Agrigento, via Acrone sprofonda e Sodano pensa al tribunale. Dopo l’intervista alla Rai mi saluta con un «Ci rivedremo in tribunale»

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Il sindaco Michele Sodano intervistato da Giorgio Ruta sul luogo del cedimento. Le dichiarazioni sul dissesto idrogeologico, gli allarmi ignorati dal 2021 e quel saluto rivolto a chi da anni denuncia i problemi della città.

Agrigento continua a franare, le strade cedono, le scalinate si deformano e intere aree del centro urbano mostrano segnali preoccupanti di dissesto idrogeologico. E mentre si cercano risorse, responsabilità e soluzioni, il sindaco Michele Sodano trova anche il tempo di ricordarmi che ci rivedremo in tribunale.

È accaduto oggi, 21 ottobre 2026, in via Acrone, proprio nella zona interessata dal cedimento della strada e della scalinata di via Damareta, dove il primo cittadino si era recato per un’intervista alla Rai regionale, realizzata dal giornalista Giorgio Ruta.

Una giornata che avrebbe dovuto essere dedicata esclusivamente alla sicurezza dei cittadini e che, invece, ha offerto anche uno spaccato del clima politico e dei rapporti che questa amministrazione continua a mantenere con chi esercita il diritto di critica.

Il sindaco alla Rai ammette che Agrigento è a rischio idrogeologico

Durante l’intervista, Michele Sodano ha riconosciuto la gravità della situazione, parlando di un fenomeno che interessa da anni il territorio agrigentino.

«Agrigento è un’area sicuramente a profondo rischio idrogeologico e va fatto di più», ha dichiarato il sindaco, sottolineando la necessità di approfondite analisi tecniche per comprendere le cause del cedimento.

Ha poi richiamato le responsabilità delle precedenti amministrazioni, sostenendo che negli ultimi sette anni non sarebbe stato fatto nulla, e ha chiesto un intervento della Regione Siciliana.

«La Regione Sicilia non può essere indifferente, non può lasciare da soli soprattutto gli enti locali», ha affermato.

Il sindaco ha inoltre manifestato preoccupazione per la sicurezza pubblica, facendo riferimento anche alla scuola Pirandello, già sgomberata e interessata da ulteriori verifiche sulla stabilità dell’edificio.

Parole condivisibili quando si parla di sicurezza. Ma c’è un particolare che merita di essere ricordato.

Il Comune di Agrigento era stato avvertito già nel novembre del 2021.

Nel 2021 avevo denunciato il rischio. Oggi nessuno può dire di non sapere

Il 25 novembre 2021, nella mia qualità di presidente provinciale del CODACONS, avevo pubblicamente denunciato la situazione di dissesto idrogeologico del territorio comunale, indirizzando una dettagliata segnalazione all’allora sindaco Francesco Miccichè, agli uffici tecnici e alla Protezione Civile comunale.

In quella comunicazione avevo indicato espressamente via Acrone, insieme ad altre zone della città interessate da fenomeni di smottamento.

Avevo chiesto uno studio idrogeologico del territorio, interventi urgenti di messa in sicurezza e una programmazione complessiva per affrontare le criticità.

Sono trascorsi quasi cinque anni.

Oggi quella stessa via Acrone torna al centro dell’attenzione per un cedimento che impone verifiche approfondite e interventi urgenti.

Non sostengo che l’attuale dissesto sia necessariamente riconducibile ai fenomeni segnalati allora. Saranno i tecnici a stabilirlo.

Ma una cosa è documentata. Il problema della fragilità idrogeologica di questa parte della città era stato segnalato e non può essere considerato una scoperta dell’ultima ora.

Ecco perché oggi non basta dire che negli anni precedenti non è stato fatto nulla. Occorre verificare quali interventi siano stati programmati, quali realizzati e quali segnalazioni siano rimaste senza risposta.

«Oooo, c’è il giornalista Di Rosa». Il singolare saluto del sindaco

Ma torniamo a quanto accaduto oggi.

Ero presente sul posto per documentare la situazione e seguire quanto stava accadendo.

All’arrivo, il sindaco Michele Sodano, accorgendosi della mia presenza, ha esclamato con un tono che ho percepito come sarcastico.

«Oooo, c’è il giornalista Di Rosa».

Un’espressione che mi è sembrata più uno sfottò che un saluto istituzionale.

Non ho dato particolare peso alla battuta. Sono abituato alle critiche e non pretendo certamente simpatia da chi è oggetto delle mie inchieste giornalistiche.

Il sindaco ha quindi rilasciato la propria intervista alla Rai.

Al termine, avvicinandosi, mi ha stretto la mano.

Subito dopo, però, con un atteggiamento che ho trovato quantomeno bizzarro, mi ha salutato pronunciando queste parole.

«Buongiorno, ci rivedremo in tribunale».

La mia risposta è stata immediata, spontanea e senza alcuna esitazione.

«Quando vuoi, sindaco».

Tutto qui.

Nessuna discussione, nessuna polemica sul posto.

Soltanto uno scambio di battute che ritengo giusto raccontare ai lettori di Report Sicilia.

Sindaco, voleva intimidirmi? Ha sbagliato persona

Non conosco le intenzioni del sindaco e non intendo attribuirgli motivazioni che soltanto lui può chiarire.

Ma una domanda nasce spontanea.

Era un semplice saluto, una battuta fuori luogo oppure un tentativo di intimidire chi continua a raccontare ciò che non funziona nell’amministrazione comunale?

Perché un sindaco può certamente tutelare la propria reputazione nelle sedi competenti. È un suo diritto, come lo è quello di qualsiasi cittadino.

Ma dovrebbe anche comprendere che il confronto con la stampa, soprattutto con quella critica, non può trasformarsi continuamente in una questione personale.

Questo clima, purtroppo, non nasce oggi.

Lo abbiamo conosciuto prima delle elezioni, durante la campagna elettorale e continuiamo a registrarlo anche dopo la vittoria di Michele Sodano.

Evidentemente la competizione elettorale è terminata nelle urne, ma non sembra essere terminata nei rapporti con chi continua a esercitare una funzione di controllo e di critica sull’operato dell’amministrazione.

Per quanto mi riguarda, non cambierà assolutamente nulla.

Continuerò a scrivere, documentare, denunciare pubblicamente ciò che ritengo non funzioni e chiedere risposte.

Agrigento ha bisogno di interventi, non di polemiche

Mentre il sindaco mi annunciava un futuro incontro in tribunale, alle nostre spalle c’era una scalinata danneggiata, transennata e interessata da evidenti criticità strutturali.

Un’immagine che racconta molto più di qualsiasi dichiarazione politica.

Agrigento ha bisogno di studi geologici, interventi di consolidamento, risorse economiche e soprattutto programmazione.

Ha bisogno di conoscere lo stato di sicurezza delle strade, degli edifici pubblici e delle aree interessate da fenomeni di dissesto.

Ha bisogno di sapere che fine abbiano fatto le segnalazioni presentate negli anni e quali provvedimenti siano stati adottati.

E soprattutto ha bisogno di un’amministrazione che guardi ai problemi della città prima che ai propri rapporti con chi li denuncia.

Sindaco Sodano, per il tribunale, quando vuole. Per mettere in sicurezza Agrigento, invece, sarebbe opportuno non perdere altro tempo.

Perché io continuerò a fare il mio lavoro.

E lei deve fare il suo.

La differenza è che, mentre le nostre critiche possono darle fastidio, i cedimenti delle strade possono mettere in pericolo i cittadini.

E questa dovrebbe essere la vera preoccupazione di chi indossa la fascia tricolore.

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