Elezioni, Nino Cuffaro contro tutti: Il Pd fa accordi con la destra, con la Dc e con Firetto

L’ultima domenica mattina di questo primo mese dell’anno è piuttosto amara e turbolenta per il segretario comunale del partito democratico di Agrigento, Nino Cuffaro.
Al risveglio ha subito preso la tastiera del computer per scrivere sulla sua pagina facebook un agguerrito post contro le manovre dei capi del suo partito a Palermo e a Roma, che stanno cercando di affossare il lungo lavoro che lui, Nino Cuffaro, da molti mesi ha intrapreso e sembrava aver portato a termine: costruire ad Agrigento un patto programmatico ed elettorale per realizzare quella che è stata chiamata Area Progressista e investire il giornalista della Rai Nuccio Dispenza per la carica di candidato Sindaco del capoluogo.
Stamani leggiamo infatti sulla pagina facebook di Nino Cuffaro che a suo parere: “Mentre i compagni di Agrigento lavoravano per irrobustire l’Area Progressista, definire la sua proposta programmatica e individuare la squadra di governo della città, era in corso una trattativa di alcuni esponenti del PD con il candidato sindaco Lillo Firetto. Questa trattativa non solo c’è stata, ma direi che si sia conclusa da tempo. Probabilmente era già pronta fin dai tempi delle elezioni provinciali”. Ma per Nino Cuffaro, questo accordo con Firetto “è difficile da digerire di per sé, se poi a Firetto si affiancano i consiglieri della Democrazia Cristiana e una robusta componente di ceto politico di centrodestra”.
La strategia sarebbe quella di allestire: “pseudo liste civiche. In realtà liste della vecchia politica riverniciate con il riferimento abusivo al civismo”.
Secondo Cuffaro si cerca di “scompaginare il lavoro finora realizzato; di scoraggiare il candidato in pectore, magari inducendolo alle dimissioni; di far fallire, per stanchezza e continuo logoramento, il progetto dell’Area Progressista”.
A questo punto il segretario comunale del PD chiama a raccolta la sinistra agrigentina per “andare fino in fondo nel perseguire il progetto dell’Area Progressista, costringendo gli affossatori ad assumersi la piena responsabilità politica di scelte diverse e aberranti, che nulla hanno a che fare con la costruzione dell’alternativa al centrodestra e il rinnovamento voluto dalla segretaria Elly Schlein”.
Il circolo di Agrigento del PD porta avanti dal dicembre 2024 il progetto denominato Area progressista con il Movimento Cinque Stelle, Verdi, Sinistra Italiana, Legambiente, il Circolo Pasolini, Arci, e varie altre realtà politiche, ambientaliste, sociali, culturali che si ispirano alle ideologie della Sinistra. Ai primi incontri al Circolo Pasolini hanno partecipato e sono intervenuti anche la deputata del Giovanna Iacono e la deputata del Movimento Cinque Stelle Ida Carmina.
Ma Nino Cuffaro ritiene di non avere più il sostegno di Giovanna Iacono e soprattutto del deputato regionale del Pd Michele Catanzaro e del responsabile regionale enti locali del partito Fabio Termine e quindi il segretario regionale, la vicesegretaria regionale, il coordinatore della segreteria, il responsabile dell’organizzazione, il responsabile degli enti locali avrebbero da qualche tempo avviato “trattative dirette con altri interlocutori fuori dal partito”, mentre il circolo Vittoria Giunti ha sempre escluso qualunque possibilità di accordo con forze di centrodestra (in particolare la DC).
Per alcuni mesi i vertici provinciali e siciliani del Pd avrebbero usato la tattica dei temporeggiatori con rinvii vari, rispetto alle pressanti richieste di incontri e intese chieste da Cuffaro per formalizzare e ufficializzare il patto programmatico ed elettorale dell’area progressista e la candidatura di Nuccio Dispenza. Ma ora molte cose starebbe venendo alla luce rivelando che il Pd di Iacono e Catanzaro sarebbe orientato a costruire un campo largo con un diverso candidato Sindaco per le prossime elezioni amministrative ad Agrigento. Un campo largo che per Cuffaro “somiglia alla supercazzola con scappellamento a destra”. E Cuffaro si fa alcune domande: “Cos’è questo campo largo? E quanto dev’essere largo? Cosa avrebbe di diverso dall’area progressista? Forse la presenza di forze di centrodestra, che per pudore non vengono nominate? Quindi, chi ci deve stare dentro di preciso? Chi dev’essere il candidato sindaco?
Tutto questo, a meno di due mesi dalla presentazione delle liste, non è dato sapere”.
Si attendono adesso le repliche dei politici tirati in ballo da Nino Cuffaro, ma vorremmo anche di sapere cosa faranno adesso tutti i soggetti che hanno finora fatto parte dell’Area Progressista. Tutto quanto però sembra una tempesta in un bicchiere, considerando che la sinistra al momento ad Agrigento non ha molti consensi elettorali e quindi frazionare il poco per moltiplicare le sigle condurrà solo alla cronaca di un suicidio strategico che condanna all’invisibilità. Una storia già vista nella sinistra agrigentina.








