Amministrative 2026, l’area progressista si compatta su Michele Sodano. Ma ad Agrigento emerge sempre più la candidatura civica di Giuseppe Di Rosa

Alea iacta est.
Scomodando Giulio Cesare, che pronunciò queste parole prima di attraversare il Rubicone dando inizio alla guerra civile, la stessa espressione può descrivere quanto accaduto nelle ultime ore nel campo progressista agrigentino.
Dopo l’ennesima riunione tenutasi a Palermo, il cosiddetto “campo largo” o Area Progressista ha preso la sua decisione: tutti uniti dietro la candidatura a sindaco di Michele Sodano, ex deputato nazionale eletto nel 2018 con il Movimento 5 Stelle.
La scelta è stata ufficializzata attraverso una nota congiunta firmata da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Italia Viva e Controcorrente, il movimento guidato dal deputato regionale Ismaele La Vardera.
Nel documento diffuso al termine dell’incontro si legge:
“Agrigento deve aprire una nuova era, in cui la politica sia finalmente proposta, merito, progetti innovativi, creazione di valore, un’alternativa a chi in questi anni ha ferito e umiliato una comunità intera. Le forze progressiste, unite, lanciano una sfida nel segno del cambiamento e del rinnovamento della classe dirigente. Lo fanno individuando in Michele Sodano la candidatura più adatta a rappresentare questa sfida collettiva…”.
Parole che parlano di cambiamento e rinnovamento, ma che inevitabilmente aprono una riflessione politica sulla storia amministrativa recente della città.
Il grande paradosso del “campo largo”
Il punto che emerge con evidenza è uno:
tutti i protagonisti dell’attuale Area Progressista hanno già avuto ruoli nelle giunte che hanno governato Agrigento negli ultimi quindici anni.
Non si tratta di forze politiche nuove o estranee alla gestione della città.
Al contrario, i partiti che oggi compongono il cosiddetto “campo largo” sono stati presenti nelle giunte comunali con gli ultimi tre sindaci che hanno amministrato Agrigento:
Marco Zambuto,
Lillo Firetto,
Francesco Miccichè.
Ora con uno, ora con l’altro, rappresentanti dell’attuale area progressista hanno avuto ruoli di governo all’interno dell’amministrazione comunale.
Questo significa che, di fatto, gli stessi ambienti politici che oggi parlano di rinnovamento hanno partecipato direttamente alla gestione della città negli ultimi quindici anni.
Una circostanza che rende inevitabile una domanda politica:
se si parla di “nuova era”, chi ha governato la città fino ad oggi?
La candidatura civica di Giuseppe Di Rosa
È proprio su questo terreno politico che si inserisce la candidatura di Giuseppe Di Rosa.
Da mesi Di Rosa ha avviato una campagna elettorale costruita su un progetto civico dichiaratamente sganciato dai partiti e dai tavoli della politica regionale.
A differenza delle coalizioni tradizionali che stanno nascendo attorno ai partiti, la sua candidatura nasce fuori dagli accordi politici che negli anni hanno determinato la formazione delle giunte cittadine.
Una candidatura che rivendica una posizione netta:
essere l’unica realmente esterna ai partiti che negli ultimi quindici anni hanno governato Agrigento.
Dalle battaglie sulla crisi idrica alle denunce sul degrado urbano, fino alle questioni legate alla gestione delle risorse pubbliche, il percorso politico di Di Rosa si è sviluppato sempre fuori dai palazzi e fuori dalle logiche di governo della città.
Una campagna elettorale che entra nel vivo
Con la scelta ufficiale del “campo largo” su Michele Sodano, la campagna elettorale agrigentina entra definitivamente nel vivo.
Da una parte una coalizione composta da partiti che negli anni hanno partecipato alle giunte cittadine con gli ultimi sindaci della città.
Dall’altra la candidatura civica di Giuseppe Di Rosa, che rivendica una posizione completamente autonoma rispetto a quel sistema politico.
Una contrapposizione che potrebbe diventare il vero tema politico della prossima campagna elettorale.
Perché la domanda che molti cittadini iniziano a porsi è semplice:
può davvero rappresentare il cambiamento chi ha già governato la città negli ultimi quindici anni?







