AICA tra debiti e bollette non pagate a Siciliacque… ma si assumono nuovi dipendenti

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Agrigento – Mentre AICA continua ad accumulare tensioni finanziarie e non risultano ancora saldate integralmente le partite con Siciliacque, l’azienda consortile che gestisce il servizio idrico in provincia procede con nuove selezioni di personale.

E non si tratta di voci.
È scritto nero su bianco in una comunicazione ufficiale.


📄 L’atto

Con protocollo PRT-0007724-2026 del 10 febbraio 2026 Comunicazione, AICA comunica ai Comuni soci la:

“pubblicazione avvisi di selezione personale interinale”

Il documento – firmato dal Direttore Generale Ing. Francesco Fiorino – indica che le candidature devono passare tramite Adecco Italia S.p.A. e riguarda tre figure:

  • addetto alle comunicazioni aziendali

  • assistente alla comunicazione

  • operatori esperti auto spurgo e canal jet

Il tutto con scadenza fissata al 12 febbraio 2026.

Comunicazione


⚖️ Il paradosso

Da mesi emergono criticità su:

  • esposizione debitoria verso Siciliacque

  • difficoltà finanziarie strutturali

  • tensioni interne nel CdA

  • richiami nei verbali sul rispetto delle competenze

Eppure, in questo scenario, la priorità diventa l’assunzione di personale, peraltro in area comunicazione, cioè un settore non direttamente legato alla risoluzione delle perdite idriche, alle reti, agli approvvigionamenti o alla messa in sicurezza del servizio.


💧 L’acqua manca, i debiti crescono, ma la struttura si allarga

AICA gestisce un servizio essenziale e si trova in una fase delicatissima:

  • crisi idrica ancora aperta

  • cittadini che lamentano disservizi

  • Comuni che chiedono chiarezza

  • CdA che nei verbali parla di collegialità e competenze

E mentre si discute di tenuta economica dell’azienda, si amplia la macchina interna.

La domanda è inevitabile:

👉 un’azienda che fatica a far fronte ai fornitori strategici può permettersi di aumentare il costo del personale?


🧩 Il nodo amministrativo

Il tema non è “assumere sì o no”.
Il tema è tempismo e priorità.

In una fase di equilibrio fragile, ogni scelta gestionale dovrebbe rispondere a una logica:

  1. stabilità finanziaria

  2. sicurezza del servizio

  3. riduzione delle perdite

  4. pagamento dei fornitori essenziali

Solo dopo viene l’ampliamento dell’organico.

Invertire l’ordine significa esporre l’azienda a ulteriori squilibri.


🏛️ Il silenzio che pesa

Su questi passaggi non risultano comunicati di spiegazione:

  • perché ora?

  • con quali coperture economiche?

  • con quale piano industriale di riferimento?

  • il CdA è stato coinvolto collegialmente?

Domande tecniche, non polemiche.


🔚 Conclusione

AICA non è un ente astratto.
È la società che gestisce l’acqua di centinaia di migliaia di cittadini.

Se da un lato si parla di difficoltà finanziarie e di esposizioni aperte, e dall’altro si avviano nuove selezioni di personale, il problema non è politico.

È di coerenza gestionale.

Perché un’azienda pubblica, prima di comunicare meglio, deve funzionare meglio.

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