Agrigento, due foto davanti allo stesso Comune: Mangione denuncia l’auto, ma la sua bici era legata all’inferriata. Le regole valgono solo per gli altri?

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Due fotografie. Lo stesso luogo. Due mezzi diversi. E soprattutto una domanda che, dopo i due articoli già pubblicati da Report Sicilia, diventa inevitabile:

le regole davanti al Palazzo di Città valgono nello stesso modo per tutti?

Mettiamo le due immagini una accanto all’altra, perché questa volta il confronto racconta più di tante parole.

Nella prima c’è l’automobile fotografata e pubblicata sui social dalla consigliera comunale Elvira Mangione, componente della maggioranza che sostiene il sindaco Michele Sodano.

Mangione accompagna quella fotografia con l’ironia:

«Vabbè, s’arrivanu i vigili mi spostu»

E ancora:

«Ma tantu u Comune chiusu è di domenica»

Oppure:

«U tempu d’un cafè».

Il messaggio è evidente: davanti al Palazzo di Città non si dovrebbe arrivare e sostare come se nulla fosse, confidando magari nel fatto che i vigili non ci siano.

Report Sicilia ha raccolto quella denuncia e ha posto immediatamente una prima questione: consigliera Mangione, oggi a governare Agrigento è il sindaco Michele Sodano, che lei sostiene. Se esiste un problema di controlli davanti al Comune, la domanda deve essere rivolta anche alla vostra amministrazione.

Poi è arrivata la seconda fotografia.

Ed è qui che la storia cambia.

da una parte l’auto denunciata, dall’altra la bici della consigliera

La seconda immagine è stata scattata il 30 giugno 2026 alle ore 12:56.

Siamo praticamente nello stesso punto, davanti al Palazzo di Città in piazza Luigi Pirandello.

Questa volta non c’è un’automobile.

C’è una bicicletta.

Secondo le verifiche effettuate dalla nostra redazione, quella bicicletta appartiene alla consigliera Elvira Mangione.

Il mezzo è collocato accanto alla recinzione metallica delle aiuole davanti al Palazzo di Città e risulta assicurato proprio all’inferriata.

E allora mettiamole davvero idealmente una accanto all’altra.

Foto numero uno: automobile davanti al Comune. La consigliera Mangione fotografa, pubblica e ironizza.

Foto numero due: bicicletta della consigliera Mangione assicurata all’inferriata delle aiuole davanti allo stesso Comune.

Naturalmente automobile e bicicletta non sono la stessa cosa.

Non intendiamo sostenere una sciocchezza del genere.

La domanda è un’altra:

qual è la regola per l’utilizzo di quello spazio e vale per tutti allo stesso modo?

la differenza tra le due foto non cancella il problema della coerenza

Sarebbe troppo semplice rispondere: «Ma una è un’automobile e l’altra è una bicicletta».

Certo.

Lo vediamo anche noi.

La questione che poniamo non riguarda l’equivalenza tra i due mezzi, ma il principio utilizzato dalla stessa consigliera nel suo post: rispetto delle regole, utilizzo corretto degli spazi davanti al Palazzo di Città e controlli.

Ed è esattamente quel principio che adesso deve essere applicato anche alla seconda fotografia.

La consigliera Mangione aveva verificato, prima di assicurare la propria bicicletta a quella recinzione, che fosse consentito farlo?

Quella inferriata è destinata anche al parcheggio delle biciclette?

Può utilizzarla chiunque?

Se domani venti cittadini arrivassero in bicicletta e assicurassero venti mezzi lungo la stessa recinzione, sarebbe tutto perfettamente regolare?

Sono domande alle quali non deve rispondere Report Sicilia.

Devono rispondere il Comune di Agrigento e gli organi competenti.

e c’è un particolare tutt’altro che secondario: siamo in piazza Pirandello

Non stiamo parlando di una recinzione qualsiasi in una periferia della città.

Siamo in piazza Luigi Pirandello, davanti al Palazzo di Città, all’interno di un contesto storico e monumentale sottoposto alla tutela degli organi competenti.

Il Municipio è ospitato nell’antico complesso dell’ex convento dei Domenicani.

Parliamo dunque di uno dei luoghi istituzionali e storici più rappresentativi di Agrigento.

Proprio per questo abbiamo già chiesto che venga chiarito quale disciplina si applichi alla recinzione delle aiuole e se sia consentito utilizzarla per assicurare biciclette private.

Non inventiamo divieti.

Chiediamo di conoscere quelli esistenti e di sapere se il comportamento documentato sia compatibile con le prescrizioni dell’area.

Ed è una differenza fondamentale.

