Agrigento Pride, ecco chi è la T.T.T.: Dall’esperienza dello Scaro ai rapporti con l’amministrazione Sodano

L’associazione rappresentata legalmente da Gaetano Di Ballo organizza il corteo del 29 agosto. Nata nel 2019, opera nella progettazione sociale, nell’integrazione e nella rigenerazione urbana. Lo Scaro Café è uno dei suoi progetti più riconoscibili e uno dei luoghi nei quali ha mosso i primi passi il percorso politico dell’attuale sindaco
AGRIGENTO – Sarà l’associazione T.T.T. – Tierra, Techo, Trabajo a organizzare formalmente l’“Agrigento Pride 2026”, in programma sabato 29 agosto.
La conferma arriva dall’ordinanza dirigenziale numero 249 del 26 agosto 2026Ordinanza+Dirigenziale+2026-249, firmata dal responsabile del settore Polizia locale Giovanni Mantione, con la quale il Comune di Agrigento disciplina la circolazione e la sosta lungo il percorso della manifestazione.
Nel provvedimento si legge che la richiesta è stata presentata, con nota protocollo numero 61250 del 25 agosto, dal direttore generale e legale rappresentante della T.T.T.
Il legale rappresentante dell’associazione è Gaetano Di Ballo.
Sarà quindi la realtà rappresentata da Di Ballo a promuovere il corteo che partirà da piazza Pirandello e attraverserà via Atenea, piazzale Aldo Moro, piazza Marconi e viale della Vittoria, per concludersi a villa Bonfiglio.
Ma chi è la T.T.T.? Quali attività svolge? Quali sono i suoi rapporti con lo Scaro Café e con l’area politica che oggi sostiene il sindaco Michele Sodano?
E, soprattutto, dopo quanto accaduto con il Summer Village di San Leone, chi sosterrà i costi dei servizi comunali necessari allo svolgimento del Pride?
Un’associazione nata nel 2019
Tierra, Techo, Trabajo è un’associazione di promozione sociale nata ad Agrigento nel febbraio del 2019 per iniziativa di un gruppo di giovani laureati e laureandi che avevano deciso di tornare a vivere e operare nella propria città.
Il nome richiama tre concetti: terra, casa e lavoro.
Fin dalla propria costituzione, la T.T.T. si è presentata come una realtà impegnata nella progettazione e nell’imprenditoria sociale, nella ricerca di finanziamenti, nella partecipazione civica, nell’integrazione e nella rigenerazione urbana.
A raccontarne pubblicamente la nascita e le finalità era stato Francesco Gangarossa, descrivendo un’associazione costituita da giovani intenzionati a creare opportunità lavorative attraverso progetti capaci di produrre ricadute sociali sul territorio.
La progettazione rappresenta uno dei principali strumenti operativi dell’associazione: individuare i bandi, elaborare le proposte, reperire i finanziamenti e accompagnare la realizzazione delle attività.
La T.T.T. ha inizialmente concentrato buona parte del proprio lavoro a Villaseta, dove ha promosso attività sociali, educative e culturali, contribuendo anche alla creazione e al potenziamento di una biblioteca sociale.
Le convenzioni con il Tribunale di Agrigento
La T.T.T. risulta convenzionata con il Tribunale ordinario di Agrigento per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità e per l’inserimento di persone ammesse alla messa alla prova.
Nei documenti pubblicati dal ministero della Giustizia, Gaetano Di Ballo viene indicato nella qualità di legale rappresentante dell’associazione.
Le attività previste riguardano, tra l’altro, la tutela dell’arredo urbano, la pulizia di vie, piazze, spiagge, corsi d’acqua e altri luoghi destinati alla fruizione pubblica, la manutenzione di immobili e lo svolgimento di servizi connessi alle competenze professionali dei soggetti coinvolti.
Una delle convenzioni richiamava anche la collaborazione per il recupero e la manutenzione dei locali della biblioteca sociale di Villaseta e per altri interventi di riqualificazione del territorio riconducibili alle attività della T.T.T.
L’associazione si presenta, quindi, come una realtà strutturata che opera da anni insieme a istituzioni pubbliche, enti e soggetti del terzo settore.
Dalla biblioteca di Villaseta allo Scaro Café
Uno dei passaggi più importanti nella storia della T.T.T. è rappresentato dall’arrivo in piazza Ravanusella.
Dopo le attività sviluppate a Villaseta, i giovani dell’associazione hanno deciso di investire nella riqualificazione sociale di una delle zone più difficili e per lungo tempo abbandonate del centro storico di Agrigento.
Da questo percorso sono nati Scaro Café, Scaro Community e il progetto di Scaro Market.
Il nome “Scaro” richiama la storia di piazza Ravanusella, un tempo sede di un frequentato mercato ortofrutticolo e luogo centrale della vita commerciale agrigentina.
Una ricostruzione pubblicata nell’ottobre 2023 attribuisce espressamente alla T.T.T. l’apertura dello Scaro Café e la nascita di Scaro Community.
Anche il logo con il pomodoro sorridente e le denominazioni “Scaro Café”, “Scaro Community” e “Scaro Market” viene ricondotto al progetto sviluppato dall’associazione per restituire vita alla piazza.
