Agrigento, Soprintendenza sotto accusa: “Due pesi e due misure nella tutela del territorio”

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Nuove, gravi segnalazioni continuano a giungere alla redazione di Report Sicilia sul modus operandi della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento, accusata da cittadini e tecnici di applicare la normativa urbanistica e paesaggistica con criteri disomogenei, generando una distinzione di fatto tra cittadini di serie “A” e cittadini di serie “B”.

Al centro delle contestazioni vi è l’autorizzazione paesaggistica rilasciata con nota prot. 20250003557 del 28 gennaio 2025, relativa alla demolizione e ricostruzione di un immobile in via Nilo n.7, in zona “B” del comprensorio della Valle dei Templi.

Un’area a tutela massima

L’area ricade:

  • in zona tutelata ai sensi degli articoli 134 e 142 del D.Lgs. 42/2004;

  • nel Piano Paesaggistico locale 28n;

  • entro i 200 metri dal perimetro del Parco Archeologico di Agrigento, quindi in inedificabilità assoluta;

  • soggetta ai DD.MM. Gui-Mancini/Misasi Lauricella che impongono un’altezza massima non derogabile di 4,50 metri.

Secondo la normativa, in tali aree sono vietate nuove costruzioni e sono consentiti solo interventi conservativi in attesa dei piani di recupero comunali.

Ma la Soprintendenza autorizza due piani e piscina

Nonostante ciò, l’autorizzazione rilasciata avrebbe consentito:

  • due piani fuori terra;

  • altezza complessiva di circa 6 metri;

  • modifica di sagoma e cubatura;

  • realizzazione di piscina (definita “vasca a cielo aperto”);

  • pergola bioclimatica.

Il tutto qualificato come “ristrutturazione edilizia”, quando di fatto si tratterebbe di nuova costruzione mascherata, con l’espediente di definire il piano superiore come “volume tecnico”.

Ma la giurisprudenza è chiara: un volume è tecnico solo se non è abitabile, chiuso e utilizzabile. In caso contrario, va computato a tutti gli effetti, sia per cubatura che per altezze e distanze.

Archeologia: controlli a geometria variabile

Ulteriori perplessità riguardano la totale assenza di prescrizione di sorveglianza archeologica, nonostante nuovi scavi in area vincolata.

Un comportamento che contrasta con altri casi in cui, per minimi ritrovamenti, i lavori vengono immediatamente sospesi.

Ancora una volta, la sensazione diffusa è quella di una tutela applicata a seconda del soggetto interessato.

Un secondo caso in Viale dei Pini

Analoga situazione viene segnalata per un altro intervento autorizzato con prot. 20230152704, relativo ad un fabbricato in Viale dei Pini, anch’esso oggetto di contestazioni per presunta elusione delle norme di tutela.

La domanda che Agrigento si pone

Alla luce di tutto ciò, i cittadini si interrogano:

  • Le leggi di tutela sono diventate opzionali?

  • Esistono pressioni sugli uffici tecnici?

  • Perché gli organi di controllo non intervengono?

  • Perché casi come la Villa del Sole sembrano destinati all’oblio?

Chi opera in uffici così delicati dovrebbe avere una guida autorevole, indipendente e rigorosa. Invece, oggi ad Agrigento la tutela del patrimonio sembra piegarsi a interpretazioni elastiche che rischiano di compromettere irreversibilmente uno dei contesti archeologici e paesaggistici più importanti d’Europa.

Report Sicilia continuerà a seguire la vicenda, documentando ogni atto e ogni responsabilità, affinché la Valle dei Templi non diventi terra di conquista per pochi privilegiati.

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