Agrigento, mentre Di Rosa propone nuovi presìdi dei Carabinieri, il Comune mette in vendita la caserma di Villaseta

Mentre il candidato sindaco Giuseppe Di Rosa propone con chiarezza e responsabilità il rafforzamento della presenza dello Stato sul territorio, attraverso l’istituzione di un nuovo presidio dei Carabinieri nella frazione di Fontanelle, l’Amministrazione comunale di Agrigento compie una scelta diametralmente opposta: mettere in vendita la caserma dei Carabinieri di Villaseta.
Una decisione che Di Rosa definisce senza mezzi termini grave, istituzionalmente discutibile e moralmente inaccettabile.
Un presidio dello Stato trattato come un bene qualunque
Il Comune di Agrigento ha infatti inserito la palazzina che ospita la caserma dei Carabinieri di Villaseta, un immobile pubblico di tre piani con annesso parcheggio, nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2025-2027, deliberando di fatto la possibilità di disfarsi di un presidio fondamentale dello Stato sul territorio.
La scelta emerge in modo inequivocabile dagli atti ufficiali approvati dal Consiglio comunale, in particolare dalla Deliberazione n. 178 del 3 dicembre 2025CC_178_2025, con cui viene recepito il piano predisposto dagli uffici e individuata una serie di immobili comunali da porre in vendita o valorizzazione, tra cui figura anche l’edificio utilizzato dall’Arma dei Carabinieri.
Il tutto è poi confluito nel Bilancio di previsione 2025-2027, approvato con la Deliberazione consiliare n. 181/2025CC_181_2025.
Secondo Di Rosa si tratta di una leggerezza superficiale e istituzionalmente inqualificabile, che coinvolge non solo la Giunta ma l’intero Consiglio comunale, poiché incide su funzioni essenziali dello Stato e non su un semplice cespite patrimoniale.
Non una “caserma di quartiere”, ma una struttura strategica
Un punto centrale della denuncia riguarda la natura stessa dell’immobile.
La caserma di Villaseta, infatti, non è una struttura ordinaria né un presidio limitato a funzioni locali.
All’interno dell’edificio operano uffici e funzioni particolari dei Carabinieri, con competenze che superano ampiamente il perimetro cittadino e risultano strategiche per l’intero territorio agrigentino, sotto il profilo operativo, investigativo e di coordinamento.
Privarsi di questa struttura significa dunque mettere in discussione un nodo logistico e funzionale dello Stato, non semplicemente spostare una sede.
Una decisione che incide sulla sicurezza dell’intera provincia
Alienare un immobile che ospita uffici strategici dell’Arma comporta conseguenze dirette:
sull’organizzazione e sull’efficienza operativa dei Carabinieri,
sulla continuità di servizi delicati,
sulla presenza dello Stato nell’intera provincia di Agrigento.
Non si tratta di una questione urbanistica o di valorizzazione immobiliare, ma di sicurezza pubblica generale, che riguarda cittadini, imprese e istituzioni.
I beni destinati alla sicurezza non sono patrimonio “disponibile”
Di Rosa richiama anche il quadro normativo.
Un immobile pubblico destinato a funzioni istituzionali di sicurezza è tutelato dalla sua stessa natura.
Le norme sulla cosiddetta sicurezza partecipata – art. 39 della legge n. 3/2003 e art. 1, comma 439, della legge n. 296/2006 – riconoscono agli enti locali il compito di contribuire al rafforzamento dei presidi di polizia, anche attraverso la messa a disposizione di immobili e il supporto logistico, tramite convenzioni con il Ministero dell’Interno o le Prefetture.
In questo contesto, alienare una struttura strategica dell’Arma equivale a muoversi in direzione opposta all’interesse pubblico.
Il richiamo della Corte dei Conti
A sostegno della propria posizione, Di Rosa cita il parere n. 127/2022 della Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna, che si è espresso proprio su una caserma dei Carabinieri.
La Corte ha chiarito che:
la tutela della sicurezza pubblica rientra pienamente nell’autonomia e nella responsabilità degli enti locali;
le scelte patrimoniali non possono essere valutate solo in termini economici;
l’ente deve individuare la soluzione più vantaggiosa per l’interesse pubblico, sociale e della sicurezza territoriale;
tali decisioni devono essere assunte attraverso concertazioni interistituzionali, non con atti unilaterali.
Le domande inevase
Alla luce di tutto ciò, il candidato sindaco pone interrogativi precisi:
il Comando Provinciale dei Carabinieri è stato formalmente coinvolto?
il Comando Regionale ne è a conoscenza?
è stata avviata un’interlocuzione con la Prefettura o con il Ministero dell’Interno?
In assenza di risposte, la scelta dell’Amministrazione appare unilaterale, improvvida e istituzionalmente scorretta.
La visione opposta: rafforzare, non smantellare
La proposta politica di Giuseppe Di Rosa va nella direzione opposta:
rafforzare la presenza dello Stato, non indebolirla.
Da qui l’idea di istituire un nuovo presidio dei Carabinieri nella frazione di Fontanelle, area popolosa e strategica della città che necessita di una presenza stabile delle Forze dell’Ordine.
«È paradossale – sottolinea – che mentre si parla della necessità di nuovi presìdi, l’Amministrazione pensi di disfarsi di una struttura fondamentale dell’Arma».
Una questione anche morale
Oltre agli aspetti normativi e amministrativi, la vicenda assume per Di Rosa una valenza morale.
La politica e la pubblica amministrazione dovrebbero fondarsi su:
rispetto delle istituzioni dello Stato,
responsabilità verso i cittadini,
tutela concreta della sicurezza sociale.
Mettere in vendita una struttura strategica dell’Arma dei Carabinieri significa, secondo il candidato sindaco, ridurre la sicurezza a una voce di bilancio, tradendo questi principi.
L’appello finale
Giuseppe Di Rosa chiede formalmente alla Giunta e al Consiglio comunale di ritirare l’ipotesi di alienazione della caserma di Villaseta e di avviare immediatamente un tavolo istituzionale con tutte le autorità competenti.
Perché, conclude, questa non è una questione di quartiere, ma una questione che riguarda l’intera Agrigento e l’intera provincia.
La sicurezza non si vende.
Lo Stato non si mette all’asta.






