Una decisione coraggiosa e apprezzabile, decisamente in controtendenza rispetto alla prassi dei bilanci comunali sempre più risicati. 
La misura, infatti, si inserisce in un contesto segnato dalla riduzione delle risorse regionali destinate al servizio, che rischiava di incidere pesantemente sulle condizioni economiche di numerosi pazienti e delle loro famiglie.
Per chi è costretto a sottoporsi periodicamente a trattamenti oncologici in ospedali e centri specializzati, le spese di viaggio costituiscono infatti un ulteriore onere da affrontare in un momento già particolarmente delicato sul piano fisico, psicologico ed economico.  
Di fronte a tale situazione, l’Amministrazione comunale ha scelto di intervenire direttamente, destinando risorse del bilancio dell’Ente alla copertura degli interventi previsti. 
Grazie alla relativa variazione di bilancio approvata dal Consiglio Comunale nei giorni scorsi, è stato dunque possibile dare una risposta concreta alle esigenze dei cittadini interessati.
“La tutela della salute e il sostegno delle persone che affrontano una malattia oncologica – spiega la prima cittadina – rappresentano una priorità per la nostra Amministrazione: in situazioni di particolare fragilità, le istituzioni hanno il dovere di fare tutto ciò  che è nelle proprie possibilità per evitare che le difficoltà economiche diventino un ulteriore ostacolo nell’accesso alle cure”.
“Per questo – aggiunge Giovanna Casà – abbiamo ritenuto necessario intervenire con risorse comunali, garantendo continuità al sostegno destinato ai nostri concittadini”.
La decisione dà seguito all’impegno assunto dalla sindaca e dalla sua squadra amministrativa di porre al centro dell’azione politica le persone, con particolare attenzione rivolta a chi vive in condizioni di malattia, disagio e vulnerabilità sociale.
La scelta di destinare risorse proprie a questo intervento testimonia la volontà del Comune di Sambuca di Sicilia di esercitare fino in fondo il proprio ruolo di prossimità intervenendo, nei limiti delle disponibilità finanziarie dell’Ente, a tutela delle fasce più esposte e delle famiglie che necessitano di sostegno.
Si tratta di un provvedimento con cui Sambuca di Sicilia ribadisce il valore della solidarietà istituzionale e della responsabilità amministrativa: anche in presenza di difficoltà finanziarie e di una riduzione dei trasferimenti sovracomunali, l’intendimento è quello di continuare a garantire attenzione e gesti concreti ai bisogni essenziali della comunità.
Un intervento che riafferma il principio fondamentale secondo cui la tutela delle persone e della loro dignità deve rimanere al centro dell’azione pubblica. 

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Che la Valle dei Templi e il suo parco archeologico siano un gioiello di valore mondiale è noto. Che sia ancora più splendente perchè fruibile da tutti, in primo luogo da chi ha difficoltà fisiche con le quali convivere, è ancor più bello. Tanto da meritare un prestigioso premio che viene riconosciuto alle migliori eccellenze, nell’ambito del Premio internazionale “Turismi Accessibili”, promosso dall’associazione Diritti Diretti aps. La giuria di esperti ha assegnato al Parco il premio nella categoria “Accoglienza e fruizione nei luoghi della cultura”, definendolo un “modello globale di fruizione archeologica universale” per l’eliminazione delle barriere architettoniche, sensoriali e culturali.
«Siamo fieri di questo riconoscimento – ha detto l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – che dimostra come la bellezza della nostra terra debba e possa essere davvero alla portata di tutti. Garantire a ogni cittadino il diritto di fruire dell’arte e della storia è una priorità del governo Schifani, oltre che un dovere». Il sito di Agrigento garantisce oggi l’accessibilità dell’85 per cento dell’area archeologica, grazie a un servizio di navetta gratuita per visitatori con disabilità e accompagnatori, alla disponibilità di sedie a rotelle e carrozzine elettriche ad uso gratuito, a percorsi dedicati e mappe con indicazioni sulle difficoltà. L’offerta comprende anche cartelli per bambini e persone in carrozzina, pannelli Braille lungo la Via Sacra, modelli tattili dei monumenti, monitor e Qr Code con video in Lingua dei segni. Grazie ai fondi del Pnrr, infine, sono stati sviluppati avatar e piattaforme digitali, mappe interattive, anelli intelligenti e un’app mobile dedicata al Museo regionale Griffo.
«Si tratta di un premio che ci inorgoglisce innanzitutto per la sua finalità – spiega il direttore del Parco, Roberto Sciarratta – In questi anni l’ente da me guidato ha investito con convinzione importanti risorse tecniche ed economiche per rendere il nostro patrimonio accessibile a persone con ogni tipo di disabilità, poiché siamo convinti che la cultura e la bellezza siano diritti inalienabili di ogni cittadino»
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