Mangione, il problema lo ha sollevato lei

C’è poi un aspetto che rende difficile liquidare questa vicenda come una polemica su una bicicletta.

È stata Elvira Mangione a sollevare pubblicamente il problema.

Non Report Sicilia.

È stata lei a fotografare l’automobile.

È stata lei a pubblicare l’immagine.

È stata lei a ironizzare sui vigili.

È stata lei, in sostanza, a porre il tema del comportamento di chi utilizza quello spazio.

Benissimo.

Noi facciamo esattamente la stessa cosa.

Prendiamo una fotografia e facciamo delle domande.

Solo che questa volta la fotografia riguarda la sua bicicletta.

E allora, consigliera Mangione, accetti lo stesso metodo che ha utilizzato nei confronti dell’automobilista.

La sua bicicletta poteva essere assicurata a quell’inferriata?

Se sì, basta dirlo.

Se no, bisognerà trarne le conseguenze esattamente come per qualsiasi altro cittadino.

due fotografie e due pesi?

Il confronto visivo, politicamente, è potente proprio per questo.

Nella fotografia pubblicata dalla consigliera, l’automobile diventa immediatamente oggetto di denuncia social.

Nell’altra fotografia, scattata il 30 giugno alle 12:56, troviamo la bicicletta della stessa consigliera assicurata alla recinzione delle aiuole.

E allora la domanda diventa persino più semplice:

il problema è il rispetto delle regole oppure il problema esiste soltanto quando a non rispettarle — qualora venisse accertata una violazione — sono gli altri?

Perché se parliamo di legalità, non possono esistere due pesi e due misure.

Sodano, adesso non può rimanere una polemica Facebook

A questo punto deve intervenire il sindaco Michele Sodano.

Non con un post.

Non con una battuta.

Con una verifica amministrativa.

Sindaco, chieda alla Polizia Locale e agli uffici comunali:

è consentito assicurare una bicicletta alla recinzione delle aiuole davanti al Palazzo di Città?

Chieda inoltre, per quanto eventualmente di competenza, alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Agrigento quali prescrizioni interessino quell’area e gli elementi che la compongono.

Poi renda pubblica la risposta.

Non chiediamo trattamenti speciali contro la consigliera.

Chiediamo l’esatto contrario: nessun trattamento speciale a favore della consigliera.

se si può fare, lo facciano sapere a tutti

La soluzione è semplicissima.

Se assicurare una bicicletta a quell’inferriata è perfettamente consentito, il Comune lo comunichi.

Report Sicilia ne prenderà atto.

E sapremo tutti che quella recinzione può essere utilizzata a questo scopo dai cittadini.

Se invece non è consentito, allora l’amministrazione dovrà comportarsi come si comporterebbe con qualsiasi altra persona.

Perché la qualifica di consigliere comunale non può trasformarsi in un lasciapassare.

E soprattutto non può esserlo quando quello stesso consigliere utilizza i social per richiamare pubblicamente il comportamento degli altri.

prima l’auto degli altri, poi guardiamo la nostra bici

Alla fine, il confronto tra queste due fotografie racconta una questione molto più grande di un’automobile e di una bicicletta.

Racconta il rapporto tra chi governa e le regole che pretende di far rispettare ai governati.

La consigliera Mangione ha perfettamente diritto di denunciare ciò che ritiene scorretto.

Anzi, faccia tutte le segnalazioni che ritiene necessarie.

Ma proprio per questo deve essere disponibile ad accettare che lo stesso controllo venga esercitato sui comportamenti di chi rappresenta le istituzioni.

Non può funzionare diversamente.

due foto, una sola regola

E allora torniamo alle immagini.

Da una parte:

l’automobile fotografata dalla consigliera Mangione e pubblicata sui social.

Dall’altra:

la bicicletta della consigliera Mangione, fotografata il 30 giugno 2026 alle ore 12:56 e assicurata alla recinzione delle aiuole davanti al Palazzo di Città.

Due fotografie.

Due mezzi completamente differenti.

Ma una sola regola, qualunque essa sia.

Ed è proprio quella regola che adesso chiediamo al sindaco di rendere pubblica.

Michele Sodano faccia verificare immediatamente.

La Soprintendenza, per quanto di propria competenza, chiarisca.

E la consigliera Mangione risponda alla domanda che nasce proprio dalla sua denuncia:

le regole che chiediamo agli altri siamo disposti ad applicarle anche a noi stessi?

Perché il cambiamento non si misura dalle fotografie pubblicate su Facebook.

Si misura dalla capacità di utilizzare lo stesso metro quando nella fotografia c’è il cittadino e quando, invece, c’è qualcuno della maggioranza che governa la città.

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