Agrigento, Di Rosa attacca Sodano «Hai scelto di fare a meno di me e del mio programma. Altro che rivoluzione, sembri Miccichè 2.0»

Dura nota stampa dell’ex candidato sindaco che ricorda la disponibilità offerta il 29 giugno e contesta le scelte amministrative del primo cittadino. Al centro della polemica le esternalizzazioni, la gestione del patrimonio comunale e il mancato confronto sul programma “Per una Città Normale”.
AGRIGENTO – Una presa di posizione netta, destinata a riaccendere il confronto politico cittadino. Giuseppe Di Rosa, già candidato sindaco di Agrigento e presidente del movimento civico Mani Libere, interviene con una lunga nota stampa per chiarire il proprio rapporto con il sindaco Michele Sodano e contestare il modello amministrativo adottato dalla nuova Giunta.
Il messaggio principale è inequivocabile.
«Sono stato io a mettermi a disposizione di Michele Sodano. È stato lui a scegliere di amministrare Agrigento senza il mio contributo. Non il contrario».
La lettera del 29 giugno rimasta senza seguito
Di Rosa ricostruisce quanto accaduto subito dopo le elezioni comunali.
Il 29 giugno aveva indirizzato una lettera aperta al nuovo sindaco, chiedendo un incontro pubblico per consegnargli personalmente il programma elettorale “Per una Città Normale”, elaborato attraverso anni di studio, approfondimenti e analisi della macchina amministrativa.
Un’offerta di collaborazione che, precisa, non prevedeva richieste di incarichi o ruoli istituzionali.
«Avevo perso le elezioni, ma non avevo certamente perso l’amore per la mia città né la volontà di contribuire al suo cambiamento».
Secondo quanto riferisce l’ex candidato, a quasi quattro mesi da quella richiesta non sarebbe stato avviato alcun confronto per la consegna del programma.
Una circostanza dalla quale Di Rosa trae una conclusione politica precisa. Sarebbe stato Sodano a scegliere di non avvalersi del contributo offerto, e non l’ex candidato a sottrarsi alle proprie responsabilità verso la città.
«Se avessi vinto, avrei considerato Sodano come possibile assessore»
Nella nota emerge anche un retroscena della campagna elettorale.
Di Rosa ricorda di avere dichiarato pubblicamente che, in caso di vittoria, avrebbe preso in considerazione Michele Sodano come possibile assessore.
Una disponibilità che nasceva dalla convinzione, allora maturata, che entrambi condividessero l’obiettivo di superare il cosiddetto sistema Agrigento.
«Io ero pronto a coinvolgerlo, pur essendo un mio avversario politico. Lui, invece, ha scelto di fare a meno di me».
Parole che evidenziano la distanza politica oggi esistente tra i due ex candidati sindaco.
Le due società di servizi e il modello alternativo alle esternalizzazioni
Il passaggio più significativo della nota riguarda il programma amministrativo che Di Rosa avrebbe voluto sottoporre al primo cittadino.
Tra le proposte principali figurava la costituzione di due società di servizi, concepite come strumenti per valorizzare il patrimonio comunale, recuperare capacità gestionale e creare nuove opportunità economiche per l’Ente.
Secondo Di Rosa, questo modello avrebbe consentito di ridurre il ricorso alle esternalizzazioni nei settori in cui una gestione pubblica fosse risultata più conveniente.
L’ex candidato contesta invece la scelta che attribuisce all’Amministrazione Sodano di proseguire con gli affidamenti esterni, senza una revisione strutturale del sistema di gestione dei servizi.
Una strategia che, a suo giudizio, rischierebbe di impoverire ulteriormente il Comune e di fargli perdere opportunità di valorizzazione del proprio patrimonio.
La questione sollevata riguarda dunque non soltanto le singole esternalizzazioni, ma il modello economico e organizzativo che dovrebbe guidare il futuro dell’Ente.
Il paragone con Miccichè e la rivoluzione mancata
Da questa contrapposizione nasce l’accusa politica più pesante.
«Ecco perché sostengo che questa amministrazione somigli sempre più a un Miccichè 2.0».
Per Di Rosa, la nuova Amministrazione rischierebbe di riprodurre le stesse logiche gestionali del precedente governo cittadino, nonostante gli annunci di discontinuità che avevano caratterizzato la campagna elettorale di Sodano.
«Cambiano i protagonisti, cambiano gli slogan, cambiano le dirette sui social, ma il modello amministrativo rischia di rimanere sostanzialmente identico».
