Ex PIP, l’incremento orario annunciato dalla Regione Siciliana non basta. Il Coordinamento spontaneo alza la voce: “Servono certezze, la dignità è un diritto”

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La Regione Siciliana annuncia un “nuovo passo avanti” nella storica vertenza degli ex PIP, ma dal fronte dei lavoratori arriva una risposta netta: l’incremento dell’orario a ventiquattro ore settimanali non è una soluzione strutturale, né definitiva.
Nello specifico, il Governo regionale, con un emendamento alla legge di Stabilità 2026–2028, ha previsto uno stanziamento di circa 10 milioni di euro per aumentare di quattro-sei ore l’orario dei 1.853 ex PIP oggi impiegati in Servizi Ausiliari Sicilia.

Un intervento che il presidente Renato Schifani definisce un primo passo, da sviluppare “gradualmente, compatibilmente con i conti pubblici”, lasciando agli Enti utilizzatori la possibilità – ma non l’obbligo – di estendere l’orario fino a trentasei ore con risorse proprie.
Un’impostazione che il Coordinamento spontaneo dei diritti dei lavoratori ex PIP giudica insufficiente e potenzialmente iniqua.
“Prendiamo atto del segnale di attenzione – afferma il Coordinamento – ma, così come formulata, la misura non garantisce una reale dignità salariale e mantiene i lavoratori in una condizione di part-time involontario che non è più giustificabile dopo la stabilizzazione”.
Il nodo centrale, secondo i lavoratori, non è solo l’aumento delle ore, ma l’assenza di certezze: mancano un cronoprogramma verso l’orario pieno, un impegno finanziario pluriennale vincolante e soprattutto un’uniformità di trattamento per tutto il bacino ex PIP.

A entrare nel merito è Giuseppe Carramusa, componente del Coordinamento, che punta il dito contro uno degli aspetti, a suo dire, più controversi dell’emendamento.

Giuseppe Carramusa

“Demandare agli Enti e alle aziende pubbliche la copertura dei costi per arrivare fino a trentasei ore – afferma – significa aprire la strada a forti disuguaglianze: lavoratori con la stessa storia, lo stesso contratto e lo stesso percorso di stabilizzazione rischiano di essere trattati in modo diverso solo in base alla capacità di spesa dell’Ente utilizzatore”.
Secondo Giuseppe Carramusa, non si può parlare di rafforzamento dei servizi pubblici senza affrontare seriamente i temi della valorizzazione del lavoro, della formazione, del corretto inquadramento professionale e di un reale processo di integrazione degli ex PIP nella Pubblica Amministrazione.
Ancora più duro il richiamo di Alfredo Utro, storico rappresentante dei PIP, che contesta l’impostazione basata sulla gradualità finanziaria. 

Alfredo Utro

“La dignità del lavoro – dichiara – non può essere affidata alla sola compatibilità con i conti pubblici : è un diritto, non una concessione”.
Le richieste del Coordinamento sono chiare e non negoziabili: superamento definitivo del part-time involontario, un percorso certo verso le trentasei ore settimanali per tutti, l’eliminazione di ogni disparità tra lavoratori e una soluzione strutturale che chiuda una vertenza lunga oltre vent’anni.
“La vertenza ex PIP non chiede privilegi – conclude Alfredo Utro – ma giustizia sociale, equità e rispetto: vigileremo affinché alle dichiarazioni seguano atti concreti, tempi certi e diritti realmente esigibili”.
Mentre il Governo regionale rivendica dunque il metodo della gradualità, dal mondo degli ex PIP arriva un messaggio politico e sociale chiaro: senza certezze, l’aumento di qualche ora non basta a cancellare decenni di precarietà.
La partita, dunque, è tutt’altro che chiusa.

RENATO SCHIFANI: “UN CAMMINO COMPLESSO” 

Nella giornata di lunedì 15 dicembre, il presidente Renato Schifani ha incontrato le organizzazioni sindacali a Palazzo d’Orléans, illustrando i contenuti dell’emendamento alla Legge di Stabilità 2026-2028 che punta al miglioramento delle condizioni lavorative dei 1.853 lavoratori attualmente impiegati a tempo parziale nella Servizi Ausiliari Sicilia. 
Dopo la stabilizzazione a inizio legislatura, dunque, secondo il presidente la vertenza storica degli ex PIP entrerebbe in una nuova fase, come sottolineato nel corso della riunione, svoltasi alla presenza, tra gli altri, dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, del ragioniere generale Ignazio Tozzo e del capo di gabinetto della Presidenza Salvatore Sammartano.
Il provvedimento rappresenta un primo passo verso il raggiungimento dell’orario ordinario; è stata inoltre preannunciata una seconda misura, che sarà introdotta in Finanziaria, per rafforzare ulteriormente l’impiego dei lavoratori,
 migliorando i servizi offerti agli Enti e alle aziende pubbliche socie della SAS, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica.
La norma consente, inoltre, agli Enti e alle aziende pubbliche in cui operano gli ex PIP, qualora vi siano effettive esigenze di servizio, di farsi carico direttamente nei propri bilanci dei maggiori costi necessari all’estensione dell’orario di lavoro, fino a un massimo, appunto, di trentasei ore settimanali.
“L’auspicio – ha detto Renato Schifani – è che questo percorso possa proseguire gradualmente, anno dopo anno, compatibilmente con i conti pubblici, fino ad arrivare a una retribuzione più giusta e dignitosa: è stato un cammino complesso, ma fortemente voluto, che ha già prodotto risultati concreti”.
“Ora vogliamo completarlo con gradualità – ha concluso – accompagnando l’adeguamento finanziario degli ex PIP”.

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