Bilanci approvati in extremis, rilievi ignorati e rischio Corte dei Conti: perché i consiglieri avrebbero dovuto fermarsi

In data 29 dicembre, in qualità di Consigliere Comunale, ho espresso voto contrario in occasione della seduta consiliare relativa all’approvazione di tre atti fondamentali per la vita finanziaria dell’Ente:
Bilancio di previsione 2025–2027
Rendiconto di gestione 2024
Bilancio consolidato 2024
Una scelta politica, consapevole e motivata, assunta restando in Aula fino alla fine, pur sapendo che sarebbe stato più semplice abbandonare i lavori prima della votazione.
Restare in Aula non significa condividere
La decisione di restare in Aula, garantendo il numero legale, non equivale in alcun modo ad avallare atti che presentano criticità sostanziali, procedurali e temporali.
Al contrario, la permanenza in Aula ha rappresentato una assunzione di responsabilità personale e istituzionale, dettata da una ragione precisa:
👉 l’impossibilità, per i consiglieri comunali, di analizzare seriamente gli atti e di presentare emendamenti, come previsto da leggi, statuti e regolamenti.
Gli strumenti finanziari sono stati portati in approvazione senza tempi congrui, impedendo qualunque intervento migliorativo, soprattutto a favore delle fasce più deboli.
La nota stampa del consigliere Gramaglia
A corredo della seduta consiliare, è stata diffusa una nota stampa del consigliere comunale Gramaglia, che ha messo nero su bianco le gravi criticità politiche e amministrative che hanno accompagnato l’approvazione degli strumenti finanziari.
Nella nota, il consigliere Gramaglia ha evidenziato come:
i documenti contabili siano stati portati in Aula in extremis;
sia mancato un reale confronto consiliare;
ai consiglieri non sia stato consentito di esercitare pienamente il proprio ruolo di controllo e indirizzo.
Una presa di posizione che rafforza e conferma le perplessità già sollevate in Aula.
Perché non bloccare tutto? Le conseguenze sarebbero state devastanti
Una mancata approvazione degli atti contabili avrebbe prodotto effetti immediati e gravissimi per l’Ente e per la comunità, tra cui:
impossibilità di completare le ore lavorative per i dipendenti ex precari;
blocco delle progressioni verticali e orizzontali del personale comunale;
mancata assunzione di n. 8 assistenti sociali;
mancata stabilizzazione di n. 2 ASU;
mancata stabilizzazione di n. 2 tecnici PNRR.
Inoltre, senza l’approvazione degli atti contabili:
non sarebbe stato possibile avviare le visite agli aventi diritto;
si sarebbe arrivati alla revoca del Reddito di Inclusione;
si sarebbero accumulati ritardi gravi nelle pratiche di sostegno sociale;
vi sarebbe stato il concreto rischio di perdita di finanziamenti e agevolazioni regionali e statali.
Le associazioni avevano già lanciato l’allarme
Le associazioni civiche riunite nel progetto “Tutti Insieme per una Città Normale” avevano da tempo espresso fortissime perplessità sui bilanci del Comune di Agrigento, denunciando:
assenza di programmazione reale;
atti approvati fuori dai termini di legge;
numeri incoerenti tra DUP, Bilanci e Rendiconti;
uso distorto degli strumenti finanziari per coprire ritardi accumulati negli anni.
Rilievi pubblici, documentati, mai smentiti nel merito.
Il vero nodo: responsabilità personale dei consiglieri
L’approvazione di atti:
adottati fuori tempo massimo,
privi di adeguata istruttoria,
caratterizzati da evidenti contraddizioni contabili,
espone tutti i consiglieri che hanno votato favorevolmente a un rischio concreto di responsabilità erariale.
La Corte dei Conti valuta:
la legittimità degli atti,
il rispetto delle procedure,
il danno potenziale o effettivo all’Ente.
In questo senso, i consiglieri avrebbero fatto bene a non dare seguito a ciò che è stato approvato, pretendendo prima:
chiarezza sui numeri,
rispetto delle regole,
coerenza tra documenti finanziari.
Voto contrario: una scelta di tutela, non di fuga
Il voto contrario espresso non è stato un gesto simbolico, ma una presa di posizione chiara:
contro un metodo amministrativo approssimativo;
contro l’abitudine di portare atti fondamentali a ridosso delle scadenze;
contro una gestione che scarica sui consiglieri responsabilità improprie.
La tutela dell’interesse pubblico, dei lavoratori e delle fasce più fragili non può trasformarsi in una sanatoria politica permanente.
Una verità scomoda, ma necessaria
👉 Restare in Aula per senso di responsabilità non cancella le criticità degli atti approvati;
👉 chi ha votato sì se ne assume ogni conseguenza, anche sul piano contabile;
👉 Agrigento non può continuare a vivere di bilanci approvati all’ultimo minuto.
Perché quando l’amministrazione procede senza programmazione e senza rispetto delle regole,
la bussola si perde e il conto, prima o poi, arriva.





