Altro che rudere dimenticato, senza abitanti e senza acqua. Secondo le segnalazioni che continuano ad arrivare a Report Sicilia, l’immobile di contrada Zingarello appartenente al vicesindaco Giovanni Crosta sarebbe stato frequentato abitualmente durante il periodo estivo e avrebbe ospitato anche feste con numerosi invitati.
Sia chiaro: si tratta di testimonianze che dovranno essere verificate e sulle quali Crosta ha tutto il diritto di replicare. Ma, dopo le immagini del drone, la biancheria stesa, gli spazi curati e i rifiuti domestici visibili davanti alla proprietà, la rappresentazione del “rudere” appare sempre più difficile da sostenere.
Adesso spuntano persino il vicesindaco in versione DJ, la ghirlanda hawaiana e le angurie intagliate. Più che un rudere, stando ai racconti ricevuti, sembrerebbe il programma di un villaggio turistico.
«Nessuno la abita e non c’è alcuna utenza idrica»
Crosta avrebbe sostenuto che nessuno abita la casa e che l’immobile non dispone di alcuna utenza idrica.
Una versione che viene contestata in maniera netta da un messaggio inviato al giornale:
«Una bugia grande quanto una casa. Il signor Crosta è solito frequentare l’immobile con la propria famiglia e con altri familiari che durante l’estate tornano da fuori. Sono note le feste estive e quella di Ferragosto, una tradizione alla quale parteciperebbero anche diverse persone conosciute».
L’autore della segnalazione aggiunge un particolare quasi cinematografico:
«Crosta, con tanto di ghirlanda hawaiana, è solito fare il DJ, mentre vengono preparate e mostrate angurie intagliate».
i piatti di frutta di casa crosta
Non sappiamo, allo stato attuale, se esistano fotografie o filmati capaci di documentare questi momenti. Il messaggio rappresenta una testimonianza e non ancora una prova. Ma rende ancora più urgente una risposta pubblica del vicesindaco.
Quest’anno, sempre secondo la segnalazione, nessuno degli invitati avrebbe pubblicato sui social le immagini delle consuete feste. Una prudenza improvvisa che l’autore del messaggio collega alla maggiore esposizione politica di Crosta.
Sarà una coincidenza. D’altronde anche i ruderi, quando diventano famosi, possono sviluppare una certa timidezza.
La testimonianza dell’operatore ecologico
A questa segnalazione si aggiunge il commento pubblico di un operatore ecologico che afferma di conoscere direttamente la zona perché vi svolge il servizio di raccolta.
Omettiamo volontariamente nome e cognome, non essendo necessari ai fini dell’articolo.
L’operatore ha scritto:
«Faccio l’operatore ecologico e ho proprio questa zona. Se la casa è quella, d’estate è piena di gente».
La precisazione «se la casa è quella» impone cautela: il commento non può essere presentato come una conferma definitiva dell’identificazione dell’immobile. Resta però una testimonianza proveniente da una persona che dichiara di lavorare stabilmente nella zona e di conoscere la frequentazione estiva della casa.
Se l’immobile viene abitato o frequentato da numerose persone, anche soltanto nel periodo estivo, tornano inevitabilmente le domande già poste da Report Sicilia: da dove arriva l’acqua e dove vengono smaltite le acque reflue?
Il mistero del rudere con i rifiuti domestici
Le fotografie realizzate con il drone mostrano bidoni, sacchi e rifiuti apparentemente riconducibili alla normale vita domestica. In un’altra immagine è visibile della biancheria stesa negli spazi esterni.
Una fotografia non consente di stabilire chi abbia prodotto i rifiuti, chi abbia steso la biancheria o da quanto tempo quegli oggetti si trovino sul posto. Tuttavia, sono elementi difficili da associare a un immobile totalmente abbandonato e mai utilizzato.
Da qui nasce una domanda quasi filosofica: se nessuno abita il rudere, chi produce i rifiuti?
