Differenziata da 145 milioni di euro, il bando “scritto” dal CONAI: ad Agrigento il rischio di una gara pilotata

Ancora una volta Agrigento e il suo territorio finiscono al centro di una procedura che solleva più di un interrogativo. Al centro della vicenda c’è il bando per l’appalto della raccolta differenziata, del valore complessivo di circa 145 milioni di euro, predisposto – secondo quanto emerge – su mandato della SRR Agrigento Est e dei Comuni componenti con il contributo diretto del CONAI.
Una circostanza che, se confermata, pone un problema enorme di compatibilità, legittimità e trasparenza.
Il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) è un consorzio privato, seppur senza fini di lucro, nato nel 1997 con il compito di garantire il raggiungimento degli obiettivi di legge sul riciclo e recupero dei rifiuti di imballaggio (acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica e vetro).
Il sistema CONAI collabora con i Comuni, finanziando la raccolta differenziata attraverso il contributo ambientale pagato dalle aziende.
Ed è proprio qui il nodo.
👉 Il CONAI non è un soggetto terzo neutrale, ma un attore del sistema, con interessi diretti nel modello di raccolta, nelle frazioni merceologiche e nei flussi economici legati ai rifiuti di imballaggio.
👉 Affidargli la predisposizione di un bando di gara multimilionario significa consentire a un soggetto interno al sistema di influenzare regole, criteri e impostazione tecnica della gara stessa.
In termini giuridici e amministrativi, siamo di fronte a una potenziale incompatibilità grave.
Non è la prima volta che su questa gara emergono ombre.
Report Sicilia ha già documentato come il presidente Pendolino risultasse incompatibile nel momento in cui avrebbe firmato atti legati allo stesso bando, circostanza che aveva già fatto scattare forti perplessità sulla correttezza dell’intera procedura.
Oggi, con l’emersione del ruolo del CONAI nella predisposizione del bando, il quadro si aggrava ulteriormente.
Una gara “disegnata” da chi è parte del sistema
Il rischio, tutt’altro che teorico, è che la gara sia stata costruita su misura, con:
criteri tecnici orientati verso un modello di raccolta funzionale al sistema CONAI,
parametri economici e qualitativi tali da restringere la platea dei potenziali concorrenti,
un’impostazione che potrebbe condizionare l’esito dell’appalto ancor prima della pubblicazione.
Tutto questo mentre parliamo di una cifra enorme: 145 milioni di euro di soldi pubblici, destinati a incidere per anni sulla gestione dei rifiuti in decine di Comuni dell’agrigentino.
Il precedente che fa scuola
Ad Agrigento, purtroppo, il copione è già noto:
bandi scritti da soggetti “esterni” ma tutt’altro che indipendenti,
gare strutturate in modo da favorire determinati modelli o operatori,
procedure che finiscono inevitabilmente sotto la lente della magistratura o degli organi di controllo.
Il caso della differenziata rischia di diventare l’ennesimo esempio di una gestione opaca, dove le decisioni strategiche vengono prese lontano dalla trasparenza, mentre ai cittadini restano:
tariffe sempre più alte,
servizi spesso inefficienti,
nessuna reale possibilità di controllo.
Una domanda inevitabile
Se il sistema è sano, perché affidare la scrittura del bando a un consorzio privato direttamente coinvolto nella filiera dei rifiuti di imballaggio?
Perché non ricorrere a strutture pubbliche indipendenti o a supporti tecnici privi di conflitti di interesse?
La sensazione, sempre più diffusa, è che anche questa volta si stia tentando di “pilotare” una gara, mascherandola da supporto tecnico.
E quando si parla di 145 milioni di euro, non si può e non si deve far finta di nulla.
Report Sicilia continuerà a seguire la vicenda, chiedendo accesso agli atti, verificando i ruoli, le responsabilità e i passaggi amministrativi, perché su una partita di questa portata la trasparenza non è un optional, ma un obbligo.





