Agrigento, le indennità degli amministratori e la differenza tra il mio programma e le scelte di Sodano

Voglio spiegare al sindaco Michele Sodano e agli agrigentini una delle differenze concrete tra il programma che avevo presentato alle elezioni amministrative del 2026 e le decisioni che oggi vengono assunte da chi governa la città.
Nel mio programma avevo previsto la riduzione del 20 per cento delle indennità degli amministratori comunali, con l’obiettivo di destinare le risorse risparmiate al finanziamento di progetti per i servizi sociali.
Non era una proposta isolata, ma parte di una diversa impostazione della gestione delle risorse pubbliche.
Il 30 ottobre 2026, invece, la Giunta Sodano ha approvato la deliberazione numero 152, con la quale vengono rideterminate le indennità di funzione del Sindaco, del Vicesindaco, degli Assessori e del Presidente del Consiglio comunale, prevedendo un incremento finanziato attraverso il contributo della Regione Siciliana.
Il mio programma prevedeva una riduzione del 20 per cento
La proposta che avevo presentato agli agrigentini era chiara.
Ridurre le indennità degli amministratori e utilizzare i risparmi effettivamente disponibili per sostenere interventi sociali rivolti alle persone e alle famiglie in difficoltà.
Una scelta che avrebbe richiesto i necessari atti amministrativi e il rispetto delle disposizioni contabili, ma che indicava una precisa priorità politica.
Destinare una parte delle risorse disponibili agli interventi sociali anziché ai compensi degli amministratori.
Non intendo contestare il diritto di chi amministra a percepire le indennità stabilite dalla normativa.
Intendo ricordare che, nei limiti consentiti dalla legge, anche il trattamento economico degli amministratori può essere oggetto di scelte politiche e di rinunce volontarie.
La Giunta Sodano ha approvato gli incrementi
La deliberazione numero 152 riporta i seguenti importi mensili.
| Carica | Importo base | Nuovo importo |
|---|---|---|
| Sindaco | 4.596,00 € | 6.273,89 € |
| Vicesindaco | 3.447,00 € | 4.705,42 € |
| Assessori | 2.757,60 € | 3.764,34 € |
| Presidente del Consiglio | 2.757,60 € | 3.734,34 € |
L’atto prevede una richiesta di contributo regionale di 121.921,21 euro per il 2026.
Il provvedimento precisa che gli incrementi vengono finanziati dalla Regione e non comportano ulteriori oneri per il bilancio comunale.
È una precisazione importante, che non intendo nascondere ai lettori.
Ma non modifica la differenza tra le due impostazioni.
La quota regionale e quella comunale sono due questioni distinte
Non vorrei che qualcuno rispondesse alla mia osservazione sostenendo semplicemente che gli aumenti sono finanziati dalla Regione Siciliana.
Lo sappiamo e lo abbiamo letto nella deliberazione.
Il contributo regionale finanzia gli incrementi previsti dal provvedimento. La nostra proposta riguardava invece la riduzione del trattamento economico degli amministratori, intervenendo, ove consentito, anche sulla componente sostenuta dal bilancio comunale.
Se fossi stato eletto Sindaco, avrei perseguito l’obiettivo di una riduzione del 20 per cento, verificando con gli uffici le modalità giuridicamente e contabilmente corrette per realizzarla e destinare le economie effettive ai servizi sociali.
Non sostengo che la quota regionale possa essere automaticamente trasferita ad altre finalità, perché quel finanziamento ha una destinazione specifica.
La questione che pongo è diversa.
Perché non valutare una riduzione volontaria delle somme effettivamente percepite dagli amministratori e una corrispondente destinazione delle risorse comunali risparmiate a progetti sociali?
Quanto avrebbe significato una riduzione del 20 per cento
Prendendo come riferimento le indennità base riportate nella stessa deliberazione, una riduzione del 20 per cento avrebbe prodotto, in termini puramente teorici, questi valori mensili.
| Carica | Riduzione del 20% |
|---|---|
| Sindaco | 919,20 € |
| Vicesindaco | 689,40 € |
| Ogni Assessore | 551,52 € |
| Presidente del Consiglio | 551,52 € |
Per una Giunta composta da un Sindaco, un Vicesindaco e otto Assessori, oltre al Presidente del Consiglio, la riduzione teorica complessiva sarebbe di 6.572,28 euro mensili, pari a 78.867,36 euro su dodici mensilità.
Questi importi rappresentano una simulazione basata sulle indennità tabellari e non un risparmio già accertato. Il risultato effettivo dipenderebbe dalle posizioni individuali, dalle riduzioni obbligatorie e dalle modalità di attuazione consentite dalla normativa.
Ma il senso della mia proposta rimane evidente.
Individuare risorse da mettere a disposizione di interventi sociali attraverso una scelta di contenimento dei compensi politici.
Due programmi e due impostazioni amministrative
La questione delle indennità si inserisce in un confronto più ampio.
Nel programma che avevo presentato alla città proponevo anche la costituzione di due società di servizio, con l’obiettivo di creare opportunità lavorative per almeno 200 agrigentini, giovani e meno giovani, e rafforzare la gestione dei servizi pubblici.
La mia impostazione prevedeva di verificare la possibilità di riportare nella sfera pubblica attività e servizi, attraverso strumenti organizzativi sostenibili e nel rispetto della normativa.
L’amministrazione Sodano ha invece manifestato la volontà di proseguire nel ricorso alle esternalizzazioni per diversi servizi.
Sono impostazioni che meritano di essere confrontate pubblicamente, attraverso i programmi, gli atti amministrativi, i costi e i risultati.
Ed è proprio questo il confronto che continuo a chiedere.
La mia domanda al sindaco Sodano
Michele, la deliberazione sulle indennità è legittimamente motivata attraverso le disposizioni nazionali e regionali richiamate dagli uffici.
Non è questo il punto della mia osservazione.
La domanda è se tu e la tua Giunta abbiate mai valutato la possibilità di rinunciare volontariamente a una parte dei compensi per sostenere progetti sociali.
Io questa scelta l’avevo inserita nel programma presentato agli elettori.
Oggi la ripropongo pubblicamente, affinché la città possa conoscere non soltanto gli importi delle indennità, ma anche le diverse proposte formulate per l’utilizzo delle risorse comunali.
La Regione può finanziare gli incrementi, ma questo non impedisce di discutere politicamente della quota sostenuta dal Comune e delle eventuali economie realizzabili attraverso rinunce volontarie.
È una questione di priorità amministrative che merita una risposta nel merito.
Gli agrigentini devono poter valutare le differenze tra ciò che era stato proposto durante la campagna elettorale e ciò che viene concretamente deliberato oggi.





