Differenze stipendiali pagate a ex giornalista della Provincia Regionale… scomparso 5 anni fa

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Vittorio Alfieri è stato un bravissimo giornalista. Ha scritto per i maggiori quotidiani siciliani, come corrispondente da Agrigento e ha legato molto spazio della propria attività professionale alla Provincia Regionale di Agrigento, divenuta poi Libero Consorzio dei Comuni e tornata a essere Provincia da un paio d’anni. Alfieri è scomparso il 2 giugno 2020, ma alcuni anni prima aveva iniziato una “guerra” contro l’ente provinciale nel quale aveva lavorato, per vedere riconosciuti i giusti requisiti professionali e con essi, quelli economici, derivanti dalla propria reale qualifica professionale. Per quelli professionali dovette aspettare il 2017 con sentenza del Tribunale di Agrigento, per quelli economici la burocrazia è stata troppo lenta. I fatti: con Deliberazione del Consiglio del Libero Consorzio Comunale di Agrigento n. 31 del 18/12/2025 è stato riconosciuto il debito fuori bilancio, derivante dalla sentenza passata in autorità di cosa giudicata emessa dalla corte di Appello di Agrigento n. 347/2017 e pubblicata il 13/06/2017 (!) che condannava la Provincia regionale, a titolo di compensazione tra la differenza di quanto percepito da Alfieri come “Capo Redattore” anziché “Redattore” dal 24/10/2007 al 31/12/2009, e la differenza fra quanto ha percepito come “Aiuto redattore” anziché “Redattore”, dall’1/01/2010 al 20/12/2010 e al pagamento dei relativi contributi, oneri, interessi maturati e rivalutazione monetaria. A quasi nove anni dalla sentenza del Tribunale di Agrigento e a 5 anni dalla morte la provincia solo adesso paga quello che tecnicamente si chiama “debito fuori bilancio”. La questione più importante però non è certamente quella economica, trattandosi di cifre che cambiano la vita a nessuno, quanto quella della snervante tempistica per vedere riconosciuti anche economicamente i propri diritti. Una attestazione con risvolti morali, attesa dalla famiglia Alfieri, assistita in questa “odissea” dall’avvocato Pierluigi Cappello. 

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