Agrigento, una porta aperta per chi non ha più una casa: L’appello della “Santa Maria del Soccorso”

La struttura della Parrocchia San Michele alla Badiola offre ospitalità temporanea alle persone in difficoltà senza ricevere finanziamenti pubblici. Don Sergio Bonvissuto: «Ogni contributo può trasformarsi in un gesto concreto di carità»
Ad Agrigento esiste una porta che cerca di rimanere aperta davanti a chi non possiede più un luogo nel quale vivere. È quella della Casa d’Accoglienza Santa Maria del Soccorso, ospitata nei locali annessi alla Parrocchia San Michele alla Badiola e guidata da don Sergio Bonvissuto.
La struttura è un’opera esclusivamente parrocchiale, nata per accogliere e accompagnare le persone che attraversano una condizione di particolare fragilità e, soprattutto, un’emergenza abitativa.
Rappresenta l’unica Casa d’Accoglienza promossa direttamente da una realtà parrocchiale nella città di Agrigento. Le richieste arrivano attraverso associazioni, assistenti sociali, servizi e organismi impegnati nell’aiuto alle persone in difficoltà, non soltanto del capoluogo ma anche dei comuni vicini.
Dalle docce per gli immigrati alla Casa d’Accoglienza
La storia della “Santa Maria del Soccorso” affonda le proprie radici in un’esperienza di solidarietà già presente da tempo nella comunità parrocchiale.
Durante il ministero di padre Scopelliti, infatti, alcuni locali erano stati destinati anche al servizio docce per gli immigrati, diventando già allora un punto di riferimento per chi viveva in condizioni di disagio.
Negli ultimi anni quegli stessi spazi sono stati trasformati in una vera Casa d’Accoglienza. La struttura è stata benedetta nel dicembre del 2022 dall’arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, nel periodo dell’emergenza provocata dalla guerra in Ucraina e della conseguente necessità di offrire un tetto alle persone rimaste senza un’abitazione.
Non soltanto un posto letto, ma un percorso per ricominciare
L’ospitalità offerta dalla Casa è temporanea. Lo scopo è fronteggiare l’emergenza immediata e, contemporaneamente, accompagnare ogni ospite verso una soluzione abitativa e lavorativa stabile.
Non si vuole creare una condizione permanente di dipendenza dalla struttura, ma offrire un punto di partenza dal quale recuperare dignità, fiducia e autonomia.
Ogni situazione viene ascoltata e valutata con attenzione. La Casa cerca, per quanto possibile, di non chiudere la porta in faccia a nessuno, offrendo non soltanto un letto e un tetto, ma la vicinanza di una comunità e la possibilità di intraprendere un vero percorso di riscatto.
L’accoglienza diventa così ricerca condivisa di un’occupazione, di una sistemazione definitiva e di una nuova stabilità personale.
Gli ex ospiti diventati volontari
Uno degli aspetti più significativi dell’esperienza è rappresentato da alcune persone che, dopo essere state ospitate e avere trovato una sistemazione definitiva, hanno deciso di restituire quanto ricevuto.
Oggi collaborano volontariamente al funzionamento della struttura e all’accoglienza dei nuovi ospiti, compatibilmente con i propri impegni personali e lavorativi.
Chi un tempo ha avuto bisogno di una mano tesa sceglie, dunque, di tendere quella stessa mano a qualcun altro. È forse questa la testimonianza più concreta del significato dell’intera iniziativa.
Nessun finanziamento pubblico ordinario
La Casa d’Accoglienza Santa Maria del Soccorso porta avanti la propria attività senza usufruire di finanziamenti ordinari da parte degli enti pubblici.
Il suo sostentamento è affidato principalmente alle offerte dei fedeli, alla disponibilità dei volontari e alla generosità di quanti scelgono di sostenere quest’opera.
Le donazioni servono a garantire le necessità quotidiane degli ospiti e il mantenimento della struttura. Ogni contributo, anche il più piccolo, può quindi trasformarsi in un pasto, in un servizio essenziale o in una notte trascorsa al sicuro da una persona che non ha più una casa.
L’appello alla città
La “Santa Maria del Soccorso” non pretende di risolvere da sola tutte le situazioni di disagio presenti sul territorio. Cerca, però, di fare concretamente la propria parte, mettendo a disposizione ciò che la comunità parrocchiale possiede.
È una storia fatta di persone: di chi ha avuto bisogno di aiuto, di chi ha donato il proprio tempo, di chi ha messo a disposizione una risorsa e di chi, dopo essere stato accolto, ha deciso di aiutare gli altri.
Sostenere la Casa significa contribuire a mantenere aperta una porta sulla speranza per chi, in un momento particolarmente difficile della propria vita, si trova senza un luogo nel quale abitare.
Chi desidera effettuare un’offerta libera può utilizzare il seguente conto intestato alla Parrocchia San Michele Agrigento:
IBAN: IT 69C 05036 16601 CC 4150111962
Ogni donazione rappresenta un aiuto concreto affinché quella porta continui a non chiudersi davanti a chi chiede accoglienza.





