Agrigento, Riccobene commissariato di fatto da Lo Piparo. E il PD cosa ne pensa?

Il confronto tra le deleghe rivela il nuovo equilibrio nella Giunta Sodano. Riccobene mantiene i rapporti con i gestori di acqua e rifiuti, mentre Lo Piparo viene incaricato di monitorarli e vigilare sul loro operato. Un commissariamento politico senza revoca delle competenze. E adesso il Partito Democratico e i suoi consiglieri comunali sono chiamati a chiarire la propria posizione.
Michele Sodano non ha revocato le deleghe a Giuseppe Riccobene, ma con la nomina di Michelangelo Lo Piparo sembra averne disposto un commissariamento politico di fatto.
Basta confrontare le competenze dei due assessori per comprendere il significato della decisione.
Riccobene continua a essere il riferimento politico dell’amministrazione nei rapporti con i gestori del servizio idrico e dei rifiuti. Lo Piparo, invece, riceve dal Sindaco un incarico specifico di monitoraggio e vigilanza proprio sugli stessi gestori.
In sostanza, Riccobene segue i servizi e Lo Piparo viene incaricato di controllarne il funzionamento.
Una scelta che solleva interrogativi sulla fiducia del Sindaco nel proprio assessore e che chiama direttamente in causa anche il Partito Democratico.
Le deleghe di Riccobene e quelle di Lo Piparo
A Giuseppe Riccobene sono state attribuite le competenze relative a Igiene e Sanità pubblica, Rapporti con i gestori del servizio idrico e dei rifiuti, Politiche per l’Ambiente e Servizi cimiteriali.
Competenze che lo rendono il riferimento politico comunale nei rapporti con AICA, gestore del servizio idrico integrato, e con le imprese incaricate della raccolta dei rifiuti.
Con la nomina di Michelangelo Lo Piparo, Sodano introduce però una nuova funzione.
Al nuovo assessore vengono affidate Polizia Municipale, Sicurezza stradale, Affari legali e generali, Trasparenza e anticorruzione, Protezione civile, Decoro urbano e Verde pubblico.
A queste si aggiunge un incarico espressamente annunciato dal Sindaco, quello del monitoraggio e della vigilanza sui gestori del servizio idrico, dei rifiuti e delle società partecipate.
Ed è proprio questa nuova attribuzione a cambiare il quadro politico.
Riccobene mantiene le responsabilità, Lo Piparo vigila sui risultati
Il paradosso è evidente.
Se AICA non garantisce un servizio idrico efficiente, Riccobene rimane l’assessore competente per i rapporti con il gestore, mentre Lo Piparo dovrà monitorarne l’operato.
Se la raccolta dei rifiuti presenta disservizi, Riccobene continuerà a seguire i rapporti con le imprese incaricate, mentre Lo Piparo sarà chiamato a vigilare sul funzionamento del servizio.
Naturalmente il controllo sui gestori non equivale formalmente a un potere gerarchico sull’altro assessore. Ma le verifiche affidate a Lo Piparo finiranno inevitabilmente per riguardare anche i risultati dei settori politicamente seguiti da Riccobene.
Sodano ha quindi creato una funzione di vigilanza parallela alle competenze già assegnate, senza spiegare perché abbia ritenuto necessario questo nuovo livello di controllo.
Se Riccobene ha operato adeguatamente, perché affiancargli un altro assessore?
Se invece il Sindaco ritiene insufficienti i risultati raggiunti, perché non affrontare apertamente la questione?
Un commissariamento politico senza revoca delle deleghe
La scelta assume un significato ancora più particolare considerando il curriculum di Michelangelo Lo Piparo.
Quarant’anni nella Polizia di Stato, una lunga esperienza investigativa e incarichi di responsabilità in settori particolarmente delicati.
Sodano ha dichiarato di confidare proprio nel metodo e nel rigore professionale del nuovo assessore per rafforzare la vigilanza sui gestori.
Ma questa motivazione apre un interrogativo politico.
Perché per controllare servizi già affidati alla responsabilità di Riccobene il Sindaco ha sentito la necessità di nominare un altro assessore?
Non siamo davanti a un commissariamento amministrativo formalmente disposto, ma a una redistribuzione delle funzioni che appare come un ridimensionamento politico.
Riccobene conserva le deleghe, mentre una parte rilevante delle attività di verifica sui settori di sua competenza viene affidata a Lo Piparo.
E il Partito Democratico cosa ne pensa?
È arrivato il momento di rivolgere una domanda anche al Partito Democratico di Agrigento e ai suoi consiglieri comunali.
Cosa pensano del commissariamento politico di fatto di Giuseppe Riccobene?
Condividono la decisione di Michele Sodano oppure ritengono che la nuova delega a Lo Piparo rappresenti un ridimensionamento delle responsabilità dell’assessore?
E soprattutto, considerano normale che un componente della Giunta mantenga i rapporti con i gestori mentre un altro viene incaricato di monitorare e vigilare sugli stessi servizi?
La questione non riguarda soltanto Riccobene, ma il ruolo politico del PD all’interno della maggioranza che sostiene Sodano.
I consiglieri comunali democratici intendono chiedere chiarimenti al Sindaco?
Oppure ritengono che la nuova distribuzione delle deleghe sia una scelta pienamente condivisibile?
Non abbiamo registrato, al momento, una posizione ufficiale del partito su questa specifica decisione.
Ma il chiarimento appare necessario.
Il PD partecipa alle scelte politiche della Giunta oppure si limita a prendere atto delle decisioni del Sindaco?
Chi risponderà dei disservizi?
Il problema non è soltanto politico.
Agrigento continua a confrontarsi con difficoltà nella distribuzione idrica e criticità nella gestione dei rifiuti.
I cittadini hanno diritto di sapere chi sia effettivamente responsabile dell’indirizzo politico sui servizi e chi debba rispondere dei risultati.
La nuova organizzazione non può trasformarsi in una sovrapposizione di competenze nella quale, davanti a un disservizio, un assessore rimanda all’altro.
Sarà necessario conoscere anche il provvedimento formale di attribuzione delle deleghe, per verificare quali poteri siano stati assegnati a Lo Piparo e come debbano coordinarsi con quelli di Riccobene.
Perché le funzioni di indirizzo politico, quelle amministrative dei dirigenti e i poteri di controllo sui gestori devono rimanere chiaramente distinti.
Sodano chiarisca, Riccobene e il PD prendano posizione
Michele Sodano deve spiegare agli agrigentini il significato della nuova distribuzione delle responsabilità.
Giuseppe Riccobene dovrebbe chiarire se considera questa scelta un rafforzamento dell’azione amministrativa oppure un ridimensionamento del proprio ruolo.
E il Partito Democratico, insieme ai suoi consiglieri comunali, dovrebbe esprimere una posizione politica comprensibile ai cittadini.
Non si tratta di difendere incarichi o poltrone, ma di garantire chiarezza nelle responsabilità.
Perché se Riccobene mantiene le deleghe e Lo Piparo viene incaricato di vigilare sugli stessi servizi, il commissariamento politico appare nei fatti, anche senza essere scritto in alcun provvedimento.
E allora la domanda finale è rivolta soprattutto al PD.
Il Partito Democratico condivide questa scelta oppure accetta che Michele Sodano ridimensioni politicamente un assessore senza nemmeno revocargli le deleghe?





