Di Mauro non arretra e rimette Sodano (Calogero) al centro del progetto per il centrodestra

Sodano, Calogero, doveva essere, è e sarà. Lo dice a Grandangolo Roberto Di Mauro, il quale parla di “chiacchiericcio” riferendosi alle voci che narrano di Fratelli d’Italia infastidita e dello stesso ex senatore ottuagenario pronto a salutare la compagnia dopo mesi di “cottura a fuoco lento”, in attesa di una ufficializzazione che ancora non arriva. Di Mauro dunque torna sulla scena con una dichiarazione ufficiale che non lascia dubbi di interpretazione, attribuendo la scelta di Sodano alle decisioni prese in maniera unitaria alcune settimane fa durante uno dei ben noti “tavoli” di coalizione. Perchè per Agrigento i candidati sindaco si “scelgono” dall’alto, non dal basso, dando fiducia a chi si sbatte da decenni contro disservizi e ruberie, con i deputati che determinano chi ha le “caratteristiche” giuste per svolgere il ruolo di proprio “pupo” da piazzare a palazzo San Domenico. Sodano, Calogero, storicamente non ha mai avuto le fattezze di un “pupo”, essendo un politico di personalità che anche con lo stesso Di Mauro ebbe scontri politici negli anni in cui era sindaco e senatore. I tempi però cambiano, l’età smussa certi dissapori ed eccoci qua, con il centrodestra che – secondo il Di Mauro pensiero – va dritto sull’ex sindaco con due mandati alle spalle e pazienza, se Fratelli d’Italia andrà per i fatti propri. Del resto c’è sempre la “tachipirina” Firetto, “medicina” buona per placare gli stati febbrili di quei partiti che non sanno chi candidare alla massima carica politica della città dei Templi. Nelle prossime ore se ne saprà – forse di più – specie sulle valutazioni che nel partito di Giorgia Meloni faranno dopo l’uscita di Di Mauro che va avanti come un treno sul Sodano maggiore, in pratica terzo candidato sindaco dopo Giuseppe Di Rosa (l’unico civico e in campagna elettorale da mesi, con tanto di pre-programma pubblicato e comizi già iniziati) e Michele Sodano, “incoronato” dall’aspirante presidente della Regione Ismaele La Vardera che ha compattato il cosiddetto fronte progressista agrigentino, solo per “misurarsi” in vista delle elezioni regionali. Ah, il 24 e 25 maggio si vota e la campagna elettorale per quasi tutti pare essere uno spiacevole fastidio.





