AICA, gli atti ufficiali smontano la gestione: controlli inadeguati, bilanci tardivi e pareri ignorati, adesso il commissariamento è un atto dovuto

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AICA, aumenti in bolletta (+38%) e conti fuori controllo: i Revisori certificano crisi economica e grave squilibrio finanziario

Assenti i controlli ANAC, pareri ignorati e contabilità non aggiornata: il commissariamento è un atto dovuto

Dal 2022 ad oggi i cittadini della provincia di Agrigento hanno subito continui aumenti delle tariffe idriche, per un incremento complessivo stimabile intorno al 38%.
Aumenti pesanti, giustificati come necessari per “mettere in sicurezza i conti” e garantire la sostenibilità del servizio.

Eppure, nonostante questi rincari, la situazione economico-finanziaria di AICA non solo non è migliorata, ma – come certificano gli atti ufficiali – è precipitata in uno stato di crisi conclamata.

Non lo dice un comitato, non lo dice la politica.
Lo scrive nero su bianco il Collegio dei Revisori dei Conti, nelle Relazioni depositate al Registro delle Imprese trasmessa all’amministrazione di Aica in data 16.09.2025 resa pubblica in data 21 u.s. dopo circa 5 mesi


📄 Atti ufficiali aggiornati al 16 settembre 2025

Le Relazioni del Collegio dei Revisori, in particolare le pagine 94–96 e la pagina 102 del bilancio 2024, fotografano una situazione attuale, non superata.
L’espressione “alla data odierna” utilizzata dai Revisori corrisponde al 16 settembre 2025.

Dunque, dopo anni di aumenti tariffari, AICA si trova ancora:

  • senza presìdi di legalità;

  • senza un sistema di controllo adeguato;

  • con una contabilità non aggiornata;

  • in stato di crisi economica e di grave squilibrio finanziario.


❌ Assenti i controlli ANAC e l’Organismo di Vigilanza

Uno dei passaggi più gravi riguarda la mancata attuazione dei presìdi di legalità.

I Revisori scrivono che AICA non risulta adeguata:

  • alle disposizioni ANAC in materia di responsabilità amministrativa degli enti;

  • allo Statuto, che prevede il controllo analogo (art. 48);

  • al D.Lgs. 231/2001, per la mancata istituzione dell’Organismo di Vigilanza.

«Si invita a costituire l’Organismo di Vigilanza ai sensi della L. 231/2001 e ad istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato ai sensi dell’art. 2086 del codice civile, ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi.»

Tradotto: un’azienda pubblica che gestisce un servizio essenziale opera senza gli strumenti minimi di prevenzione del rischio e di legalità amministrativa.


⚠️ Sistema di controllo interno giudicato inadeguato

Il giudizio dei Revisori è durissimo:

«Il sistema di controllo interno risulta inadeguato in quanto non permette la chiara e precisa indicazione dei principali fattori di rischio aziendale e non ne consente il costante monitoraggio e la corretta gestione.»

In pratica:

  • i rischi non vengono individuati per tempo;

  • le criticità non vengono monitorate;

  • le decisioni non sono supportate da un sistema affidabile.


📉 Bilanci approvati in ritardo, programmazione inefficace

I Revisori certificano che i bilanci preventivi e pluriennali vengono approvati fuori tempo massimo, spesso a esercizio già concluso.

«Gli strumenti di programmazione risultano adottati con notevole ritardo rispetto alle scadenze previste dallo Statuto.»

Questo significa che:

  • gli aumenti tariffari vengono applicati senza un reale governo della spesa;

  • la programmazione è solo formale;

  • il bilancio preventivo perde qualsiasi funzione di controllo.


🧾 Contabilità non aggiornata: verifiche impossibili

Uno dei passaggi più allarmanti riguarda la contabilità:

«Alla data odierna la contabilità risulta non aggiornata, con conseguente impossibilità di effettuare le opportune verifiche trimestrali.»

E “data odierna”, come detto, è 16 settembre 2025.

In altre parole, dopo anni di aumenti in bolletta, AICA opera senza una contabilità aggiornata, condizione che i Revisori definiscono assolutamente inaccettabile per un’azienda di tali dimensioni.


💸 Morosità, crediti e crisi di liquidità

Il Collegio segnala:

  • gestione inefficiente dei crediti;

  • procedure non automatizzate;

  • sovraccarico degli uffici amministrativi;

  • riscossione lenta e inefficace.

Il risultato è una grave crisi di liquidità, aggravata da:

  • mancata bollettazione e fatturazione;

  • mancata riscossione dei crediti;

  • difficoltà nel pagamento di imposte e contributi.


🚨 Pagina 102: crisi economica e grave squilibrio finanziario

Il punto di non ritorno è a pagina 102 della Relazione.

Qui il Collegio certifica che la società si trova in una situazione di crisi economica caratterizzata da un grave squilibrio finanziario, tale da incidere sulla capacità di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni.

Non è più un “rischio”.
È una diagnosi formale di crisi, ai sensi delle norme che impongono interventi immediati per la tutela della continuità aziendale.


🔴 I Revisori avevano avvertito (ma nessuno è intervenuto)

Le criticità non sono improvvise.

«Nel corso delle riunioni svoltesi nel 2024 sono state più volte evidenziate le criticità finanziarie ed economiche in cui versa l’azienda.»

E durante l’assemblea del 3 dicembre 2024:

«Il Collegio ha invitato amministratori e soci a porre in essere, ognuno per le proprie competenze, le azioni necessarie per rimediare alla suddetta situazione.»

Avvertimenti messi a verbale, rimasti senza effetti concreti, mentre le bollette continuavano ad aumentare.


❗ Parere dei Revisori mai ratificato

Come se non bastasse, il parere del Collegio dei Revisori sul bilancio 2024 non è mai stato ratificato.

Un fatto di enorme gravità istituzionale che:

  • svuota il ruolo dell’organo di controllo;

  • priva i Comuni soci di una garanzia essenziale;

  • aggrava una situazione già certificata di crisi.


❓ La domanda che i cittadini hanno diritto di porre

Come è possibile che:

  • le tariffe aumentino di circa il 38% dal 2022;

  • manchino i controlli ANAC;

  • la contabilità non sia aggiornata;

  • i Revisori parlino di grave squilibrio finanziario;

  • e nessuno intervenga?


🟥 Conclusione: AICA va commissariata

Alla luce di atti ufficiali, aggiornati al 16 settembre 2025, che attestano:

  • aumenti tariffari continui scaricati sui cittadini;

  • assenza dei presìdi di legalità;

  • controllo interno inadeguato;

  • contabilità non aggiornata;

  • crisi economica e grave squilibrio finanziario;

  • pareri dei Revisori ignorati;

👉 AICA va commissariata.
Non per ideologia, ma per il bene pubblico,
per la tutela dei cittadini,
per salvare la stessa azienda pubblica.


📌 Trasmissione alle autorità

La redazione di Report Sicilia comunica che il presente articolo viene formalmente trasmesso quale segnalazione a:

  • Presidente della Regione Siciliana

  • Assessore regionale competente

  • Prefetto di Agrigento

  • Procura della Repubblica

  • ATI Idrico

  • Consiglio e Assemblea dei Sindaci di AICA

affinché ciascun ente, per le proprie competenze, valuti quanto emerge dagli atti ufficiali e adotti le determinazioni ritenute necessarie a tutela dell’interesse pubblico.

📎 Fonte: Bilancio AICA 2024 – Registro delle Imprese, Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti, pagg. 92 a pag. 111 (aggiornamento al 16.09.2025) :Bilancio aica depositato alla camera di commercio

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