Appena due ore fa scrivevamo che la credibilità di La Vardera vacillava: Adesso Controcorrente chiede le dimissioni di Crosta

Appena due ore fa Report Sicilia scriveva che la credibilità di Ismaele La Vardera e il futuro politico di Controcorrente erano ormai legati alle decisioni sul caso Giovanni Crosta.
Adesso è arrivata la svolta: La Vardera e Controcorrente chiedono le dimissioni del vicesindaco di Agrigento.
La decisione arriva dopo giorni di inchieste, documenti, fotografie e domande pubblicate da Report Sicilia e dopo il nostro ultimo articolo, nel quale avevamo posto una questione politica non più rinviabile: può un movimento che proclama trasparenza e legalità continuare a sostenere un proprio dirigente mentre sulla sua posizione restano interrogativi così rilevanti?
Evidentemente no.
La Vardera lo ha finalmente compreso e ha scelto di chiedere a Crosta di lasciare l’incarico.
dalla fiducia alla richiesta di dimissioni
Soltanto poche ore prima, durante gli Stati generali di Controcorrente, La Vardera aveva ribadito pubblicamente la propria fiducia nella correttezza del vicesindaco, annunciando un’indagine interna e una richiesta di verifica inviata alla Regione.
Una posizione che Report Sicilia aveva giudicato insufficiente, perché concentrata soprattutto sull’esistenza della pratica di sanatoria del 1985 e sui ritardi del Comune, senza affrontare fino in fondo gli elementi decisivi: la collocazione dell’immobile nella fascia dei 150 metri dalla battigia, la sua assenza nella fotogrammetria S.A.S. di Palermo del 1976 e i lavori apparentemente eseguiti negli ultimi anni.
Adesso la linea è cambiata.
Non più soltanto fiducia e accertamenti interni, ma la richiesta politica che Crosta lasci la carica di vicesindaco.
Report Sicilia prende atto della decisione di La Vardera. È la scelta che chiedevamo da giorni e che riteniamo indispensabile per tutelare le istituzioni e consentire agli uffici di svolgere ogni verifica senza ombre o condizionamenti.
la nostra inchiesta non era una «campagna mediatica»
La svolta di Controcorrente dimostra anche un’altra cosa: le domande formulate da Report Sicilia non potevano essere liquidate come una presunta «campagna mediatica» contro Crosta e la sua famiglia.
Il vicesindaco aveva scelto di rappresentarsi sui social come vittima di una persecuzione, senza però pubblicare gli atti capaci di rispondere nel merito.
La sua famiglia non è mai stata il bersaglio della nostra inchiesta. Al centro ci sono sempre stati un amministratore pubblico, l’immobile del quale è proprietario, la domanda di sanatoria ancora pendente e gli interventi apparentemente realizzati dopo che quella proprietà gli è stata trasferita.
Se persino il movimento politico di appartenenza è arrivato a chiedergli di dimettersi, significa che la questione esiste ed è seria. Non era un’invenzione di Report Sicilia e non poteva essere cancellata con l’annuncio di querele o con la ricerca di solidarietà sui social.
Crosta adesso deve rispondere
Le dimissioni rappresenterebbero una scelta politica necessaria, ma non chiuderebbero la vicenda.
Crosta deve ancora rendere pubblici i documenti completi della casa, la fotogrammetria sulla quale fonderebbe la possibilità di sanatoria e i titoli edilizi e paesaggistici relativi ai lavori effettuati negli ultimi anni.
La fotogrammetria della S.A.S. di Palermo del 1976 esaminata da Report Sicilia non mostrerebbe la presenza dell’immobile nell’area interessata. Se Crosta dispone di un documento diverso, lo pubblichi e dimostri dove fosse la costruzione nel 1976.
Deve inoltre chiarire quali lavori siano stati eseguiti tra il 2021 e il 2026, chi li abbia commissionati, quale impresa li abbia realizzati e sulla base di quali autorizzazioni.
Su queste domande non è ancora arrivata alcuna risposta documentale.
La Vardera ha fatto ciò che doveva, ora vigili sugli accertamenti
Report Sicilia non ha difficoltà a riconoscere che questa volta La Vardera ha compiuto la scelta politicamente corretta.
Lo ha fatto dopo avere inizialmente attaccato il giornale che aveva sollevato il caso, dopo avere ribadito la propria fiducia in Crosta e dopo avere tentato di spostare l’attenzione sulla posizione dell’onorevole Lillo Pisano.
Ma alla fine ha dovuto affrontare la questione principale: la permanenza di Crosta nella carica di vicesindaco era diventata incompatibile con l’immagine e con i principi proclamati da Controcorrente.
Adesso La Vardera dovrà essere conseguente fino in fondo. Non basterà chiedere le dimissioni: dovrà pretendere che Crosta produca gli atti, che gli accertamenti siano completi e che vengano verificati anche i lavori più recenti.
Dovrà inoltre assicurarsi che la dirigenza provinciale di Controcorrente non continui a proteggere politicamente Crosta contro la linea indicata dal fondatore del movimento.
adesso la parola passa anche a Sodano
Rimane infine la responsabilità del sindaco Michele Sodano.
Crosta è stato nominato vicesindaco direttamente dal primo cittadino e ha ricevuto deleghe delicatissime, tra cui Trasparenza e anticorruzione, Affari legali, Polizia municipale, Patrimonio, Tributi e Personale.
Se Crosta non presenterà spontaneamente le dimissioni richieste dal proprio movimento, sarà Sodano a dover decidere se revocargli l’incarico e le deleghe.
Non sono più ammissibili silenzi, rinvii o formule di circostanza.
Report Sicilia ha posto le domande, ha pubblicato i documenti e ha chiesto una decisione politica. Due ore dopo il nostro ultimo articolo, quella decisione è arrivata.
Adesso attendiamo le dimissioni di Giovanni Crosta. Poi dovranno parlare gli atti e gli uffici competenti.





