Agrigento, Insalaco indagato e assegnato alla Polizia Locale. Sindaco Sodano, siamo su Scherzi a parte?

La determina sindacale n. 126 del 30 ottobre 2026Determina+Sindacale+2026-126 ridistribuisce gli incarichi dirigenziali dopo la comunicazione di un’indagine penale. Insalaco lascia gli Affari Generali e assume anche la responsabilità del settore Polizia Locale. Report Sicilia chiede chiarimenti sulla scelta, sulla rotazione straordinaria e sull’avviso pubblico in corso.
Una determina che solleva interrogativi
Ad Agrigento la gestione della Polizia Locale torna al centro dell’attenzione.
Con la determinazione n. 126 del 30 ottobre 2026, il sindaco Michele Sodano ha disposto una nuova distribuzione degli incarichi dirigenziali, attribuendo all’avvocato Antonio Insalaco la responsabilità ad interim del VII Settore Polizia Locale.
Fin qui potrebbe sembrare una normale riorganizzazione amministrativa.
Ma leggendo attentamente le motivazioni dell’atto emerge una circostanza che rende necessaria una spiegazione pubblica.
Lo stesso provvedimento dà atto che Insalaco, con comunicazione protocollata il 28 ottobre 2026, ha informato l’amministrazione di essere indagato per ipotesi di reato riconducibili agli articoli 110, 641 e 479 del Codice penale, relative a fatti che sarebbero avvenuti nell’esercizio delle sue funzioni.
Il dirigente ha chiesto inizialmente di essere esonerato dal servizio Cultura, Turismo e Sport e successivamente dall’intero Settore Affari Generali.
Il sindaco ha accolto la richiesta, ma ha contemporaneamente assegnato a Insalaco la responsabilità del settore Polizia Locale.
Ed è proprio questa decisione a sollevare interrogativi.
Il decreto della Procura e la posizione del dirigente
Report Sicilia ha esaminato anche il decreto di perquisizione e sequestro probatorio emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento il 23 ottobre 2026.
Il documento riguarda un procedimento relativo alla gestione e alla rendicontazione di finanziamenti pubblici destinati a iniziative culturali, turistiche e sportive.
Tra le persone sottoposte a indagine figura Antonio Insalaco, con riferimento a ipotesi di falsità ideologica in atti pubblici.
È indispensabile precisare che siamo nella fase delle indagini preliminari. Nessuna responsabilità penale può essere considerata accertata e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza.
La questione che poniamo, tuttavia, non riguarda l’anticipazione di un giudizio penale.
Riguarda una scelta amministrativa compiuta dal sindaco dopo avere ricevuto una comunicazione formale sull’esistenza del procedimento.
La rotazione straordinaria e il problema della nuova assegnazione
La determinazione sindacale richiama espressamente l’articolo 16 del decreto legislativo 165 del 2001, relativo alla rotazione straordinaria del personale.
Si tratta di una misura che può essere adottata anche prima di una condanna, con finalità preventive e di tutela dell’immagine di imparzialità dell’amministrazione.
Non costituisce una sanzione e richiede una valutazione motivata delle circostanze concrete.
Il sindaco giustifica la redistribuzione degli incarichi anche con la grave carenza di figure dirigenziali disponibili.
È una motivazione organizzativa che merita attenzione, ma che non esaurisce le questioni poste dall’assegnazione alla Polizia Locale.
Perché proprio quel settore?
Quali valutazioni sono state compiute sulle funzioni attribuite, sulle specifiche professionalità necessarie e sulle esigenze di tutela dell’imparzialità dell’ente?
E quale ruolo ha avuto il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza nella procedura?
Sono interrogativi che nascono dalla lettura dello stesso provvedimento.
Polizia Locale e comandante del Corpo non sono la stessa cosa
C’è poi un aspetto giuridico che non può essere trascurato.
La determinazione n. 126 attribuisce a Insalaco la responsabilità dirigenziale del VII Settore Polizia Locale, ma non contiene un’esplicita nomina a comandante del Corpo.
La distinzione è importante.
La legge 65 del 1986 disciplina le funzioni del comandante e il suo rapporto diretto con il sindaco. Anche la giurisprudenza amministrativa distingue le responsabilità dirigenziali dalle specifiche funzioni di comando.
Occorre quindi chiarire chi eserciti attualmente le funzioni di comandante, quali competenze siano attribuite a Insalaco e come venga garantita l’autonomia operativa del Corpo.
Non si tratta di una questione meramente formale.
L’avviso pubblico che secondo Report Sicilia deve essere rivisto
A complicare il quadro c’è la procedura di selezione ancora in corso per il conferimento di un incarico dirigenziale.
Report Sicilia ha già espresso forti perplessità sull’avviso, sostenendo la necessità di annullarlo e ripubblicarlo con criteri e requisiti adeguati alle funzioni effettivamente richieste.
La determinazione del 30 ottobre stabilisce che l’incarico ad interim di Insalaco alla Polizia Locale durerà sino al completamento della procedura per l’attribuzione di un incarico di dirigente tecnico ai sensi dell’articolo 110 del TUEL.
Anche questa formulazione merita chiarimenti.
Perché la responsabilità della Polizia Locale viene collegata alla conclusione di una procedura per un dirigente tecnico?
L’incarico da conferire riguarda effettivamente la direzione del settore Polizia Locale oppure altre funzioni dell’organizzazione comunale?
E soprattutto, prima di proseguire, l’amministrazione intende verificare le criticità dell’avviso già segnalate pubblicamente?
La nostra posizione rimane quella già espressa. Riteniamo necessaria una revisione della procedura, attraverso una verifica approfondita della sua conformità alle norme e alle specifiche esigenze del Corpo.
Sindaco Sodano, servono risposte e atti
Il sindaco ha il diritto e il dovere di garantire la continuità amministrativa, soprattutto in presenza di carenze nell’organico dirigenziale.
Ma la continuità dei servizi deve essere accompagnata da trasparenza, motivazioni adeguate e rispetto delle regole.
Per questo chiediamo che siano rese pubbliche le valutazioni sulla rotazione straordinaria, i presupposti della nuova assegnazione, le competenze effettivamente conferite al dirigente e gli atti relativi alla procedura selettiva ancora in corso.
Chiediamo inoltre al Segretario Generale e al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza di verificare, nell’ambito delle rispettive competenze, la piena coerenza della scelta con le disposizioni applicabili.
Non sosteniamo che la semplice iscrizione nel registro degli indagati impedisca automaticamente a un dirigente di ricevere incarichi.
Sosteniamo che una decisione di questa natura debba essere spiegata in maniera particolarmente rigorosa.
Perché il problema non è soltanto chi occupi temporaneamente una posizione dirigenziale.
Il problema è come vengono adottate le decisioni e quali garanzie vengono offerte ai cittadini.
Sindaco Sodano, alla luce degli atti che abbiamo esaminato, siamo su Scherzi a parte oppure esiste una motivazione amministrativa che la città deve ancora conoscere?
Report Sicilia continuerà a esaminare gli atti e a chiedere risposte documentate.