Il giudizio dell’ex candidato è quindi rivolto alla sostanza delle scelte amministrative, più che all’identità politica di chi le compie.
«Non siamo top player, evidentemente lo sono quelli che ha scelto»
La nota affronta anche la composizione della squadra di governo cittadina.
Con evidente ironia, Di Rosa osserva che chi ha combattuto per anni contro il sistema Agrigento non sarebbe stato considerato all’altezza dei cosiddetti “top player” individuati dal sindaco.
Il riferimento è agli assessori e ai collaboratori scelti da Sodano, sui quali Di Rosa richiama la piena responsabilità politica del primo cittadino.
Il presidente di Mani Libere rivendica inoltre la propria conoscenza della macchina amministrativa comunale, maturata attraverso anni di analisi degli atti, denunce e attività civica.
Una competenza che, sostiene, avrebbe potuto rappresentare una risorsa per la nuova Amministrazione.
«Ha scelto di fare il re, non il sindaco»
Particolarmente severo anche il giudizio sul rapporto tra il sindaco e chi manifesta posizioni critiche.
«Ho sempre più l’impressione che Michele Sodano abbia scelto di fare il re di Agrigento anziché il sindaco di tutti gli agrigentini».
Di Rosa contesta quella che considera una scarsa disponibilità al confronto, sostenendo che le osservazioni rivolte all’Amministrazione vengano troppo spesso interpretate come attacchi politici.
La domanda che pone è diretta.
«Ma davvero siamo arrivati al punto che la responsabilità non sia più di chi sbaglia, bensì di chi segnala dove si sta sbagliando?».
Le polemiche con i deputati regionali e il ruolo dei social
Nella nota trova spazio anche il recente scontro tra Sodano e la deputazione regionale sui finanziamenti destinati al territorio agrigentino.
Di Rosa giudica particolarmente duri i messaggi rivolti dal sindaco ai parlamentari regionali, attribuendo loro il tono di avvertimenti politici.
Critica inoltre il ricorso frequente alle dirette social, sostenendo che il consenso ottenuto attraverso questi strumenti non possa sostituire la capacità amministrativa.
Per l’ex candidato, il rischio è quello di una campagna elettorale permanente, nella quale le responsabilità vengono attribuite di volta in volta alle precedenti amministrazioni, ai dirigenti, ai deputati o a chi esprime critiche.
«Non sono mai stato ipocrita e non comincerò adesso»
Nonostante la durezza delle contestazioni, Di Rosa rivendica la coerenza del proprio comportamento.
Ricorda, infatti, di avere pubblicamente elogiato Sodano quando, il 4 luglio, il sindaco aveva affiancato gli operatori ecologici durante un intervento di bonifica.
Un episodio che l’ex candidato richiama per sottolineare come il proprio giudizio politico non sia condizionato da contrapposizioni personali.
«Quando un amministratore merita un complimento, glielo rivolgo. Quando sbaglia, lo dico con la stessa chiarezza».
Una posizione che Di Rosa sintetizza rivendicando di non avere mai praticato l’ipocrisia né di voler iniziare a farlo adesso.
«Non permetterò che si dica che ho voltato le spalle ad Agrigento»
La parte conclusiva della nota è dedicata alla responsabilità della mancata collaborazione.
Di Rosa ribadisce di non avere mai chiesto un posto nella Giunta Sodano, ma soltanto la possibilità di mettere a disposizione della città il proprio programma.
Rivendica inoltre il diritto di continuare a studiare gli atti amministrativi, denunciare le criticità e formulare proposte anche al di fuori delle istituzioni.
«Non vi darò mai la possibilità di raccontare che sono stato io a non amare Agrigento. Dimostrerò sempre che siete stati voi a scegliere di fare a meno del mio contributo».
Il documento si conclude con una dichiarazione che riassume l’intera posizione dell’ex candidato sindaco.
«Io mi sono messo a disposizione. Michele Sodano ha deciso di fare a meno di me».
Una presa di posizione che apre un ulteriore fronte nel dibattito politico agrigentino, ponendo al centro una questione destinata ad accompagnare l’Amministrazione nei prossimi mesi.
La rivoluzione promessa da Michele Sodano sta realmente cambiando il sistema amministrativo della città oppure, come sostiene Giuseppe Di Rosa, sta riproponendo sotto nuove insegne un modello già conosciuto dagli agrigentini?