Lo Scaro, quindi, non è soltanto una realtà “vicina” alla T.T.T. o un locale con il quale l’associazione collabora occasionalmente.
È uno dei progetti più riconoscibili nati dall’esperienza di Tierra, Techo, Trabajo.
Lo Scaro come “social café”
Lo Scaro è stato presentato come un “social café”: un’attività destinata non soltanto alla somministrazione di alimenti e bevande, ma anche alla creazione di relazioni, alla promozione di iniziative culturali e alla costruzione di una comunità attorno alla piazza.
Una ricerca universitaria condotta nell’ambito di un tirocinio presso la T.T.T. ha studiato proprio lo Scaro come spazio sociale e luogo di incontro tra residenti, giovani, studenti Erasmus, migranti e visitatori.
Nella ricerca, Scaro viene descritto come un progetto sociale della T.T.T. finalizzato a contribuire alla rigenerazione urbana del quartiere e a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
Nel tempo piazza Ravanusella ha ospitato laboratori, presentazioni, dibattiti, iniziative musicali, attività per bambini, progetti di integrazione ed eventi dedicati alla multiculturalità.
Nel 2024 la T.T.T. organizzò proprio in piazza Ravanusella, insieme allo Scaro Café e a Sbem!, l’iniziativa “Piazze senza confini”, patrocinata dal Comune di Agrigento.
Il programma comprendeva la pulizia del quartiere, giochi popolari, spettacoli per bambini, una cena internazionale e un confronto dedicato alla multiculturalità e alla rigenerazione urbana.
Lo Scaro e il percorso politico di Michele Sodano
Lo Scaro Café non è stato soltanto un luogo di aggregazione sociale e culturale. Nel tempo è diventato anche uno spazio di confronto e iniziativa politica.
Il 23 marzo 2025 il locale di piazza Ravanusella ospitò la presentazione agrigentina di Controcorrente, il movimento fondato dal deputato regionale Ismaele La Vardera.
All’iniziativa partecipò Michele Sodano, allora ex parlamentare del Movimento 5 Stelle, indicato come il riferimento agrigentino del movimento e come protagonista del progetto politico destinato ad affrontare le successive elezioni comunali.
Lo Scaro è stato quindi uno dei luoghi nei quali ha mosso i primi passi pubblici il percorso politico che avrebbe successivamente portato Sodano alla candidatura e all’elezione a sindaco.
Secondo le informazioni raccolte da Report Sicilia, i locali nei quali viene svolta l’attività dello Scaro Café sono di proprietà dello stesso Michele Sodano.
Questo dato contribuisce a ricostruire il rapporto tra il luogo, l’associazione che vi ha sviluppato uno dei propri principali progetti sociali e l’attuale primo cittadino.
Non si sostiene l’esistenza di alcuna irregolarità. Si ricostruisce semplicemente la storia della realtà associativa che oggi organizza il Pride: la T.T.T. ha dato vita all’esperienza dello Scaro e lo Scaro ha successivamente ospitato iniziative sociali, culturali e politiche legate anche al percorso dell’attuale sindaco.
Irene Fucà, dallo Scaro al Consiglio comunale
Tra le figure legate all’esperienza dello Scaro compare anche Irene Fucà, candidata alle elezioni comunali del 2026 nella coalizione che sosteneva Michele Sodano.
Fucà non è risultata inizialmente eletta in Consiglio comunale, ma è successivamente entrata nell’aula Sollano attraverso il meccanismo della surroga.
Il suo ingresso è stato reso possibile dalla rinuncia alla carica di consigliere delle candidate che la precedevano nella graduatoria. Queste ultime, dopo essere state nominate assessore da Michele Sodano e avere prestato giuramento come componenti della Giunta, hanno optato per l’incarico assessoriale, determinando il subentro della prima tra i non eletti rimasta utile.
Fucà è così entrata in Consiglio comunale come rappresentante della coalizione che sostiene il sindaco.
Anche questo passaggio dimostra come l’esperienza dello Scaro non sia rimasta confinata all’ambito culturale e associativo, ma abbia incrociato direttamente il percorso politico e istituzionale dell’attuale amministrazione.
Il partenariato approvato dalla Giunta Sodano
Dopo l’elezione di Michele Sodano, i rapporti istituzionali tra il Comune e la T.T.T. hanno trovato un ulteriore momento nel progetto “Youth Hub Agrigento”.
L’8 luglio 2026 la Giunta comunale ha approvato l’adesione del Comune di Agrigento, nella qualità di partner istituzionale, al progetto avente come capofila proprio Tierra, Techo, Trabajo.
L’iniziativa punta a ottenere un finanziamento regionale compreso tra 50 mila e 70 mila euro nell’ambito del Fondo per le politiche giovanili.
Per il Comune non sarebbero previsti oneri finanziari diretti. L’amministrazione si è però impegnata a partecipare alla governance del progetto, a sostenere la ricostituzione della Consulta giovanile e a valutare la disponibilità di spazi pubblici da destinare alle attività.
