Cicogne morte a Gela, trovati lacci emostatici e plastica nei pulcini

GELA – Nella riserva Geloi Wetland è stata segnalata una mortalità anomala tra i pulcini di cicogna. L’analisi di dodici esemplari morti ha rilevato nei loro stomaci quantità significative di plastica, tra cui lacci emostatici ed elastici. I genitori, scambiandoli per lombrichi, li raccolgono e li portano al nido.
La riserva si trova nella Piana di Gela, in provincia di Caltanissetta, e ospita la più grande colonia italiana di cicogne bianche, con circa cinquanta coppie. Per proteggere i nidi dalle folgorazioni sono state installate piattaforme artificiali sui tralicci, ma proprio sotto alcune di queste strutture sono stati trovati i corpi dei pulcini.

Secondo Angelo Scuderi, ornitologo e responsabile del progetto per la fondazione Pro Biodiversità, la plastica può causare la morte per occlusione intestinale o impedire ai piccoli di nutrirsi. Tra le cause di mortalità resta anche l’elettrocuzione sulle linee elettriche.
I dati della colonia indicano un peggioramento. L’anno scorso, su circa 52 o 53 pulcini nati da 24 coppie, dodici non sono sopravvissuti. Quest’anno la mortalità si è manifestata prima e, su circa cinquanta nati, soltanto 15 o 16 sono diventati adulti e autonomi.
La provenienza dei rifiuti ingeriti non è stata accertata. Le cicogne si spostano su territori ampi per cercare cibo, quindi i materiali potrebbero arrivare anche da fuori dalla riserva. La presenza di lacci emostatici pone inoltre una questione sul corretto smaltimento dei rifiuti sanitari, che non possono essere abbandonati nell’ambiente.
Scuderi ritiene necessario coinvolgere l’Ispra e gli enti che si occupano di fauna e biodiversità. Servono verifiche e il monitoraggio degli spostamenti degli uccelli per individuare l’origine dei rifiuti e contenere un fenomeno che minaccia la colonia.





