Agrigento, via dei Fiumi abbandonata da 38 giorni. Il Comune aspetta AICA mentre i cittadini pagano le conseguenze

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Il sopralluogo di Report Sicilia con Giuseppe Di Rosa e Francesco Di Mare denuncia l’assenza di adeguata segnaletica di pericolo e il mancato ripristino della strada. Un residente accusa l’amministrazione Sodano di immobilismo e di nascondersi dietro il rimpallo delle responsabilità.

AGRIGENTO, 27 ottobre 2026. Trentotto giorni di attesa, una strada comunale ancora chiusa, gravi dissesti e residenti esasperati. È questa la situazione di via dei Fiumi, al Villaggio Mosè, dove il sopralluogo effettuato da Giuseppe Di Rosa e Francesco Di Mare per Report Sicilia Live ha riportato l’attenzione su un problema che l’amministrazione comunale non è ancora riuscita a risolvere.

Il nubifragio del 19 settembre ha provocato danni importanti alla carreggiata. Da allora, secondo quanto denunciato dai residenti, si continua ad aspettare un intervento risolutivo, mentre Comune e AICA vengono chiamati in causa per le rispettive competenze.

Ma la questione più grave riguarda la sicurezza.

Nessuna adeguata segnalazione del pericolo a distanza dalla strada dissestata

Il sopralluogo di Report Sicilia è iniziato a oltre 150 metri dal tratto danneggiato, proprio per verificare la presenza di segnaletica preventiva.

Durante la diretta è stata denunciata l’assenza di adeguati segnali di preavviso e di dispositivi luminosi per rendere riconoscibile il pericolo nelle ore notturne.

La presenza di dissesti importanti, in una zona dove sorgono abitazioni e una scuola, rende indispensabile un intervento immediato.

Il Codice della strada impone agli enti proprietari obblighi di manutenzione, controllo e corretta segnalazione dei pericoli. Le distanze e le modalità di collocazione dei segnali devono essere individuate secondo le caratteristiche della strada e la normativa applicabile.

Non basta chiudere una strada e attendere che qualcun altro intervenga. Bisogna garantire la sicurezza dell’intera area interessata.

Il Comune aspetta AICA ma chi deve garantire la sicurezza dei cittadini?

Durante la diretta Giuseppe Di Rosa ha rivolto un preciso invito al sindaco Michele Sodano e alla vicesindaca Maria Miccichè.

Se AICA non interviene, il Comune deve valutare la possibilità di eseguire direttamente gli interventi urgenti, esercitando, ove ne ricorrano i presupposti, gli strumenti previsti dalla legge per rivalersi successivamente sul soggetto responsabile.

Non si può lasciare un’intera zona in difficoltà per settimane, aspettando che venga risolto un conflitto di competenze.

La strada è comunale e l’amministrazione ha il dovere di attivarsi per la sicurezza della circolazione e dei residenti, indipendentemente dall’accertamento delle eventuali responsabilità di AICA.

La chiusura di via dei Fiumi comporta disagi anche per l’accessibilità delle abitazioni e solleva interrogativi sui percorsi disponibili per ambulanze, Vigili del Fuoco e altri mezzi di soccorso.

Il messaggio di un residente alla redazione di Report Sicilia

Mentre era in corso il sopralluogo, alla redazione è arrivato il messaggio di un cittadino che risiede in una strada laterale di via dei Fiumi.

«Analisi perfetta. Vivo e risiedo in una via laterale di via dei Fiumi. Il caos è tangibile, così come l’indifferenza di questa Amministrazione. Sono passati 38 giorni dalla chiusura e da quell’annuncio “l’assessore ci sta lavorando”».

Il residente prosegue con una considerazione particolarmente dura.

«In altri posti, non troppo lontani, in 48h il problema è stato risolto. Evidentemente siamo di fronte alla saga degli alibi e della competenza altrui, ma nessuno che riesce a risolvere il problema».

E conclude ringraziando Giuseppe Di Rosa per avere sollevato la questione, auspicando che qualcuno tra gli amministratori «si accorga di noi tra un TikTok e l’altro».

Una testimonianza che restituisce il clima di esasperazione di chi vive quotidianamente le conseguenze della mancata riapertura.

La vicesindaca Miccichè seguì l’emergenza, ma dopo 38 giorni cosa è cambiato?

Nei giorni successivi al nubifragio, l’allora assessora Maria Miccichè, oggi vicesindaca, si era attivata per affrontare le criticità provocate dal maltempo.

Un impegno iniziale che Report Sicilia non intende disconoscere.

Ma dopo 38 giorni il problema rimane.

Ed è proprio alla vicesindaca, oltre che al sindaco Sodano, che viene chiesto di assumere un’iniziativa concreta per arrivare alla soluzione.

Il Comune dispone di uffici tecnici e strumenti amministrativi per affrontare le emergenze. Occorre chiarire quali verifiche siano state effettuate, quali interventi siano necessari, chi debba eseguirli e soprattutto quando potranno iniziare.

Sodano, il cambiamento non si misura con i video sui social

La questione di via dei Fiumi diventa inevitabilmente politica.

Il sindaco Michele Sodano continua a parlare di innovazione, cambiamento e nuova amministrazione. Ma una città non si governa attraverso i comunicati stampa e i video pubblicati sui social.

Si governa affrontando i problemi e assumendosi le responsabilità delle decisioni.

Trentotto giorni per una strada comunale rappresentano un’attesa che merita spiegazioni precise.

Non si può continuare a chiamare in causa AICA senza spiegare ai cittadini quali iniziative siano state concretamente intraprese per superare lo stallo.

Report Sicilia chiede che l’amministrazione disponga immediatamente una verifica della segnaletica, garantisca la messa in sicurezza dei dissesti e individui una soluzione tecnica per ripristinare la viabilità nel minor tempo possibile.

Il sindaco convochi i responsabili comunali e quelli di AICA, individui gli interventi necessari e comunichi una data certa per l’esecuzione dei lavori, oppure spieghi pubblicamente quali ostacoli tecnici impediscano di fissarla.

I cittadini non chiedono miracoli. Chiedono che chi è stato eletto per amministrare Agrigento cominci a risolvere i problemi.

Via dei Fiumi non ha bisogno di altre promesse, né di un nuovo video su TikTok.

Ha bisogno di lavori, sicurezza e responsabilità.

E soprattutto ha bisogno di un’amministrazione che, invece di spiegare perché non può intervenire, dimostri concretamente cosa intende fare.

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