La T.T.T. si conferma, quindi, una delle realtà associative più attive nella progettazione sociale e giovanile e uno degli interlocutori scelti dalla nuova amministrazione comunale.
Il Pride patrocinato dal Comune
Adesso l’associazione rappresentata da Gaetano Di Ballo figura negli atti ufficiali come organizzatrice dell’Agrigento Pride 2026.
La manifestazione ha ottenuto il patrocinio del Comune di Agrigento e coinvolgerà direttamente diversi settori dell’amministrazione.
L’ordinanza numero 249 disciplina una lunga serie di chiusure, divieti di sosta, modifiche alla circolazione e sospensioni delle aree di parcheggio a pagamento.
Il documento incarica gli agenti della Forza pubblica di fare rispettare le disposizioni e prevede l’impiego della Polizia locale lungo il percorso.
Nella stessa ordinanza viene richiamata anche una nota del settore Ecologia del 25 agosto, con la quale è stato predisposto un calendario di interventi per la pulizia successiva alla manifestazione, in particolare lungo viale della Vittoria nella giornata del 30 agosto.
Il provvedimento precisa che l’ordinanza sulla viabilità non produce riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’Ente.
Ma questa formula riguarda l’adozione dell’atto e non consente di conoscere se i singoli servizi necessari alla manifestazione comporteranno successivamente costi per il Comune.
Ed è qui che torna alla memoria quanto accaduto poche settimane fa a San Leone.
Il precedente del Summer Village: prima “costo zero”, poi la determina
In occasione del Summer Village 2026, organizzato sul lungomare Falcone e Borsellino di San Leone dal 31 luglio al 3 agosto, il sindaco Michele Sodano aveva assicurato che la manifestazione sarebbe stata a costo zero per il Comune.
Successivamente, però, dagli atti amministrativi è emerso che il Comune aveva assegnato risorse per garantire alcuni servizi connessi allo svolgimento dell’evento.
Con una nota del 30 luglio, il Segretario generale aveva assegnato al settore Polizia locale la somma di 935 euro, esclusi oneri e Irap, per il lavoro straordinario del personale impegnato durante il Summer Village.
La determinazione dirigenziale numero 2480, con la quale la spesa è stata formalmente impegnata, è stata adottata il 13 agosto, dieci giorni dopo la conclusione della manifestazione.
Dunque, nonostante l’annuncio iniziale del “costo zero”, almeno un costo a carico dell’Ente è successivamente emerso dagli atti: 935 euro, oltre oneri e Irap, per lo straordinario della Polizia locale.
Una cifra che, presa isolatamente, non è certamente enorme. Il punto, però, è un altro.
Quando un’amministrazione dichiara che una manifestazione non avrà costi per il Comune, i cittadini si aspettano che nessuna spesa venga successivamente posta a carico del bilancio pubblico, neppure attraverso determine riguardanti servizi collegati all’evento.
L’esperienza del Summer Village suggerisce, quindi, di non limitarsi agli annunci o alla formula contenuta nell’ordinanza.
Chi pagherà i servizi per l’Agrigento Pride?
Nel caso dell’Agrigento Pride sappiamo già, attraverso l’ordinanza, che saranno necessari provvedimenti sulla viabilità, la presenza della Polizia locale e un piano di pulizia successiva all’evento.
Non sappiamo, invece, se il personale comunale sarà impiegato durante il normale orario di servizio oppure attraverso prestazioni straordinarie.
Non sappiamo se la pulizia del viale della Vittoria e delle altre zone interessate rientrerà nel servizio ordinario oppure comporterà interventi aggiuntivi e relativi costi.
Non sappiamo se saranno utilizzate transenne, mezzi, attrezzature, servizi tecnici o altre risorse di proprietà del Comune.
Non sappiamo, infine, se gli eventuali costi saranno sostenuti dall’associazione organizzatrice oppure resteranno a carico dell’Ente e quindi dei cittadini.
La domanda, alla luce del precedente di San Leone, è semplice: le spese e i servizi necessari all’organizzazione e allo svolgimento dell’Agrigento Pride saranno interamente a carico della T.T.T. oppure una parte sarà sostenuta, direttamente o indirettamente, dal Comune di Agrigento?
Non è una contestazione alla manifestazione e non è una valutazione sul Pride.
È una richiesta preventiva di trasparenza, resa ancora più opportuna da quanto accaduto con il Summer Village.
In quel caso si parlò inizialmente di un evento a costo zero. Successivamente comparve una determina per lo straordinario della Polizia locale.
Per l’Agrigento Pride sarebbe quindi utile conoscere fin dall’inizio chi pagherà il personale eventualmente impiegato oltre l’orario ordinario, la pulizia successiva, le attrezzature e tutti gli altri servizi messi a disposizione.
La T.T.T. è un’associazione di promozione sociale nata nel 2019, ha creato l’esperienza dello Scaro, opera nella progettazione e nella rigenerazione urbana e ha costruito negli anni rapporti con numerose istituzioni.
Oggi organizza una manifestazione patrocinata dal Comune e destinata a coinvolgere una parte importante della macchina amministrativa.
Proprio per questo, prima del corteo, basterebbe una risposta chiara: chi paga?





