ASACOM ad Agrigento: atti illegittimi consapevoli, cause perse certe e debiti fuori bilancio programmati

ASACOM ad Agrigento: atti illegittimi consapevoli, cause perse certe e “debiti fuori bilancio programmati”
Determinare sapendo di agire contro la legge, sapendo che le famiglie vinceranno le cause e sapendo che il Comune verrà condannato anche alle spese: non è più cattiva amministrazione, ma una condotta consapevole e aggravata che sta producendo debiti fuori bilancio seriali e colpendo direttamente le fasce più deboli.
È quanto emerge in modo inequivocabile dagli atti ufficiali del Comune di Agrigento, a partire dalla Determinazione Dirigenziale n. 3865 del 30 dicembre 2025, che certifica nero su bianco una scelta amministrativa illegittima nella piena consapevolezza della sua illegittimità
Determina+Dirigenziale+2025-3865
Riduzione del 20% decisa contro la legge (e lo sanno)
Nella determina si legge chiaramente che:
il servizio ASACOM è obbligatorio e inderogabile;
riguarda alunni con disabilità grave ex L. 104/92;
eppure viene applicata una riduzione lineare del 20% delle ore, non per motivi educativi o sanitari, ma per “rientrare nei limiti delle risorse finanziarie disponibili”.
Una motivazione che la giurisprudenza ha già ripetutamente bocciato, stabilendo che le difficoltà di bilancio non giustificano mai la compressione di un diritto fondamentale.
L’aggravante: sanno già che perderanno le cause
La stessa determina ammette un fatto di una gravità estrema:
23 famiglie hanno già ottenuto ordinanze di accoglimento dal Tribunale di Agrigento, che impongono il ripristino totale delle ore previste dai PEI.
Questo significa una cosa sola:
👉 il Comune sa già che la riduzione è illegittima
👉 sa già che chi fa ricorso vince
👉 sa già che sarà condannato anche alle spese legali
E nonostante ciò continua a determinare nello stesso modo.
Qui non siamo davanti a un errore tecnico, ma a una scelta amministrativa reiterata, cosciente e contraria alla legge.
Debiti fuori bilancio non casuali, ma programmati
Il risultato è un meccanismo perverso ormai strutturale:
si taglia un servizio che non si può tagliare;
si viola consapevolmente la legge;
le famiglie ricorrono al giudice;
il Comune perde sistematicamente;
si pagano spese legali e soccombenze;
il tutto confluisce in debiti fuori bilancio.
Altro che imprevisti: qui il debito fuori bilancio è messo in conto prima ancora di decidere.
Ancora più grave: colpite le fasce deboli
La scelta di agire contro legge non riguarda appalti o opere pubbliche, ma bambini con disabilità grave, per i quali:
il diritto all’istruzione è fondamentale e incomprimibile;
la riduzione delle ore è stata qualificata dai giudici come discriminazione indiretta (L. 67/2006);
l’assenza del servizio produce svantaggio educativo immediato.
Nonostante questo, il Comune ha scelto di garantire i diritti solo a chi fa causa, trasformando la tutela giudiziaria in condizione necessaria per non essere discriminati.
E il Segretario Generale?
A fronte di:
atti dichiaratamente illegittimi,
condanne già emesse,
danno economico certo e ripetuto,
debiti fuori bilancio prevedibili e previsti,
perché il Segretario Generale non trasmette gli atti alla Corte dei Conti?
La reiterazione di condotte illegittime con piena consapevolezza dell’esito giudiziario integra tutti gli elementi di un potenziale danno erariale aggravato.
La domanda finale
È possibile che il Comune sia diventato un luogo in cui:
si decide contro la legge,
si accetta di perdere le cause,
si scaricano i costi sui cittadini,
e tutto questo avviene sulla pelle dei più fragili?
Qui non si amministra più: si produce illegalità, debito e disservizio come metodo.
E questo non può più essere archiviato come cattiva gestione, ma come responsabilità sistemica.










