Agrigento non è un serbatoio di voti: Di Rosa a La Vardera “Prima amministri la città, poi pensi alla Regione”

Agrigento torna al centro del dibattito politico regionale, ma ancora una volta non per un progetto concreto sulla città, bensì come possibile terreno di manovra elettorale. Dopo le dinamiche già viste nel centrodestra, anche sul fronte di chi si propone come “alternativa” si ripresenta – denuncia il progetto civico Tutti Insieme per una Città Normale – lo stesso schema: Agrigento trattata come un bacino di voti, non come una comunità da governare.
Nel mirino finisce l’iniziativa del deputato regionale Ismaele La Vardera, leader del movimento Controcorrente, che ha annunciato la propria candidatura alla Presidenza della Regione Siciliana e che, ancora prima, ha avviato un’operazione politica su Agrigento indicando come possibile candidato a sindaco Michele Sodano. Un’ipotesi che, secondo quanto trapela, potrebbe essere ufficializzata nelle prossime ore.
Per Giuseppe Di Rosa, candidato sindaco e promotore del progetto civico, la questione è chiara e non riguarda le persone, ma il metodo e la sostanza politica:
Agrigento non può diventare una tappa intermedia per costruire carriere regionali.
La richiesta è diretta:
se La Vardera intende davvero dimostrare di avere a cuore Agrigento, si candidi lui a sindaco, amministri una città complessa, si misuri con i problemi quotidiani, dimostri di saper governare. Solo dopo, eventualmente, potrà ambire alla guida della Regione.
Secondo Di Rosa, l’operazione rischia invece di produrre un solo effetto: togliere voti a chi l’opposizione vera l’ha fatta per quindici anni, mettendoci la faccia ogni giorno, pagando un prezzo personale e politico, rischiando in prima persona.
Il caso Sodano e l’assenza di risultati
Il progetto civico entra poi nel merito della possibile candidatura di Michele Sodano. Pur avendo ricoperto per cinque anni il ruolo di deputato della Repubblica, grazie a una legge elettorale che ha consentito ai nominati di sedere in Parlamento, Sodano – si legge nella nota – non ha lasciato alcuna traccia concreta ad Agrigento e nella sua provincia.
Nessuna battaglia riconoscibile, nessuna iniziativa ricordata dai cittadini, nessun risultato tangibile.
Un dato che pesa ancora di più se si considera che per tre di quei cinque anni Sodano ha fatto parte della maggioranza di governo, arrivando a essere relatore della legge finanziaria, con rapporti diretti con il vertice del Governo nazionale. Eppure, sottolinea Di Rosa, nessuno ricorda un solo euro, un solo finanziamento, un solo intervento portato ad Agrigento o al territorio provinciale, nonostante problemi che si trascinano da oltre vent’anni.
A certificare la mancanza di contatto con il territorio ci sarebbe anche l’attività social dello stesso Sodano, che non racconta Agrigento, non documenta vertenze locali, non affronta i problemi della città, ma si limita quasi esclusivamente a rilanciare iniziative e comunicazione di La Vardera.
Il confronto con Licata
Per restare sul piano dei fatti, Di Rosa porta un esempio opposto: quello del deputato regionale Angelo Cambiano che, pur essendo all’opposizione del sindaco di Licata, sta cercando di portare quanti più finanziamenti possibili alla sua città.
Un confronto che, secondo il progetto civico, chiarisce la differenza tra chi rappresenta davvero un territorio e chi lo utilizza.
“Basta pedine, basta candidati telecomandati”
Il messaggio finale è netto e vale per tutti gli schieramenti: basta candidati calati dall’alto, basta pedine.
Agrigento – ribadisce Di Rosa – non è un passaggio obbligato, non è un serbatoio di voti, non è una pedina in un progetto personale.
È una città che merita rispetto, radicamento e responsabilità.