E ancora: chi stende la biancheria? Chi cura le piante? Chi utilizza gli arredi esterni? Chi consuma l’acqua necessaria alle attività domestiche e alla manutenzione degli spazi?
Forse il rudere si organizza autonomamente. Oppure la definizione scelta dal vicesindaco non racconta l’intera realtà.
Le feste senz’acqua: il nuovo miracolo di Zingarello?
Se davvero non esiste alcuna utenza idrica, bisogna comprendere come venga approvvigionata una casa che, secondo le testimonianze, in estate sarebbe stata frequentata da familiari e numerosi ospiti.
L’acqua arriva attraverso autobotti?
Esiste un pozzo?
Sono presenti serbatoi alimentati da una diversa utenza?
C’è un collegamento alla rete idrica?
E soprattutto: se vengono utilizzati cucina, servizi igienici e docce, dove finiscono i reflui?
Il Comune di Agrigento, con l’ordinanza sindacale numero 98 del 10 dicembre 2025, ha consentito agli utenti di Cannatello e Zingarello di collegarsi alla nuova rete fognaria, previo nulla osta di AICA e autorizzazione comunale allo scarico.
Crosta ha richiesto l’allaccio?
Ha ottenuto il nulla osta di AICA?
Se l’immobile non è collegato alla fognatura, dispone di una fossa Imhoff, di una vasca a tenuta o di un altro sistema autonomo regolarmente autorizzato?
Organizzare, secondo quanto riferito, feste estive in una casa priva di acqua sarebbe già una piccola impresa. Farlo senza produrre reflui avrebbe quasi del soprannaturale.
i piatti di frutta di casa crosta
Il vicesindaco mostri i documenti
Le testimonianze ricevute non bastano da sole a dimostrare l’uso effettivo dell’immobile, ma si aggiungono alle immagini e agli altri elementi raccolti dal giornale.
Crosta può chiarire tutto rapidamente.
Mostri la documentazione relativa alle utenze, dica se la casa venga frequentata e spieghi attraverso quale sistema arrivino l’acqua e gli altri servizi. Renda pubblici anche il titolo edilizio, la domanda di sanatoria, l’eventuale concessione rilasciata, il nulla osta della Soprintendenza e le pratiche relative ai lavori eseguiti negli ultimi anni.
Un uomo pubblico, soprattutto se titolare delle deleghe alla Trasparenza, alla Polizia municipale, al Patrimonio e agli Affari legali, ha il dovere di rispondere con gli atti.
Non deve farlo per accontentare Report Sicilia. Lo deve ai cittadini.
Dal “guanto da rivoltare” alla ghirlanda hawaiana
Soltanto pochi giorni fa Crosta parlava della necessità di rivoltare Agrigento «come un guanto». Adesso, nelle testimonianze inviate al giornale, al guanto si aggiunge una ghirlanda hawaiana.
Il passaggio è suggestivo: dalla moralizzazione della città alla festa di Ferragosto, dai proclami sulla trasparenza al mistero dell’acqua, dal rudere disabitato alla casa che, secondo un operatore ecologico, «d’estate è piena di gente».
L’ironia, però, non deve far perdere di vista il cuore della vicenda. Se quanto segnalato non corrisponde alla verità, Crosta lo smentisca in maniera chiara. Se dispone di atti e documenti, li renda pubblici.
Ma se l’immobile viene realmente utilizzato, allora la dichiarazione secondo la quale nessuno lo abiterebbe deve essere spiegata.
La città non ha bisogno di altre formule ad effetto. Ha bisogno di sapere se la casa sia urbanisticamente regolare, se disponga legittimamente dell’acqua, dove scarichi i reflui e con quali autorizzazioni siano stati eseguiti gli interventi più recenti.
Nel frattempo, il “rudere” continua ad arricchirsi di particolari: prima la biancheria, poi i rifiuti, adesso le feste, il DJ e le angurie intagliate.
Manca soltanto la documentazione. Ed è proprio quella che Crosta continua a non mostrare.