Agrigento è in ginocchio, ma per la Sagra si stanziano 800 mila euro

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La Sagra del Mandorlo in fiore è una bellissima iniziativa che da lustro ad Agrigento e meriterebbe anzi di essere meglio valorizzata, con una campagna pubblicitaria degna di questo nome, non solo con i soggiorni di un paio di assessori e del sindaco alla Bit di Milano una volta l’anno, a spese dei cittadini. Detto questo, la città è in ginocchio sotto tutti i punti di vista, ma l’importante è fare spettacolo, elargire prebende ad amici e parenti. L’amministrazione comunale (per fortuna uscente e chissà se rientrante sotto altre vesti già viste) ha deciso di salutare chi la sostiene con il botto, con una Sagra del Mandorlo in fiore dorata. La Giunta ha infatti approvato il piano finanziario, per 9 giorni di sfilate e spettacoli per un esborso totale di 807.779,36.  Il Comune nel 2025, caratterizzato dal fallimento di Capitale italiana della cultura, aveva stanziato 700 mila euro. Già all’epoca tale stanziamento suscitò particolare “sorpresa”, alla luce delle condizioni della città, che di certo non sono migliorate. Alla vigilia delle elezioni amministrative i “giganti” di palazzo dei giganti non hanno badato a spese, stanziando oltre 100 mila euro in più. Soldi che si sarebbero potuti spendere per altro, certamente più utile. Alla faccia di strade devastate, servizi carenti o assenti, commercio ai minimi storici e altre piccole o grandi inefficienze.  Non è populismo, è lucida analisi della realtà. Nel 2024 i solti spesi furono circa 630 mila euro. Circa 500 mila euro saranno spesi per l’organizzazione generale, la pubblicità e i servizi logistici necessari per le trasferte dei gruppi folk. A questi si aggiungono altri 150.000 euro prelevati dal fondo dedicato alla promozione del territorio. Quarantamila euro sono stati girati anche dalla Provincia regionale, metti che non si riusciva a pagare il caffè a qualche amico. Con oltre 800 mila euro dunque sul piatto è lecito attendersi una settimana di Sagra degna del Festival di Sanremo. 

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