Agrigento, Sodano nomina Lo Piparo e commissaria politicamente Riccobene. Acqua e rifiuti finiscono sotto osservazione

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Maria Miccichè è la nuova Vicesindaca, mentre l’ex commissario di Polizia Michelangelo Lo Piparo entra in Giunta con deleghe pesanti e un incarico che sembra ridimensionare Giuseppe Riccobene. Il Sindaco annuncia controlli sui gestori dei servizi idrici, dei rifiuti e delle società partecipate. Ma quelle competenze sono già affidate a un suo assessore.

Il Sindaco Michele Sodano ufficializza il nuovo assetto della Giunta comunale di Agrigento e, nel presentare Michelangelo Lo Piparo e la nuova Vicesindaca Maria Miccichè, introduce una novità politica che rischia di trasformarsi in un vero e proprio commissariamento dell’assessore Giuseppe Riccobene.

Non è tanto la nomina dell’ex commissario capo della Polizia di Stato a sollevare interrogativi, quanto una specifica delega che il Sindaco ha deciso di affidargli.

Nel suo comunicato, Sodano annuncia infatti di avere creato un incarico finalizzato al monitoraggio e alla vigilanza sui gestori del servizio idrico, dei rifiuti e delle società partecipate.

Ed è proprio qui che nasce il problema politico.

Perché acqua e rifiuti sono settori già affidati alla responsabilità dell’assessore Giuseppe Riccobene.

Riccobene assessore o assessore sotto tutela?

La scelta di Sodano appare quantomeno singolare.

Da una parte mantiene Riccobene nell’esecutivo con competenze su settori fondamentali per la città. Dall’altra affida a un nuovo assessore il compito di monitorare, controllare e verificare proprio i gestori che operano negli stessi ambiti.

Il Sindaco parla espressamente della necessità di controllare, verificare e pretendere servizi efficienti, ricordando che gli agrigentini pagano per prestazioni che devono funzionare.

Un principio assolutamente condivisibile.

Ma allora viene spontaneo chiedersi perché queste attività non siano state garantite attraverso le deleghe già assegnate.

Sodano non si fida più di Riccobene? Oppure ritiene che l’assessore non abbia esercitato adeguatamente le proprie funzioni di indirizzo e controllo?

Sono interrogativi politici legittimi, ai quali il Sindaco dovrebbe rispondere.

Perché mantenere un assessore formalmente responsabile di un settore e contemporaneamente affidare a un collega il monitoraggio degli stessi servizi rischia di generare una sovrapposizione di competenze.

Più che un rafforzamento della Giunta, a nostro giudizio, sembra un commissariamento politico di Riccobene.

Lo Piparo, un ex investigatore chiamato a controllare i servizi

Michelangelo Lo Piparo arriva nell’esecutivo con un curriculum professionale importante.

Quarant’anni nella Polizia di Stato, incarichi nelle Questure di Caltanissetta, Cagliari e Agrigento, attività investigative contro la criminalità organizzata, esperienza nella DIA e nella Polizia Scientifica.

A lui vengono affidate la Polizia Municipale, la sicurezza stradale, gli Affari legali e generali, la Trasparenza e anticorruzione, la Protezione civile, il Decoro urbano e il Verde pubblico.

Ma è soprattutto la nuova delega al monitoraggio dei gestori dei servizi pubblici a rappresentare la vera novità.

Sodano sottolinea che Lo Piparo saprà svolgere questo compito con il metodo e il rigore acquisiti durante la sua carriera investigativa.

Una dichiarazione che, politicamente, suona come un giudizio implicito sulla necessità di rafforzare i controlli fino a oggi esercitati dall’amministrazione.

La domanda è inevitabile.

Se per controllare acqua, rifiuti e partecipate serve un nuovo assessore, cosa non ha funzionato finora?

Maria Miccichè Vicesindaca, confermata la fiducia del Sindaco

La seconda novità riguarda Maria Miccichè, nominata Vicesindaca.

Sodano motiva la scelta richiamando il lavoro svolto sul territorio, in particolare durante l’emergenza legata al nubifragio, e conferma la fiducia nei confronti dell’assessore.

Miccichè continuerà a occuparsi di Lavori pubblici, Manutenzione urbana, Infrastrutture e trasporti, Politiche energetiche, PUMS e PUDM, assumendo anche i Rapporti con il Consiglio comunale.

Una concentrazione di competenze particolarmente significativa, soprattutto in una città che presenta criticità diffuse nella manutenzione delle strade e delle infrastrutture.

Anche per la nuova Vicesindaca, naturalmente, saranno i risultati a misurare l’efficacia del lavoro amministrativo.

Acqua e rifiuti, il vero nodo politico della nuova Giunta

Agrigento vive da tempo una situazione difficile sul fronte idrico.

Turnazioni, perdite, disservizi e cittadini che continuano ad attendere risposte da AICA e dalle istituzioni competenti.

Non meno delicata è la gestione dei rifiuti, tra criticità del servizio, proroghe contrattuali e necessità di garantire maggiore efficienza.

Sono questioni sulle quali Riccobene, in qualità di assessore delegato, è chiamato a esercitare le proprie responsabilità politiche.

Adesso, però, arriva Lo Piparo con il compito di vigilare sui gestori.

Occorrerà comprendere quali siano i confini effettivi del nuovo incarico e come verranno coordinati con quelli dell’assessore già competente.

Perché il controllo amministrativo sui servizi non può trasformarsi in una competizione tra assessori né creare incertezza su chi debba rispondere dei risultati.

Se Riccobene conserva le deleghe, deve poter esercitare le proprie funzioni. Se invece Sodano ritiene necessario affiancargli un controllore politico, dovrebbe spiegare pubblicamente le ragioni della scelta.

La rivoluzione dei top player comincia con un assessore controllato?

Dopo appena quattro mesi, la Giunta delle eccellenze annunciata da Michele Sodano cambia volto.

Crosta è fuori, Lo Piparo entra, Miccichè diventa Vicesindaca e Riccobene si ritrova con un collega incaricato di monitorare settori che rientrano nelle sue competenze.

Non sappiamo se questa scelta anticipi un ulteriore rimpasto oppure rappresenti il nuovo assetto definitivo dell’esecutivo.

Ma una cosa è evidente.

Il Sindaco ha ritenuto necessario introdurre un ulteriore livello di vigilanza su servizi che già disponevano di un riferimento politico nella sua Giunta.

E questo, inevitabilmente, apre una questione di fiducia e di responsabilità.

Giuseppe Riccobene rimane un assessore con pieni poteri politici oppure è diventato, nei fatti, un assessore commissariato?

Sodano può certamente riorganizzare le competenze della propria squadra. Ma deve anche chiarire agli agrigentini chi risponde dei servizi e chi è chiamato a controllarne il funzionamento.

Perché acqua e rifiuti non hanno bisogno di due assessori che si controllano a vicenda.

Hanno bisogno di un’amministrazione che faccia funzionare i servizi e si assuma la responsabilità dei risultati.

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