Agrigento, indagati l’ex sindaco Miccichè e altri tre: Dalle luminarie agli affidamenti, le questioni sollevate da Report Sicilia

L’inchiesta della Procura di Agrigento riguarda ipotesi di corruzione e turbata libertà nella scelta del contraente. Tra le vicende al centro degli accertamenti anche le luminarie e il parcheggio pluripiano. Report Sicilia aveva già pubblicato atti e approfondimenti sugli affidamenti per Agrigento Capitale della Cultura 2025.
La notizia è di quelle destinate a far discutere la città. La Procura della Repubblica di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati l’ex sindaco Franco Miccichè, l’ex assessore al Bilancio Patrizia Lisci e due imprenditori nell’ambito di un’inchiesta che, secondo quanto pubblicato questa mattina da Grandangolo Agrigento, riguarda anche gli affidamenti per le luminarie natalizie e i lavori del parcheggio pluripiano.
La notizia giudiziaria è importante, ma per noi di Report Sicilia lo è altrettanto ricordare che le questioni relative alla gestione delle risorse pubbliche, agli affidamenti diretti e agli eventi di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 erano già state oggetto dei nostri approfondimenti giornalistici.
Non intendiamo attribuirci meriti investigativi che spettano esclusivamente alla magistratura. Ma neppure possiamo dimenticare il lavoro svolto attraverso la pubblicazione di documenti amministrativi, determine dirigenziali e interrogativi rivolti a chi amministrava la città.
L’inchiesta: quattro indagati e le perquisizioni
Secondo quanto riferisce Grandangolo Agrigento, il pubblico ministero Elettra Consoli ha disposto perquisizioni nei confronti dell’ex sindaco Franco Miccichè, dell’ex assessore Patrizia Lisci e degli imprenditori Salvatore Alaimo, di Porto Empedocle, e Antonio Plescia, di Villafrati.
Le ipotesi di reato sono corruzione e turbata libertà nella scelta del contraente, mentre all’imprenditore palermitano viene contestata, secondo la ricostruzione giornalistica, una violazione in materia di subappalti non autorizzati.
Durante le perquisizioni sarebbero stati sequestrati telefoni cellulari, successivamente restituiti, dai quali sarebbero stati acquisiti dati di interesse investigativo.
I fatti oggetto degli accertamenti riguarderebbero un periodo compreso tra dicembre 2024 e febbraio 2026.
L’inchiesta sarebbe scaturita da un esposto e si troverebbe ancora in una fase iniziale.
È indispensabile precisare che l’iscrizione nel registro degli indagati non costituisce un accertamento di responsabilità. Tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Le luminarie, il progetto IlluminArte e gli atti pubblicati da Report Sicilia
Tra le vicende richiamate dalla notizia giudiziaria figurano gli affidamenti relativi alle luminarie e alle decorazioni installate in occasione delle festività natalizie.
Proprio sulla gestione degli eventi culturali e sulle relative procedure amministrative Report Sicilia aveva acceso i riflettori.
Ricordiamo, tra gli altri, il progetto IlluminArte, inserito nella programmazione di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025.
Con la determinazione dirigenziale n. 3390 del 21 novembre 2025, il Comune di Agrigento aveva affidato direttamente alla ITA Società Cooperativa di Porto Empedocle la realizzazione di un progetto di illuminazione artistica per un importo complessivo di 149.935,66 euro, IVA compresa.
L’intervento prevedeva installazioni permanenti e temporanee in diversi punti della città, tra cui piazza Ravanusella, via Atenea, viale della Vittoria, via Pirandello, il Teatro Pirandello, alcune chiese e numerosi quartieri.
L’affidamento era stato disposto dal dirigente Antonio Insalaco ai sensi dell’articolo 50, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 36/2023.
Nella determina il Comune aveva ritenuto congrua la proposta economica e dichiarato che l’operatore fosse in possesso di documentate esperienze pregresse idonee all’esecuzione delle prestazioni.
È importante distinguere questo affidamento dagli specifici episodi oggetto dell’inchiesta: allo stato delle informazioni pubblicate non è possibile affermare che la determina relativa a IlluminArte sia direttamente contestata dalla Procura.
Resta però il dato giornalistico: Report Sicilia aveva già portato all’attenzione dei cittadini atti e modalità di gestione delle risorse destinate agli eventi culturali, sollevando interrogativi sulla trasparenza e sulle scelte amministrative.
Le nostre denunce e il lavoro della magistratura
Da anni denuncio pubblicamente quello che definisco il Sistema Agrigento, un insieme di prassi e modalità di gestione amministrativa sulle quali ho ripetutamente chiesto verifiche, chiarimenti e assunzione di responsabilità.
Non tutte le nostre denunce riguardano necessariamente fatti penalmente rilevanti. E non ogni affidamento diretto rappresenta un’irregolarità: è una procedura prevista dalla legge quando ricorrono le condizioni stabilite dal Codice dei contratti pubblici.
Ma proprio perché si tratta di denaro pubblico, abbiamo sempre sostenuto che gli atti debbano essere conoscibili, le scelte motivate e le spese verificabili.
Oggi la magistratura sta svolgendo autonomamente il proprio lavoro. Saranno gli investigatori ad accertare se vi siano state condotte illecite e quali eventuali responsabilità possano emergere.
Il nostro compito rimane quello di informare, documentare e continuare a porre domande, senza trasformare un’indagine in una condanna anticipata.
La notizia è riportata da Grandangolo Agrigento, che cita le indagini e le perquisizioni disposte dalla Procura.
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