Agrigento, via Acrone e il dissesto annunciato. Di Rosa denunciava tutto nel 2021, cinque anni dopo si parla persino di evacuazioni

Il 25 novembre 2021 Giuseppe Di Rosa, allora vicepresidente provinciale del CODACONS, segnalava formalmente al sindaco Francesco Miccichè e agli uffici comunali il rischio idrogeologico in diverse zone della città, indicando espressamente via Acrone. Oggi la chiusura della scalinata Damareta riporta alla luce quell’allarme rimasto senza risposte documentate.
AGRIGENTO, 21 ottobre 2026 – Cinque anni. Tanto è passato da quando Giuseppe Di Rosa, nella qualità di vicepresidente provinciale del CODACONS, denunciava pubblicamente il rischio idrogeologico che interessava diverse zone di Agrigento, chiedendo al Comune interventi urgenti e uno studio approfondito sulle condizioni del sottosuolo.
Era il 25 novembre 2021 e tra le aree espressamente indicate nella segnalazione figurava proprio via Acrone.
Oggi, nell’ottobre 2026, la Protezione Civile ha disposto la chiusura della scalinata Damareta, collegamento pedonale tra via Acrone e via Esseneto, a seguito di un movimento franoso che ha imposto verifiche sulla stabilità della zona.
L’assessore Giuseppe Riccobene non ha escluso che, qualora gli accertamenti evidenziassero condizioni di pericolo, possa rendersi necessario persino un piano di evacuazione degli immobili interessati.
Una situazione che riporta prepotentemente alla luce quella segnalazione del 2021.
La denuncia del 25 novembre 2021 che oggi torna di attualità
Il documento, pubblicato all’epoca da Giuseppe Di Rosa e indirizzato al sindaco Francesco Miccichè, al dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale e alla Protezione Civile comunale, conteneva un elenco preciso delle aree interessate da fenomeni di smottamento.
Tra queste figuravano curva piazza Don Bosco, piazza Ravanusella, via Imera, piazzetta Taglialavoro, piazza Aldo Moro, via Acrone e via Vittorio Emanuele.
Non si trattava di una generica denuncia sul degrado cittadino.
Di Rosa chiedeva espressamente l’immediata esecuzione di uno studio idrogeologico del territorio comunale, con particolare attenzione al centro storico e alle zone maggiormente esposte.
Sollecitava inoltre interventi di consolidamento, verifiche tecniche e la predisposizione di un piano complessivo di messa in sicurezza, anche attraverso finanziamenti della Protezione Civile regionale.
Nel documento veniva richiamata anche la classificazione di piazza Ravanusella tra le aree di prima raccolta previste dal Piano di Protezione Civile, evidenziando le possibili contraddizioni tra destinazione di emergenza e condizioni di sicurezza.
Cinque anni dopo il problema è ancora davanti agli occhi di tutti
La chiusura della scalinata Damareta non dimostra, da sola, che l’attuale dissesto sia la conseguenza diretta delle criticità denunciate nel 2021. Questo dovranno stabilirlo i tecnici.
Ma un fatto è incontestabile.
Via Acrone era già stata indicata cinque anni fa tra le zone sulle quali si chiedevano verifiche e interventi di prevenzione.
E allora le domande diventano inevitabili.
Quali verifiche furono effettuate dopo quella segnalazione? Fu commissionato uno studio idrogeologico? Vennero programmati interventi di consolidamento? Esiste un monitoraggio dei movimenti del terreno?
E soprattutto, quali informazioni sono state trasmesse dalla precedente amministrazione a quella attualmente guidata dal sindaco Michele Sodano?
Da Miccichè a Sodano, la sicurezza del territorio non può avere colori politici
La segnalazione risale all’amministrazione Miccichè, ma oggi la responsabilità di affrontare l’emergenza amministrativa ricade sull’amministrazione Sodano, nel rispetto delle competenze degli uffici e degli organismi tecnici.
Non basta chiudere una scalinata e collocare delle transenne.
Occorre verificare l’estensione del dissesto, accertarne le cause e soprattutto comprendere se gli edifici circostanti siano esposti a rischi.
L’eventuale perdita fognaria ipotizzata tra le possibili cause dovrà essere accertata attraverso indagini specifiche.
La prevenzione non può cominciare quando si arriva a parlare di evacuazioni.
Al Comune non possono dire che nessuno aveva lanciato l’allarme
La documentazione del 25 novembre 2021 dimostra che il problema del dissesto idrogeologico ad Agrigento era stato pubblicamente denunciato e formalmente posto all’attenzione degli uffici comunali già cinque anni fa.
Resta da verificare quali atti siano stati adottati in conseguenza di quella segnalazione e quali interventi siano stati effettivamente eseguiti.
Report Sicilia chiede pertanto all’amministrazione comunale di rendere pubblici gli eventuali studi, i sopralluoghi, le relazioni tecniche e i provvedimenti adottati dal novembre 2021 a oggi relativamente a via Acrone e alle aree circostanti.
Perché se oggi si arriva a ipotizzare l’evacuazione di immobili, i cittadini hanno il diritto di conoscere non soltanto ciò che sta accadendo, ma anche ciò che è stato fatto negli ultimi cinque anni per evitarlo.
Nel 2021 Giuseppe Di Rosa chiedeva prevenzione. Nel 2026 si chiudono le scalinate e si valutano possibili evacuazioni.
E allora la domanda è una sola.
Che fine hanno fatto cinque anni di prevenzione, controlli e programmazione?
















